Moncalvo e Orsolina28: weekend di danza e gusto nel Monferrato

Un weekend per staccare tra coreografie all'aperto, vini di collina e borghi d'arte

Cerchi un luogo dove mettere distanza dalle abitudini quotidiane senza allontanarti troppo? Moncalvo, incastonato nel Monferrato astigiano, è un esempio perfetto di come paesaggio, cultura e cucina possano diventare insieme motivo di riposo e scoperta. In questo angolo di Piemonte le vigne disegnano dolci linee sull’orizzonte mentre osterie e cantine invitano a fermarsi: una combinazione ideale per chi ama il ritmo lento e le esperienze autentiche.

Negli ultimi anni la cittadina ha acquisito una nuova energia grazie a Orsolina28, una residenza artistica che ha trasformato il territorio in laboratorio per la creazione coreografica. Il progetto unisce pratiche di danza, opportunità per il pubblico e momenti di scambio con la comunità locale, rendendo Moncalvo più di una semplice meta: un luogo dove l’arte sostiene il turismo sostenibile.

Orsolina28: residenze, palchi nel verde e un calendario ricco

Orsolina28 nasce dall’idea di Simony Monteiro, ex ballerina newyorkese di origini brasiliane, che ha voluto unire natura e pratica artistica in una fattoria-residenza. Dal 2016 la struttura ospita soggiorni di creazione, laboratori e spettacoli che sfruttano due spazi simbolo: l’Open Air Stage, un palco tra le vigne pensato per il tramonto, e The Eye, teatro ellittico progettato con il contributo di Ohad Naharin.

Per la stagione 2026 la Fondazione propone una serie di eventi gratuiti che rafforzano il legame tra scena contemporanea e territorio.

Accessibilità e proposta artistica

Per facilitare la partecipazione agli spettacoli è prevista una navetta da Torino (partenza da piazza Carlo Felice), pensata nei giorni più intensi del cartellone: una mossa pratica per avvicinare pubblico metropolitano e produzioni dal Monferrato.

Tutti gli spettacoli sono fruibili gratuitamente con prenotazione online, e la formula prevede contributi volontari come forma di sostegno alla comunità artistica.

Programmi, formazione e inclusione

Al centro del lavoro di Orsolina28 c’è il programma Focus on Creation, che per il 2026 include tredici residenze e numerose co-produzioni. Accanto alle residenze si svolgono Intensive dedicate ai grandi repertori — da Kylián a Béjart, da Bausch a Naharin fino ad Akram Khan — e un bando riservato agli under 35. La Fondazione porta avanti anche progetti sociali insieme a istituzioni come Fondazione Paideia e l’Ospedale Infantile Regina Margherita, con settimane dedicate a comunità fragili e prove aperte settimanali rivolte ai cittadini.

Un ecosistema per imparare e condividere

Gli allievi e gli artisti convivono negli spazi della tenuta, sperimentano in cinque studi e partecipano ad attività collaterali come incontri con agronomi o la vendemmia: un approccio che intreccia creazione e contatto con la terra. Allo stesso tempo le residenze si aprono al pubblico locale, favorendo occasioni di incontro tra professionisti della danza e abitanti dei borghi circostanti.

Moncalvo oltre la danza: arte, sagre e vini

Moncalvo vanta il titolo di «la più piccola città d’Italia», riconosciuto fin dall’Ottocento, e conserva un centro ricco di palazzi nobiliari, un teatro storico e il Museo civico nell’ex convento delle Orsoline, che ospita la collezione dell’ambasciatore Franco Montanari con nomi come Guttuso, de Chirico e Chagall. Qui la tradizione pittorica prosegue con il lascito di Guglielmo Caccia, il cosiddetto «Raffaello del Monferrato», e nuove espressioni artistiche come murales legati al progetto Resté e installazioni nelle vigne.

Feste popolari e gastronomia

Le manifestazioni locali scandiscono l’anno: a maggio Golosaria, a giugno la Festa delle Cucine, a ottobre la Fiera del Tartufo e a dicembre la Fiera del Bue Grasso insieme alla Sagra del Bollito. Queste occasioni offrono la possibilità di assaggiare prodotti locali — dal tomino alle carni piemontesi — e di visitare cantine che producono Barbera, Ruchè, Nebbiolo e vitigni autoctoni come Grignolino e Freisa.

Camminate tra colline e memorie

Per chi ama muoversi a piedi o in bici, il territorio propone itinerari come l’anello delle Colline del Tartufo (circa 8,5 km) e il percorso verso il Santuario del Sacro Monte di Crea, che può essere affrontato in giornata in bicicletta. Dalla vetta di Serralunga di Crea (455 metri) il panorama permette di capire perché scrittori come Cesare Pavese definirono il paesaggio delle vigne «il miele dell’anima». Strutture ricettive come relais e b&b propongono escursioni guidate per scoprire sentieri, orti e produttori.

Moncalvo è quindi una destinazione che mescola cultura, enogastronomia e pratica artistica, ideale per chi desidera un break rigenerante senza rinunciare alla bellezza dei borghi e alla qualità delle proposte culturali. Tra spettacoli al tramonto, degustazioni e passeggiate lente, questa piccola città d’arte rivela un grande carattere.

Scritto da Elena Marchetti

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