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17 Ottobre 2026

Il fenomeno del ritorno al paese natio: dati e motivazioni

Un fenomeno in crescita: il 75% degli italiani desidera tornare al proprio paese d'origine durante l'estate, in cerca di autenticità e connessioni umane

Il fenomeno del ritorno al paese natio: dati e motivazioni

Mentre le radio trasmettono la hit estiva “Al mio paese” e le sale cinematografiche rievocano l’Odissea di Ulisse, emerge un fenomeno sempre più diffuso tra gli italiani: il desiderio di tornare alle proprie radici durante l’estate. Questo bisogno profondo di ritorno alle origini è guidato da una ricerca di autenticità e connessioni umane, che va oltre la semplice nostalgia.

Secondo i dati dell’Osservatorio Polara, il 75% degli italiani desidera trascorrere le vacanze estive nel proprio paese natio. Questo desiderio è particolarmente forte tra i giovani della Generazione Z, per i quali l’estate non è più sinonimo di destinazioni esotiche o location perfette da condividere sui social. Il 31% dei giovani torna alle origini per incontrare i nonni, mentre il 24% rientra per vedere gli amici di sempre.

Le motivazioni del ritorno

Le motivazioni dietro questo fenomeno sono molteplici e profonde. Il 26% degli italiani dichiara di voler lasciare alle spalle lo stress del lavoro, seguito dalla routine quotidiana (22%), dagli orari e impegni (17%) e dal traffico cittadino (14%). La ricerca di tregua dalle responsabilità (10%), dalla solitudine (7%) e dalla frenesia digitale (4%) sono altre ragioni che spingono gli italiani a tornare al proprio paese.

I trigger emotivi giocano un ruolo cruciale nel far scattare la molla del rientro. L’arrivo dell’estate (31%) e l’avvicinarsi delle ferie (22%) fungono da sveglia sul calendario, ma una spinta decisiva arriva anche da un ricordo improvviso (10%), da una foto del paese (9%) o da una telefonata con la famiglia (7%).

Le figure emotive del ritorno

Le figure emotive che muovono il ritorno a casa sono molteplici e articolate. La nonna resta il fulcro emotivo principale, indicata dal 42% del campione, seguita dai genitori (31%) e dagli amici d’infanzia e di sempre (19%). Il restante 8% indica come meta prioritaria altri parenti o la comunità locale.

Il momento esatto in cui si percepisce di essere “davvero tornati a casa” varia da persona a persona. Per il 24% del campione, il simbolo assoluto è la tavola con tutta la famiglia riunita, seguito dall’abbraccio ai nonni (19%) e dalla serata con gli amici di sempre (17%). Il primo bagno al mare della propria terra si attesta al 13%, seguito dal dolce preparato dalla nonna (10%).

I rituali e i sapori del ritorno

Tra i rituali estivi che si desidera di più rivivere, guidano le serate con gli amici (22%) e il mangiare tutti insieme in famiglia (18%), seguiti dal giocare a calcetto sulla spiaggia (13%), fare il bagno al mare fino a sera (11%) e passeggiare in piazza (10%).

Sul fronte del gusto, a raccontare meglio il ritorno è il dolce della nonna (22%), seguito dal pranzo della domenica in famiglia (20%) e dal piatto tipico della propria terra (16%). Tra le icone d’infanzia e di freschezza spiccano la granita (13%) e la bibita della propria terra (9%), capaci di superare il gelato della propria città (8%), il pane appena sfornato (6%), il caffè del bar storico (4%) e altre tipicità (2%).

Questo fenomeno del ritorno alle origini è un vero e proprio nostos un viaggio emotivo che rievoca fasi della vita ben precise. Il periodo ricordato più spesso con nostalgia è l’adolescenza (46%), seguita dall’infanzia (29%), dalla giovinezza (15%), da più fasi della vita insieme (8%) e infine dalla vita adulta (2%). Tra le emozioni positive che accompagnano questo viaggio prevalgono la nostalgia (28%), la gioia (24%), la serenità (17%), l’attesa (12%), l’emozione (10%) e il senso di appartenenza (5%).

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.