Napoli sotterranea o tunnel borbonico: le differenze

Napoli Sotterranea

Napoli sotterranea è il termine utilizzato per descrivere i misteri e il fascino del sottosuolo partenopeo. Un articolato sistema di cunicoli di origine greca e romana che, al pari della Roma Imperiale, dà vita ad una vera e propria città sotto terra, che è ormai un’attrazione di primo piano nel panorama turistico del capoluogo campano.

Attraverso i cunicoli e le grotte che hanno portato alla luce i segreti della sua vita profonda, Napoli sotterranea regala a chi la visita emozioni fortissime, come se il tempo si fosse fermati, in più momenti della storia. La tratta del Tunnel Borbonico, che era la via strategico-militare voluta da Ferdinando II di Borbone per consentire alle truppe di scappare rapidamente verso il mare a partire da palazzo Reale, si incrocia con gli usi che, nel corso delle epoche queste vie del sottosuolo hanno rappresentato per gli stessi abitanti.

La prima cosa da sapere però è che c’è una sostanziale differenza tra Napoli Sotterranea e Tunnel Borbonico.

La prima è il complesso di cave e cunicoli scavati nel sottosuolo partenopeo in età greco-romana, mentre il secondo è stato fatto costruire dai Borboni, quindi molto tempo dopo.

Napoli Sotterranea

Napoli sotterranea è la parte segreta dei “vic’ e vicariell” come appaiono oggi, ma le sue fondamenta sono articolate su di un’antichissima rete di altrettante strade sotterranee i cui cunicoli furono inizialmente scavati dai Greci, che cominciarono a estrarre il tufo dal sottosuolo per rafforzare le mura della città.

Durante l’epoca romana, questi passaggi sotterranei furono ampliati, con delle grandi cisterne scavate nel tufo per raccogliere l’acqua piovana; in questo modo essi realizzarono un acquedotto necessario a portare l’acqua nelle case napoletane fino al 1885 quando, dopo una spaventosa ondata di colera si decise di abbandonare il vecchio sistema idrico, per portare acqua potabile in tutte le abitazioni. Nel corso dei secoli la vita sotterranea di Napoli è stata molto attiva quasi quanto quella in superficie, specie durante la guerra quando centinaia di persone vi trovarono rifugio durante la guerra.

Oggi però è una delle mete turistiche più ricercate di quella che per molto tempo, fu la Capitale del Sud Italia.

Napoli Sotterranea

Napoli Sotterranea

Napoli Sotterranea storia

Le gallerie del sottosuolo napoletano devono la loro origine alla storia e architettura greca, ma dopo l’epopea romana, esse furono utilizzate in diversi modi.

Nella storia di Napoli, giunta fino a noi, esistono molte testimonianze reali di come, essa nacque sotto un modello estremamente all’avanguardia, non solo per quel tempo. Si parla di una città dove avvenne il primo esperimento di “raccolta differenziata dei rifiuti”. In seguito alla grande espansione della città durante il regno degli Angioini, vennero emanate delle leggi che proibivano il trasporto di materiale da costruzione in città, per evitare l’espansione incontrollata delle costruzioni: come a dire che allora Napoli fu tra le prime amministrazioni a combattere davvero l’abusivismo edilizio ante litteram.

Le cisterne sottostanti furono ricavati da antiche cisterne, sfruttando altro tufo destinato alle costruzioni.

Quest’attività ha determinato una serie di modifiche strutturali, cosicché la città fosse eretta su una superficie convessa, determinando una fragilità diffusa delle strade.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Napoli sotterranea fu nuovamente modificata per ospitare la popolazione durante i bombardamenti: si calcola che circa quattromila persone popolarono i sotterranei della città, aspettando che il conflitto bellico terminasse e consentisse il ritorno alla vita di superficie.

Anche nella dolorosa e faticosa ricostruzione di Napoli, il ventre vuoto, abbandonato dalla popolazione in fuga dai bombardamenti ebbe la sua parte; in particolare modo per la mancanza di mezzi di trasporto che fu risolta gettando i detriti e i cumuli di pezzi di tufo negli antichi pozzi.

Successivamente il sottosuolo continuò ad essere usato come discarica, più o meno fino agli anni ottanta, quando, grazie all’attività di alcuni volontari che decisero di ripulire le fondamenta della città, la città sotterranea torno a vivere della sua storia.

Un fascino che oggi si concretizza in un percorso sbalorditivo che consegna ai turisti un viaggio impossibile in altri luoghi.

Come tutte le storie, anche Napoli sotterranea ha le sue leggende: la più famosa è quella del “Monaciello“.

Si tratta di uno dei personaggi più folcloristici della tradizione napoletana, legata alla credenza popolare sullo spirito che abitava le case di Napoli. Si dice infatti che se l’abitante della casa risultava simpatico al “monaciello”, questo poteva far trovare soldi nei cassetti o nelle giacche appese all’ingresso. Ma se per caso lo spirito veniva “offeso”, mostrando scetticismo sulla sua presenza, la sua vendetta sarebbe stata inevitabile: dalla scomparsa degli oggetti, a punizioni corporali; veri e propri “paleatoni“, ovvero schiaffi, pugni e calci ricevuti durante la notte o nelle stanze buie da parte dello spirito casalingo.

La nascita del mito del “monaciello” è però da ricondurre all’attività dei pozzari, ovvero gli uomini che vivevano nei sotterranei, per gestire l’approvvigionamento dei pozzi.

Questi uomini si muovevano nelle gallerie con estrema agilità, ma a causa dell’altissimo tasso di umidità, erano costretti a lavorare con un mantello che coprisse anche il capo, dando loro l’aspetto di monaci francescani.

I pozzari potevano anche accedere alle case dei cittadini direttamente dai pozzi, sfruttando l’occasione di “insidiare” le donne sole in casa. E’ possibile dunque che gran parte dei monachelli che erano stati visti girovagare nelle case di tanti abitanti, non fossero proprio dei miraggi o delle apparizioni.

Napoli sotterranea orari e prezzi

Napoli Sotterranea è raggiungibile a piedi dal centro storico o partendo da Piazza San Gaetano in Via dei Tribunali.

La stazione della metro più vicina per raggiungere Napoli Sotterranea è la fermata Dante della Linea 1.
Il percorso è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 ad ogni ora e dura circa 2 ore.

Costo del biglietto: 9 euro circa.

Gallerie Borbone

Gallerie Borbone

Tunnel Borbonico

La Galleria Borbonica è un passaggio progettato da Enrico Alvino nel 1853 per ordine del Re Ferdinando II, il cui scopo era essenzialmente militare.

Il tunnel doveva collegare il Largo di Palazzo, ovvero l’attuale Piazza del Plebiscito, con la zona del porto attraverso il Monte Echi: in caso di necessità, questo passaggio avrebbe consentito alle truppe una rapida difesa della Reggia e, al sovrano, di fuggire da Palazzo Reale e raggiungere facilmente il mare.

Gli sconvolgimenti politici che culminarono con la cacciata dei Borbone e la caduta del Regno delle Due Sicilia, determinarono i lavori di ristrutturazione e allargamento del tunnel. La Galleria Borbonica, incrocia nel suo percorso, le mastodontiche Cave Carafa, il bacino di tufo da cui si estraeva materiale per gli edifici della città, ma anche le cisterne romane e i cunicoli dell’acquedotto del Carmignano, che serviva l’intera città.

Dal dopoguerra fino agli anni 70 una parte di questi tunnel fu utilizzata come deposito di veicoli sequestrati e affidati in custodia al Comune di Napoli. Tutto questo durò fino a quando i volontari dell’Associazione Culturale Borbonica Sotterranea riuscirono, con piccoli, pale e buona volontà, a portare alla luce il Tunnel Borbonico di Napoli.

Tra i cumuli di detriti sono emerse auto e moto, che furono riutilizzate come “nuovi” cimeli risorti dalle ceneri della storia e sistemate lungo il percorso. Così camminando tra i vicoli regali possibile è possibile osservare una Fiat 508 Barilla, una Fiat 1400, una preziosa Alfa Romeo 2500 SS cabriolet, un camioncino per le consegne alimentari con la scritta “Bottega dei Mille“, simboli di un passato post-industriale che sia affaccia al passato di un Regno, ancora vivo nello spirito del golfo.

Un museo nel museo che regala un percorso emozionante e suggestivo tra i misteri partenopei, grazie anche ad un’illuminazione scenografica che cattura il turista e lo accompagna nel suo viaggio sotterraneo, per esaltare la bellezza e l’imponenza di quella che è una vera e propria cattedrale di tufo.

Le varie indicazioni recano co se anche numerosi indizi e segnali incisi nel tufo dai pozzari, per non perdersi nel buio delle cavità: il disegno di una montagna sovrastata da una croce significava; “siete arrivati a Monte di Dio”, mentre la fatica del lavoro dello scolpire e del cavare, nonché le tracce da chi ha vissuto sulla propria pelle la tragicità della guerra sono impresse nei muri a perenne testimonianza del sacrificio di pochi, per un’intera comunità. Alcuni scritti davvero sconvolgenti dicono:“Noi vivi” e “26 aprile 1943 – allarme delle 13.20”.

In Vico del Grottone, nelle vicinanze di Monte di Dio, è possibile scendere per le gallerie, utilizzando una scala del ‘700 che era adoperata dai pozzari per scendere nell’acquedotto, ad appena 25 metri dal livello stradale. Dal primo ingresso c’è un percorso più agevole di circa 500 metri, che si estende da Via Domenico Morelli a Piazzetta Carolina, proprio alle spalle di Piazza del Plebiscito. Questo camminamento è costituito da cunicoli, pozzi, cisterne, cavità, finalmente liberate da ogni sorta di rifiuti, sversamenti abusivi e dal degrado in cui spesso sono abbandonati i tesori di Napoli.

L’ingresso in Via Morelli invece conduce finalmente alla Galleria Borbonica, le cui cavità laterali furono utilizzati dai residenti di Monte di Dio come ricovero bellico, come dimostrano i resti dell’impianto elettrico e dei servizi igienici, le brande in ferro di chi cercava, nelle viscere del sottosuolo un rifugio dai bombardamenti aerei.

Recentemente è stato aperto un nuovo percorso che prevede la visita a una piccola cisterna, raggiungibile attraverso un piccolo cunicolo, dove si trovano le croci incise dai “pozzari” come strumento per segnalare eventuali pericoli. Da qui si passa attraverso un cunicolo stretto cunicolo circa 30 m, dal quale si giunge al ponte realizzato dai Borbone e poi alla grande cisterna. Da qui è possibile navigare su una zattera, lungo la falda acquifera sotterranea di Napoli, sotto la galleria abbandonata della Linea Tranviaria Rapida, che non è stata mai completata.

Tunnel Borbonico prezzi

La Galleria Borbone è aperta al pubblico ogni venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10.00/12.00/15.30/17.30.
Prezzo dei biglietti: 10 €

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