Corsa dell’Angelo a Lacco Ameno: guida alla Sacra Rappresentazione di Pasqua

Scopri la Corsa dell'Angelo di Lacco Ameno: storia, rituali e consigli pratici per partecipare alla Sacra Rappresentazione della Risurrezione

La Corsa dell’Angelo di Lacco Ameno è una delle manifestazioni pasquali più sentite dell’isola d’Ischia, un evento che mescola devozione popolare, artigianato sacro e partecipazione collettiva. Ogni anno la rappresentazione richiama residenti e visitatori per celebrare la risurrezione di Cristo attraverso una drammatizzazione che conserva oggetti, statue e gesti tramandati da secoli.

Nel 2026 questa tradizione mantiene intatto il suo valore simbolico, pur inserendo elementi di modernità per rendere la narrazione più accessibile e coinvolgente.

La cerimonia si tiene nella centrale Piazza Santa Restituta la mattina di Pasqua e rappresenta un appuntamento rituale che fonde fede e identità locale. Promossa dalla Confraternita di SS.

Maria Assunta in Cielo con il contributo del Comune di Lacco Ameno e della Città Metropolitana, la manifestazione conserva materiali lignei, costumi e pratiche risalenti al XVII e XVIII secolo, elementi che qualificano l’evento come patrimonio immateriale vivente e testimonianza di una comunità che si rinnova senza perdere le proprie radici.

Il rito e il suo svolgimento

La sequenza rituale prende avvio intorno alle ore 12.00 in chiesa: le statue lignee di S. Maria Maddalena, San Giovanni, della Madonna e dell’Angelo lasciano l’edificio di SS. Maria Assunta nella parte collinare del paese e vengono portate a spalla fino alla piazza.

Qui le maestranze locali allestiscono il Sacro Sepolcro, una scenografia mobile che ospita la statua del Cristo Risorto, inizialmente nascosta da una pesante pietra simbolica. La processione è lenta ma partecipata, e costituisce il momento in cui il senso di comunità diventa tangibile attraverso il coinvolgimento di giovani e confratelli più anziani.

Il momento culminante: la corsa e l’annuncio

Il cuore della rappresentazione è la triplice corsa verso il Sepolcro compiuta dall’Angelo, alternata a genuflessioni rivolte alla Madonna; dopo la terza e più concitata corsa, la pietra che chiude la tomba viene fatta rotolare via e la statua del Risorto appare alla vista. In quel frangente la Madonna, guidata da San Giovanni e Maria Maddalena, corre verso il Figlio: la tradizione vuole che la Vergine perda il velo, tolto simbolicamente dal Cappellano della Congrega, gesto che simboleggia l’incontro tra dolore e speranza. L’apice emotivo è accompagnato da musica solenne e dal rintocco festoso delle campane, che amplificano la partecipazione collettiva.

Tradizione, riconoscimento e tutela

Nell’ottica della conservazione culturale, la Corsa dell’Angelo è stata registrata nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Campania, un passo importante per la salvaguardia di pratiche rituali e saperi artigianali. Questo riconoscimento sostiene attività di manutenzione, formazione e valorizzazione, offrendo anche strumenti concreti di supporto ai soggetti che ogni anno si impegnano nella realizzazione dell’evento. L’iscrizione rappresenta inoltre un elemento di riconoscibilità che favorisce la fruizione responsabile da parte dei turisti e la collaborazione istituzionale tra enti locali.

Chi regge la tradizione

La manifestazione è portata avanti dalla Congrega di S. Maria Assunta in Cielo, che coordina volontari, giovani e membri della confraternita. Il coinvolgimento intergenerazionale è fondamentale per trasferire competenze tecniche, come la cura delle statue lignee e la composizione del Sepolcro, oltre a trasmettere l’ordine rituale delle azioni. La presenza delle istituzioni locali, insieme a finanziamenti mirati e alla programmazione nel Cartellone degli Eventi Metropolitani 2026-2026, contribuisce a mantenere stabile l’organizzazione e a pianificare interventi di promozione culturale.

Innovazione e comunicazione

Accanto al rispetto della tradizione, l’edizione 2026 integra elementi innovativi: una nuova drammaturgia audio, con testi e musiche rielaborati, è stata curata da STUDIO A di Ischia per rendere la narrazione più immersiva e chiara anche ai visitatori. Nei mesi precedenti la manifestazione lo staff ha prodotto un podcast RMS e un depliant bilingue, strumenti pensati per ampliare la fruibilità dell’evento e raccontarne storia e significato al pubblico nazionale e internazionale. Queste iniziative digitali e cartacee facilitano l’accesso all’informazione e promuovono una fruizione consapevole.

Partecipare: consigli pratici

Se prevedi di assistere alla Sacra Rappresentazione il giorno di Pasqua, tieni conto delle grandi affluenze e della natura partecipativa del rito: arriva in anticipo, rispetta lo spazio riservato alla processione e ascolta le indicazioni degli organizzatori. La riconsegna del corteo all’oratorio confraternale in Piazza Rosario segna la conclusione formale della cerimonia, ma l’atmosfera rimane carica di significato. Ricorda che il modo migliore per vivere l’evento è con atteggiamento di rispetto verso i simboli religiosi e le persone che ogni anno lavorano per mantenere viva questa eredità culturale.

Scritto da Andrea Ferrara

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