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Myanmar, quando andare in Birmania e cosa vedere

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Myanmar, una realtà tra le più affascinanti del sud-est asiatico.

Un tempo era nota come Birmania ed oggi è conosciuta con il nome ufficiale di Myanmar: si sta parlando di una delle realtà più affascinanti del sud-est asiatico, nonchè di una di quelle con la storia più travagliata. Oggi la Birmania, volendo usare la denominazione con cui è sempre stata conosciuta in Occidente, è una realtà sulla via della normalizzazione e vero e proprio luogo imperdibile per quanti sono in cerca di una vacanza all’insegna della spiritualità. Ma qual è il periodo migliore per visitarla e quali i luoghi imperdibili?

Quando andare a Myanmar?

Quando ci si trova a dover organizzare un viaggio, una tra le prime cose da fare consiste ovviamente nello scegliere quello che è il periodo migliore per partire. Ebbene, per quanto riguarda la Birmania, il momento migliore per scoprirla è senza dubbio quello che va da dicembre a marzo: in questo lasso di tempo abbastanza breve, il tempo risulta clemente, visto che non piove e le temperature sono accettabili.

Il periodo dei monsoni arriva infatti a partire da maggio, per durare fino al mese di ottobre.

Ciò significa che in questo periodo le condizioni climatiche si caratterizzano per piogge torrenziali a cui segue sempre un caldo davvero insopportabile.

Cosa vedere?

La Birmania, o Myanmar, come è chiamata oggi in tutti quelli che sono i documenti ufficiali, è una realtà che ha tantissimo da offrire a quei viaggiatori che amano le mete spirituali. Il primo esempio di quanto appena detto è senza dubbio lo Shwemawdaw Paya, che letteralmente significa “Il Grande Dio d’oro“.

Questo nome è dovuto all’oro che ricopre interamente questa affascinante costruzione e che lo rende visibile anche a miglia di distanza. La sua altezza arriva a qualcosa come 114 metri ed è la pagoda più alta di tutto l paese. Questo luogo è molto importante per tutti coloro che nel mondo si riconoscono nel buddismo, visto che vi sono delle reliquie che sono legate appunto alla carismatica figura del Buddha.

Assolutamente da vedere è il Monastero di Shwenandaw, il quale è giustamente considerato come tra i più importanti di tutto il sud-est asiatico.

Questo luogo un tempo era una residenza reale e solo successivamente è diventato un luogo di culto, molto amato dai buddisti e rispettato da tutti coloro che appartengono ad un’altra confessione religiosa.

Una realtà che merita poi di essere visitata è senza dubbio quella di Ngapali, che è capace di unire la tradizione alla modernità ed è infatti diventata nel tempo una delle località turistiche più apprezzate di quella che un tempo era nota, come detto, con il nome di Birmania.

Per tutti coloro che invece amano particolarmente la storia, il consiglio è di no lasciarsi sfuggire la possibilità di scoprire Mrak U, che è considerata una delle realtà culturali più importanti di tutto il continente asiatico. Il motivo? Molto semplicemente è una vera e propria città archeologica, venuta alla luce in tempi relativamente recenti e che racconta moltissimo della storia più antica di questa parte del mondo.

Per chi invece ama il contatto diretto con una natura incontaminata, il consiglio è quello di trovare assolutamente il tempo per scoprire il Lago Inle, che senza dubbio è uno dei fiori all’occhiello della Birmania da un punto di vista prettamente naturalistico.

Questo lago, oltre ad essere molto affascinante da un punto di vista naturale, risulta molto interessante anche perchè vi si possono ammirare alcune palafitte.

Infine, prima di lasciare il paese, vale la pena scoprire Taung Kalat: per chi non lo sapesse si tratta di un monastero, ovviamente buddista, adagiato sulla cima di un vulcano che ovviamente non è più in attività.

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