I set de Il bene comune: Pollino, borghi e mare raccontati da Rocco Papaleo

Un itinerario cinematografico tra il Parco Nazionale del Pollino, i borghi arbëreshë e le coste della Riviera dei Cedri che racconta un viaggio di trasformazione

Il film Il bene comune, diretto e interpretato da Rocco Papaleo, arriva nelle sale italiane come una storia che unisce paesaggi e persone in un percorso di scoperta: l’uscita in sala è fissata per il 12 marzo 2026, data che segna l’esordio di questo racconto corale.

Sullo schermo si alternano volti noti come Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo e Vanessa Scalera, mentre la trama segue una guida e un’attrice che accompagnano quattro detenute in una gita speciale. Al centro della vicenda c’è il tema della resilienza intesa come capacità di trasformarsi attraverso l’incontro con la natura e con gli altri.

Il Parco Nazionale del Pollino come protagonista

La scenografia naturale del film è il Parco Nazionale del Pollino, vasto e aspro, che diventa quasi un personaggio autonomo: qui si muovono i protagonisti, a piedi lungo sentieri che raccontano storie geologiche e umane. Le riprese toccano luoghi come Piano di Masistro, Piano di Novacco e l’area attorno a Castrovillari, con tappe che passano per Piano Ruggio e il panoramico Belvedere del Malvento.

Il vero simbolo narrativo è il Pino Loricato, albero millenario che nel film assume valore emblematico: la sua presenza richiama l’idea di radicamento e sopravvivenza.

Geografia, atmosfera e natura

Il massiccio del Pollino offre un paesaggio di contrasti: dalle creste ventose alle valli profonde, con terreni che possono risultare aridi o fangosi a seconda delle stagioni. Camminare qui significa confrontarsi con un ambiente selvaggio, dove il passo è guidato dal respiro del bosco e dalla lentezza del cammino. La biodiversità è ricca: oltre al Pino Loricato si alternano faggete vetuste e specie tipiche dell’Appennino meridionale; percorrendo i sentieri si percepisce l’importanza della conservazione e la potenza scenografica che la natura mette a disposizione del cinema.

Le tappe calabresi: borghi, gole e leggende

Molte scene sono ambientate in Calabria, dove il viaggio attraversa borghi arroccati e gole imponenti. Tra le location principali c’è Civita, il borgo arbëreshë che domina le strette Gole del Raganello: le riprese sfruttano scorci mozzafiato e il carattere tradizionale del paese. Lungo il percorso il gruppo passa sul celebre ponte conosciuto come ponte del Diavolo, immerso in una leggenda che aggiunge fascino alla cornice naturale. La parte accessibile del parco include anche aree come Saracena e Campotenese, punti di riferimento per chi arriva a piedi ai sentieri principali.

Civita e il ponte del Diavolo

Il racconto popolare del ponte del Diavolo è parte dell’immaginario locale: secondo la leggenda, la costruzione appariva impossibile finché non intervenne una figura demoniaca disposta a costruirla in cambio dell’anima del primo passante. I paesani, furbi, fecero attraversare per primi un cane, ingannando così l’ospite infernale. Questa storia, che unisce paura e ironia, si sposa perfettamente con le immagini del film, dove la memoria collettiva del territorio arricchisce il senso del viaggio e la ricerca del simbolo naturale.

Basilicata: borghi, set urbani e approdi al mare

La Basilicata contribuisce con scenari sia naturali sia urbani: tra i luoghi scelti c’è Terranova di Pollino, piccolo comune dove cresce il Pino Loricato, e la città di Lauria, utilizzata per alcune scene ambientate in ospedale e negli uffici dell’ASP. Immagini urbane e riprese di spostamento includono uno scuolabus giallo comunale che diventa elemento di raccordo tra le sequenze. In chiusura, il film si sposta verso la costa: le scene finali sono state girate a Diamante, con i suoi murales e la luce del Tirreno a suggellare il percorso di trasformazione compiuto dai personaggi.

Il lavoro di Rocco Papaleo unisce paesaggio e racconto umano, trasformando il viaggio in un metodo narrativo che valorizza i luoghi e la loro storia. Per chi ama il cinema e la natura, Il bene comune rappresenta anche una mappa di luoghi da scoprire: dal cuore selvaggio del Parco Nazionale del Pollino ai borghi calabresi, fino alle coste vivaci della Riviera dei Cedri. Prendere il film come spunto per esplorare questi territori significa seguire tracce che uniscono memoria, leggenda e natura in un unico cammino.

Scritto da Staff

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