Il tanto atteso ritorno di The Diplomat 4 ha sollevato una nuova ondata di curiosità tra gli spettatori di tutto il mondo. Dal 15 ottobre 2026 la serie è disponibile su Netflix proponendo una trama più avvolgente e, per la prima volta, ambientazioni italiane che aggiungono un tocco di eleganza mediterranea al consueto sfondo anglosassone.
Il filo narrativo che collega gli Stati Uniti al Regno Unito
La protagonista, Kate Wyler, interpretata da Keri Russell si ritrova al centro di una crisi internazionale scatenata da un’operazione segreta legata a un’arma nucleare russa. La presidente Grace Penn (Allison Janney) e il marito di Kate, Hal Wyler (Rufus Sewell), sono coinvolti in un complotto che minaccia la pace tra Washington e Londra. Parallelamente, le tensioni coniugali di Kate si intensificano, creando un duplice conflitto: politico e personale.
Le location toscane: da Lucca alla Villa Reale di Marlia
La produzione ha scelto la Toscana per le riprese di scene chiave, sfruttando il fascino di città storiche e dimore aristocratiche. A Lucca tra maggio e giugno 2026, le strade medievali sono state trasformate in un finto vertice del G7: piazza Napoleone, Porta San Pietro, piazza San Frediano e via Sant’Andrea hanno ospitato le troupe, con il Palazzo Ducale visibile in diverse inquadrature. L’atmosfera di pietra e le torri pendenti hanno fornito lo sfondo ideale per gli incontri diplomatici.
Villa Reale di Marlia: un palazzo da film
Situata vicino a Lucca, nella frazione di Capannori, la Villa Reale di Marlia è stata scelta per rappresentare una delle residenze aristocratiche dove si svolgono negoziati segreti. I suoi 16 ettari di giardini barocchi, la Palazzina dell’Orologio e il Teatro dell’Acqua hanno offerto ambienti di grande impatto visivo. La struttura, un tempo dimora della sorella di Napoleone Elisa Bonaparte, ha accolto le troupe per almeno un mese, garantendo spazi logistici e scenografici senza precedenti.
Altre località toscane, come Prato e la provincia di Firenze, hanno fornito studi di registrazione e basi operative, grazie al supporto della Toscana Film Commission. Queste collaborazioni hanno facilitato l’integrazione della produzione con le amministrazioni locali, permettendo una gestione fluida delle esigenze tecniche e logistiche.
Risonanza per la città e per l’economia locale
L’annuncio delle riprese ha suscitato grande orgoglio tra i cittadini di Lucca. L’assessore Remo Santini ha evidenziato come la presenza di una produzione di calibro internazionale valorizzi il patrimonio culturale della città e generi ricadute economiche. L’indotto diretto, legato al soggiorno delle troupe, si traduce in occupazione temporanea per alberghi, ristoranti e servizi locali; l’impatto indiretto, invece, si manifesta in un aumento del flusso turistico post-uscita della serie, con spettatori desiderosi di visitare i luoghi visti sullo schermo.
Secondo le stime degli organizzatori, ogni euro investito nella produzione cinematografica può generare fino a tre euro di ritorno economico per la regione, grazie sia al turismo culturale sia alla promozione mediatica di Lucca e della Toscana su scala globale. La collaborazione con lo Sportello Cinema del Comune e l’ente regionale ha dimostrato l’importanza di un approccio coordinato per attrarre progetti di alto profilo.



