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17 Ottobre 2026

Scandalo munizioni fantasma: il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur rassegna le dimissioni

Un contratto da 70 milioni di euro per munizioni mai consegnate all'Ucraina porta alle dimissioni del ministro della Difesa estone Hanno Pevkur.

Scandalo munizioni fantasma: il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur rassegna le dimissioni

Un grave scandalo ha scosso il governo estone, portando alle dimissioni del ministro della Difesa Hanno Pevkur. Al centro della vicenda, un contratto da 70 milioni di euro stipulato con un’azienda italiana per la fornitura di munizioni all’Ucraina, che si è rivelato un fallimento. Le munizioni, promesse ma mai consegnate, hanno scatenato un’inchiesta e un dibattito politico intenso.

L’accordo, firmato nell’estate del 2024 riguardava la fornitura di proiettili da cannone per sostenere la resistenza ucraina. L’Estonia, in prima linea nel supporto a Kiev, non produceva tali munizioni e ha utilizzato i fondi del programma European Peace Facility per ordinare i proiettili dalla Datasel Srl della Spezia. Tuttavia, le promesse non sono state mantenute, e le conseguenze politiche sono state immediate.

L’accordo con l’azienda italiana e i ritardi nelle consegne

La Datasel Srl fondata nel 2005 da Sandro Pazzini un ex manager di Oto Melara (Leonardo) e amministratore del consorzio missilistico europeo Mbda è stata rilevata nel 2024 dal gruppo indiano Neco Defence Munitions. Nonostante il catalogo dell’azienda presentasse un’ampia gamma di munizioni, l’indagine del National Audit Office estone ha rivelato che né la Datasel né la Neco avevano mai prodotto munizioni.

Alla firma del contratto, le autorità di Tallinn hanno versato 15 milioni di euro seguiti da altri 10 milioni nell’ottobre del 2024. Le prime consegne, previste per novembre, sono state rinviate per difficoltà tecniche. Nonostante i ritardi, i pagamenti sono continuati, portando all’esborso totale dei 70 milioni di euro. Solo nel 2025 è arrivato uno stock di colpi per cannoni, ma di pessima qualità e giudicati inutilizzabili.

Le dichiarazioni di Sandro Pazzini e le conseguenze politiche

Sandro Pazzini ha dichiarato che la gestione della Datasel è passata interamente ai nuovi proprietari della Neco dal 2024. Ha venduto l’ultima quota del 10 per cento all’inizio del 2026 mantenendo solo una collaborazione per le licenze di esportazione. Secondo Pazzini, la Datasel è diventata una società di trading, affidandosi a filiali in Romania e nella Repubblica Ceca per la produzione.

La vicenda ha scatenato un scontro politico in Estonia, con l’apertura di un’inchiesta penale e lo scaricabarile tra i soggetti coinvolti. Il governo di Tallinn ha intentato una causa contro la Datasel e si è rivolto alla Corte europea degli arbitrati di Strasburgo. Elmar Vahe, direttore generale del Center for Defense Investments (RKIK), ha dichiarato che non avrebbe accettato condizioni del genere, mentre il suo predecessore, Magnus-Valdemar Saar ha respinto le accuse, spiegando che gli acquisti da Paesi terzi comportano sempre dei rischi.

Le dimissioni di Hanno Pevkur e il dibattito politico

Hanno Pevkur ha annunciato le sue dimissioni su Facebook affermando di aver fatto le scelte giuste per potenziare la difesa estone. Ha sottolineato che l’Estonia è più protetta e che il popolo deve continuare a sostenere l’Ucraina per rafforzare la propria sicurezza. La questione è al centro del dibattito in un Paese che quest’anno spenderà per le forze armate il 5,4 per cento del Pil con un incremento del 42 per cento.

Questo episodio è illuminante sulla corsa spregiudicata agli armamenti alimentata dal conflitto ucraino. Sono nate numerose iniziative per procacciare armamenti e munizioni, con investimenti miliardari e una catena di fornitori che si è estesa in ogni continente. Un vortice di denaro di cui sarà difficile ricostruire le tracce e sul quale aleggia il sospetto di giri colossali di mazzette.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.