AirAdvisor ha pubblicato la classifica sulla resilienza operativa degli aeroporti europei per la stagione invernale 2025/26 (periodo novembre–gennaio), basata sui dati proprietari AIRDATA. L’analisi misura quanto gli scali riescono a mantenere operazioni regolari nei momenti di picco: frequenza di cancellazioni, puntualità dei voli e capacità di ripristino dopo eventi meteorologici avversi.
Il quadro che ne emerge non premia la dimensione o il numero di rotte, ma la coerenza nella gestione delle perturbazioni: alcuni aeroporti regionali si difendono meglio di nodi più trafficati.
Metodo e indicatori
La graduatoria si fonda su quattro indicatori principali, combinati in un punteggio unico confrontabile tra scali di diversa grandezza.
Il fattore con maggiore peso (40%) è la quota di voli con ritardi superiori ai 60 minuti: un ritardo prolungato aumenta significativamente il rischio di perdere coincidenze, specialmente per chi viaggia verso località montane. Completano il modello la durata media dei ritardi, il tasso di cancellazione e il volume complessivo dei voli nel periodo invernale — quest’ultimo serve a normalizzare i risultati, perché gestire poche rotte richiede strategie diverse rispetto a hub con centinaia di movimenti.
Chi sta meglio (la top 10)
Gli aeroporti che investono in infrastrutture e in gestione operativa tendono a reggere meglio gli stress meteorologici. In cima alla classifica si trova Salisburgo con un punteggio di 9,25: un risultato che riflette una gestione stagionale particolarmente robusta. La top ten completa è la seguente:
1) Salisburgo (9,25)
2) Bratislava (9,00)
3) Monaco di Baviera (9,00)
4) Torino (8,95)
5) Vienna (8,90)
6) EuroAirport Basilea (8,50) e Verona (8,50)
7) Zurigo (8,40)
8) Oslo (8,30)
9) Stoccolma Arlanda (7,90)
10) Lione (7,65)
Cosa caratterizza i migliori
I primi classificati mostrano alcuni tratti comuni: esposizione ridotta ai ritardi prolungati, tassi di cancellazione contenuti e infrastrutture dimensionate per assorbire il traffico invernale. Scali come Salisburgo e Bratislava registrano percentuali più basse di voli con oltre 60 minuti di ritardo; hub maggiori, come Monaco e Zurigo, dimostrano invece procedure efficaci per gestire i picchi di traffico senza innescare un effetto domino.
Il quadro italiano
Gli aeroporti italiani presentano performance variegate. Alcuni scali regionali soffrono di vincoli infrastrutturali — piste uniche, piazzali limitati o risorse di assistenza ridotte — che rendono più probabili ritardi a catena e cancellazioni. Allo stesso tempo, aeroporti come Torino e Verona si distinguono per risultati equilibrati: Torino è piazzata fra i migliori grazie alla solidità su tutti gli indicatori, mentre Verona condivide il sesto posto e si distingue per un basso tasso di cancellazioni e una buona continuità operativa durante i picchi. Sul fondo della classifica compaiono scali come Cracovia, Memmingen, Lubiana, Barcellona e Milano Malpensa, penalizzati da criticità ricorrenti o da volumi stagionali che amplificano i disservizi.
Impatto su turismo e territorio
Le performance aeroportuali influiscono direttamente sull’attrattività di una destinazione: continuità e puntualità rafforzano la fiducia di operatori turistici e investitori, mentre ritardi e cancellazioni generano costi indiretti per hotel, trasporti e ristorazione. Scali affidabili, oltre a garantire una migliore esperienza di viaggio, funzionano da gateway strategici per flussi turistici verso Dolomiti, Trentino, Alto Adige e altre aree alpine, sostenendo l’economia locale nelle stagioni critiche.
Osservazioni finali
Secondo Anton Radchenko, CEO di AirAdvisor, i migliori aeroporti riducono i ritardi più gravi e limitano l’escalation delle cancellazioni nei periodi di picco: per i viaggiatori diretti alla neve questo si traduce in giornate effettive in pista. Per chi pianifica viaggi invernali, scegliere uno scalo con buoni indicatori di ritardo e cancellazione diminuisce il rischio di disservizi e abbassa i costi logistici legati a trasferimenti e pernottamenti last minute.
Gli operatori e le autorità aeroportuali restano sotto osservazione: i prossimi aggiornamenti mostreranno se gli investimenti e le misure correttive riusciranno davvero a migliorare la resilienza operativa nelle stagioni future.



