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Bilancio del governo Meloni: crescita economica, riforme e politica estera

Dopo quattro anni di governo, Giorgia Meloni festeggia un record di longevità, ma quali sono i risultati concreti?

Il governo Meloni ha raggiunto un traguardo storico: quattro anni di mandato, diventando il più longevo della storia repubblicana. Ma oltre alla stabilità politica, quali sono i risultati concreti ottenuti? Un’analisi approfondita rivela un quadro complesso, fatto di luci e ombre, tra successi economici e criticità irrisolte.

In un Paese abituato a governi effimeri, la stabilità dell’esecutivo Meloni ha rappresentato un elemento di discontinuità. Tuttavia, la longevità non è sinonimo di efficacia. Vediamo nel dettaglio cosa è stato fatto e cosa è rimasto in sospeso.

Economia: conti in ordine ma crescita stagnante

Dal punto di vista economico, il governo ha mantenuto i conti pubblici sotto controllo. Lo spread si attesta sugli 82 punti base, e il mercato del lavoro ha registrato una crescita stabile dell’occupazione. Inoltre, il taglio del superbonus ha permesso di rimodulare le aliquote Irpef e di rendere strutturale il taglio del cuneo contributivo per i redditi medio-bassi.

Tuttavia, non tutto è positivo. L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto dei salari, e il welfare rimane limitato. Ospedali e servizi sanitari soffrono di carenze croniche di personale, e le opposizioni accusano il governo di non occuparsi dei veri problemi degli italiani, come i bassi stipendi e le liste d’attesa nella sanità.

Riforme: tra successi e fallimenti

Il governo ha puntato su alcune riforme identitarie ma i risultati sono stati altalenanti. La riforma della giustizia, con la separazione delle carriere di pm e giudice, è stata bocciata dal No referendario. Anche le riforme sul premierato e sull’autonomia sono state bloccate da veti incrociati e dalle notazioni della Consulta.

Tra le riforme riuscite, invece, ci sono quelle sulla sicurezza con una serie di decreti che hanno suscitato perplessità tra giuristi, sindacati e associazioni. Inoltre, il governo ha gestito i fondi del PNRR che hanno contribuito a tenere a galla l’economia italiana.

Politica estera: atlantismo e controversie

In politica estera, il governo Meloni ha mantenuto un atlantismo acritico, a tratti imbarazzante. Un esempio è la definizione del rapimento di un presidente legittimo di uno Stato sovrano come un’azione difensiva. Inoltre, il silenzio del governo di fronte ai crimini israeliani nella Striscia di Gaza e a quelli statunitensi nell’attacco illegale contro l’Iran ha suscitato critiche.

Nonostante le controversie, il governo ha saputo mantenere buoni rapporti con gli ambienti che contano, ottenendo ampi consensi dalla stampa e dagli osservatori internazionali. Tuttavia, le critiche non sono mancate, soprattutto da parte delle opposizioni, che accusano il governo di aver fatto poco per il popolo italiano.

Se da un lato ha mantenuto la stabilità economica e gestito i fondi del PNRR, dall’altro ha fallito in alcune riforme importanti e ha suscitato critiche per la sua politica estera. La domanda che rimane è: quanto di questo è stato fatto per il bene del popolo italiano?

Scritto da Beatrice Beretta

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