Ciclovie reversibili sui binari: progetto Ri-REVERSE con plastica e gomma riciclata

Un progetto che mette insieme l'idea di Nino Ventura, il Politecnico di Torino e Idea Plast per trasformare fino a 2.000 km di binari in percorsi ciclabili temporanei

Il progetto Ri-REVERSE propone una via alternativa per recuperare le infrastrutture ferroviarie non operative: trasformarle in ciclovie temporanee installabili direttamente sui binari esistenti. Nato da un’intuizione artistica, il programma è stato sviluppato con il contributo scientifico del Politecnico di Torino e con la partecipazione industriale di Idea Plast, oltre al supporto di Ecopneus e FIAB.

L’iniziativa è finanziata dalla Regione Piemonte tramite il Bando SWIch 2026 e si pone l’obiettivo di coniugare sostenibilità e pratica di riuso infrastrutturale.

Secondo le analisi del progetto, sul territorio nazionale sarebbero rintracciabili circa 2.000 km di linee ferroviarie dismesse riqualificabili, con circa 100 km concentrati in Piemonte.

Per validare il concetto è stato allestito un dimostratore a grandezza reale nell’area Mirafiori del Politecnico di Torino, e tra i risultati ottenuti figura il deposito di una domanda di brevetto congiunta fra i partner. L’approccio vuole favorire la mobilità dolce senza compromettere la possibilità di un futuro ripristino ferroviario.

Origini dell’idea e rete di partner

La genesi di Ri-REVERSE passa dall’osservazione creativa dell’artista Nino Ventura, che immaginò i binari come struttura portante per una pista ciclabile modulare. L’idea è stata tradotta in progetto grazie al lavoro scientifico dei dipartimenti DIATI, DAD e DISEG del Politecnico di Torino, con Idea Plast a curare la progettazione e lo sviluppo dei moduli in plastica riciclata.

Il coinvolgimento di Ecopneus ha permesso di integrare gomma riciclata da PFU per la superficie di rotolamento, mentre FIAB ha affiancato le valutazioni di fruibilità ciclistica. Questo mix di arte, ricerca e industria è alla base della replicabilità del modello.

Ruoli e responsabilità

In pratica, Nino Ventura ha fornito la prospettiva progettuale, il Politecnico di Torino ha condotto prove e validazioni tecniche, e Idea Plast ha sviluppato i componenti modulari. Reversibilità e sostenibilità sono stati criteri guida: la struttura deve poter essere montata e rimossa senza alterare permanentemente l’armamento ferroviario, e i materiali devono favorire l’economia circolare. La partnership ha inoltre portato alla redazione di una domanda di brevetto condivisa per tutelare la soluzione tecnica e facilitarne la diffusione.

Tecnologia, materiali e modalità di installazione

La proposta tecnica di Ri-REVERSE prevede una sovrastruttura modulare appoggiata direttamente sui binari e ancorata in modo non invasivo, evitando lo smantellamento delle rotaie. Le lastre portanti e le balaustre sono realizzate in plastica riciclata, progettata per garantire resistenza e facilità di montaggio, mentre la sede di rotolamento e i cordoli laterali impiegano gomma da PFU per comfort e durata. Questo uso combinato di materiali riciclati riduce il consumo di materie prime vergini e limita i rifiuti destinati alla discarica.

Caratteristiche di reversibilità e riuso

Un punto centrale è l’assunto di reversibilità: la pista può essere smontata rapidamente se la linea ferroviaria dovesse tornare in funzione, e i moduli possono essere riutilizzati su altri tratti. L’ancoraggio non invasivo protegge l’infrastruttura esistente, mentre il design modulare facilita la logistica di installazione e trasporto. Queste caratteristiche rendono il sistema adatto sia a interventi temporanei sia a sperimentazioni su scala locale, limitando l’impatto sul paesaggio e promuovendo la mobilità sostenibile.

Validazione, tempistiche e impatto territoriale

Il progetto, avviato a settembre 2026 e con conclusione prevista a settembre 2026, ha già raggiunto risultati concreti: il dimostratore in Mirafiori ha permesso di portare la tecnologia al livello di maturità TRL 6, passaggio fondamentale verso la validazione industriale. Sono state svolte prove di carico e test sui materiali per verificare la resistenza dei moduli in condizioni reali, e il deposito della domanda di brevetto segna un ulteriore passo verso la diffusione su scala territoriale.

L’adozione diffusa di soluzioni come Ri-REVERSE potrebbe valorizzare fino a 2.000 km di infrastrutture in disuso in Italia, con benefici per la mobilità locale, il turismo ciclabile e la qualità del paesaggio. Integrando competenze artistiche, accademiche e industriali, il progetto rappresenta un esempio di come l’innovazione circolare possa generare opportunità concrete per le comunità, evitando il consumo di suolo e favorendo il riutilizzo di materiali di scarto.

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