Quando il Lido di Venezia si prepara ad accogliere la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica l’attenzione si sposta inevitabilmente sui luoghi del cinema italiano. Tra i film più acclamati dell’ultima stagione, Le città di pianura di Francesco Sossai ha conquistato il pubblico e la critica, vincendo otto David di Donatello nel 2026, tra cui Miglior film e Miglior regia.
Il film racconta il viaggio notturno di Carlo e Doriano, due amici cinquantenni, e di Giulio, uno studente di architettura che li incontra per caso. Ma il vero protagonista è il territorio veneto un Veneto altro fatto di bar, strade secondarie e paesaggi sospesi tra pedemontana e bassa pianura, lontano dalle cartoline delle ville palladiane e delle spiagge affollate.
Tra le colline del Bellunese: un paesaggio prealpino
Il viaggio dei protagonisti inizia tra Sedico, Feltre e Cesiomaggiore ai piedi delle Dolomiti bellunesi. Qui il paesaggio prealpino si fonde con la campagna, tra borghi silenziosi, corti rurali e le prime propaggini della pianura. Feltre, con il suo centro storico rinascimentale ben conservato, è una tappa imperdibile per una passeggiata tra le vie porticate prima di proseguire verso sud.
Villa Roberti: un gioiello rinascimentale a Brugine
Scendendo verso il padovano, tra Cadoneghe e la Saccisica il film si ferma a Villa Roberti a Brugine.
Questa villa veneta, meno nota al grande pubblico ma di grande fascino, fu costruita a metà Cinquecento dalla famiglia Roberti su una torre medievale preesistente. Al suo interno, si possono ammirare affreschi di Paolo Veronese e Giambattista Zelotti nel salone del piano nobile. La villa è visitabile con guide durante il weekend e, la prima domenica del mese, ospita un mercatino dell’antiquariato tra i giardini.
Noale e Chioggia: tra mura e canali
Il racconto prosegue verso il veneziano, toccando Noale un borgo murato con fossato e castello medievale a pochi chilometri da Venezia, e Chioggia la “piccola Venezia” affacciata sulla laguna sud. Qui il film sceglie la Chioggia più autentica, lontana dalle rotte turistiche: il mercato del pesce, i canali interni e le calli strette che ricordano, in scala minore, quelle della Serenissima.
Venezia: il volto meno noto della città lagunare
Anche Venezia fa da sfondo al film, ma non quella di piazza San Marco.
Le riprese si sono svolte nel sestiere di Santa Croce e in campo dei Tolentini zone di passaggio quotidiano per residenti e studenti, lontane dai flussi turistici del centro.
Il finale al Memoriale Brion: un capolavoro di Carlo Scarpa
Il viaggio si chiude a San Vito d’Altivole in provincia di Treviso, al Memoriale Brion un capolavoro dell’architetto Carlo Scarpa. Realizzato tra il 1969 e il 1978, questo complesso funerario è fatto di acqua, cemento a vista e geometrie che dialogano con il paesaggio agricolo circostante. Meta di pellegrinaggio per architetti e appassionati di design, è probabilmente la location più sorprendente del film, dove il paesaggio veneto diventa vero e proprio co-protagonista.
Un itinerario così, tra ville rinascimentali, borghi murati e architetture contemporanee, racconta un Veneto che la maggior parte dei visitatori non incontra mai. Per esplorarlo da vicino, il Touring lo racconta in due volumi: la Guida Verde Veneto un viaggio completo da Venezia al Garda, dalle Dolomiti alla pianura, e Lo Stato della Provincia dedicato al racconto di un’Italia fuori dalle grandi città, fatta di paesi, colline e territori spesso dimenticati.
