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17 Ottobre 2026

Dati Eurostat: il turismo nell’UE resiste nonostante inflazione e rallentamento economico

Il turismo nell'UE mostra una crescita del 1,7% nel primo semestre 2026, con Malta e Irlanda in testa. Scopri le tendenze e le sfide del settore.

Dati Eurostat: il turismo nell'UE resiste nonostante inflazione e rallentamento economico

Il settore turistico europeo sta vivendo un momento di crescita nonostante le sfide economiche. Secondo i dati di Eurostat, nel primo semestre del 2026 si sono registrati 1.321 milioni di pernottamenti in strutture turistiche nell’Unione europea, con un aumento dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo risultato è particolarmente significativo considerando il rallentamento economico e l’aumento dell’inflazione.

Le performance dei singoli Stati membri

Tra i Paesi con la maggiore crescita dei pernottamenti, spiccano l’Irlanda con un aumento del 14,6%, Malta con il 9,9% e la Slovacchia con il 5,9%. Al contrario, alcuni Stati membri hanno registrato cali, con Cipro al -7,7% e la Romania al -6,7%. I turisti stranieri hanno rappresentato quasi la metà (48,9%) di tutti i soggiorni, con differenze notevoli tra i vari Paesi.

Le destinazioni preferite dai turisti stranieri

I dati mostrano che Malta ha registrato il numero più alto di pernottamenti di turisti stranieri (95,2%), seguita da Cipro (92,6%) e Lussemburgo (87,7%). In GermaniaPolonia e Romania invece, i turisti internazionali non hanno raggiunto nemmeno un quarto dei soggiorni totali. L’incremento delle notti trascorse da turisti stranieri è stato del 2,5%, quasi tre volte superiore rispetto alla crescita dei turisti interni (0,9%).

L’Italia in testa per pernottamenti

Nel primo semestre del 2026, l’Italia ha registrato oltre 217 milioni di pernottamenti in strutture turistiche, diventando il Paese con il maggior numero di presenze a giugno 2026, con più di 65 milioni di notti. Seguono Spagna (57 milioni), Francia (46 milioni), Germania (43 milioni), Grecia (24 milioni) e Olanda (14 milioni). Alcuni Paesi, come EstoniaLettoniaMacedoniaKosovo e Lussemburgo non hanno raggiunto il milione di pernottamenti.

Le vacanze estive e l’impatto dei prezzi

Nei mesi di luglio e agosto 2026, i flussi turistici in Italia hanno generato una spesa complessiva di 20,4 miliardi di euro, di cui 541 milioni dovuti esclusivamente all’aumento dei prezzi. Questo rappresenta la maggiore spesa che i turisti avrebbero sostenuto rispetto ai listini della scorsa estate. L’indice nazionale dei prezzi al consumo turistico (Nict) ha registrato una crescita del 2,6% su base annua, inferiore all’indice generale dei prezzi al consumo (Nic) del 2,9%. Nonostante il rallentamento dell’aumento dei prezzi, questi rimangono superiori del 2,6% rispetto al 2025.

Le destinazioni preferite a settembre

Mentre il controesodo intasa le autostrade, molti italiani stanno già pianificando le vacanze di settembre. Secondo l’Osservatorio Confturismo-Confcommercio, il mare resta la meta preferita (41%), seguito dalle grandi città d’arte (26%) e dalla montagna (18%). La maggior parte dei viaggiatori (71%) sceglie destinazioni italiane, con la ToscanaCampania ed Emilia Romagna in testa. All’estero, le destinazioni più gettonate sono SpagnaFrancia e Grecia.

Il profilo di chi viaggia a settembre è variegato: gli over 55 rappresentano il 42% dei partenti, seguiti dai giovani con il 35% e dalla fascia intermedia 35-54 anni. Il clima mite e i prezzi più competitivi stanno trasformando settembre in un mese di vacanza, allungando la stagione turistica e alleggerendo la pressione su luglio e agosto.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.