Museo Alinari: due sedi per conservare e raccontare la fotografia

La Fondazione Alinari per la Fotografia organizza il patrimonio in due sedi: un museo a Firenze e una casa della fotografia a Montecatini per depositi e laboratori

La Fondazione Alinari per la Fotografia, nata per volontà della Regione Toscana, ha tracciato un piano organico per dare nuova vita a uno dei più rilevanti patrimoni fotografici mondiali. Dopo anni di attività dedicate a tutela, catalogazione e mostre temporanee, il patrimonio sarà distribuito su due sedi distinte ma complementari: una collocata nel complesso di Santa Maria Novella a Firenze e l’altra nella storica cornice delle Terme Excelsior a Montecatini.

Questo assetto risponde a un duplice obiettivo: rendere accessibile il patrimonio al pubblico e garantire condizioni ottimali di conservazione per i materiali più fragili.

Il progetto nasce da un percorso iniziato nel 2026 con la costituzione della Fondazione e proseguito con l’avvio delle attività nel 2026. In questi primi anni la Fondazione ha privilegiato la tutela e la descrizione dei fondi, portando avanti un massiccio lavoro di digitalizzazione e valorizzazione che ha permesso di rendere disponibili studi e mostre in sede e all’estero.

La strategia odierna combina funzioni museali, bibliotecarie e di deposito tecnico-specialistico per trasformare l’eredità Alinari in una risorsa fruibile e protetta.

Un museo nel cuore di Firenze

La sede fiorentina occuperà circa 1.800 metri quadrati nell’ex Scuola Marescialli del complesso di Santa Maria Novella, integrandosi in un più ampio piano di riqualificazione urbana.

Qui troveranno spazio il futuro Museo Alinari, una parte significativa dell’archivio, la Biblioteca con gli Album della Fototeca e ambienti dedicati alla consultazione e alla ricerca. I visitatori potranno accedere ad aree per attività educative, servizi al pubblico, un bookshop e una sala multifunzionale, oltre agli uffici della Fondazione: un hub che coniuga esposizione e studio in un unico polo cittadino.

Tempistiche e risorse

Il progetto architettonico è previsto per il completamento entro il 2026, mentre l’apertura al pubblico è stata pianificata entro il 2029, con l’obiettivo di concludere i lavori tra il 2026 e il 2028. Il finanziamento proviene principalmente dalla Regione Toscana, con il sostegno della Fondazione CR Firenze per la catalogazione della Biblioteca e per il progetto museologico e museografico. Questo mix di risorse consente di affrontare sia gli interventi strutturali che l’allestimento scientifico e didattico.

La Casa della Fotografia a Montecatini

A complemento del museo cittadino, la Regione ha scelto le Terme Excelsior di Montecatini per la Casa della Fotografia, destinata ad ospitare circa due terzi degli archivi. Qui verranno concentrate le infrastrutture tecniche: depositi a controllo climatico, laboratori per il restauro, postazioni per la digitalizzazione e spazi di alta formazione nel campo della conservazione e catalogazione. La soluzione privilegia la separazione funzionale tra aree espositive e aree tecniche, assicurando condizioni più adeguate alla conservazione dei negativi e delle lastre storiche.

Funzioni tecniche e formazione

La Casa della Fotografia non sarà solo un deposito: è prevista la dotazione di laboratori attrezzati per il restauro e la scansione in alta definizione, con la possibilità di accogliere anche fondi fotografici di altre istituzioni toscane. Inoltre, l’offerta formativa punta a sviluppare competenze professionali specialistiche, creando sinergie tra operatori dei beni culturali e istituzioni accademiche, per rafforzare la filiera della conservazione regionale.

Conservazione, digitalizzazione e rete espositiva

Negli ultimi anni la Fondazione ha gestito un ambizioso progetto di digitalizzazione finanziato con risorse PNRR, che ha riguardato circa 80.000 lastre, inclusi i celebri «Giganti di Vetro», oltre a registri storici e altri materiali d’archivio acquisiti in alta definizione. Questo patrimonio digitale è progressivamente reso accessibile per studio e valorizzazione, alimentando mostre e pubblicazioni e permettendo prestiti a sedi italiane e internazionali, in un modello di diffusione che supera i limiti della fisicità degli originali.

La Fondazione ha inoltre promosso il censimento dei patrimoni fotografici in Toscana e la nascita della Rete Toscana della Fotografia per favorire la condivisione di strumenti e competenze tra archivi, musei e comunità locali. Tra le esposizioni più rilevanti realizzate in questi anni si ricordano progetti come Fotografe!, L’Italia è un desiderio e la mostra su Wulz, che hanno contribuito a far conoscere le collezioni Alinari su scala nazionale e internazionale.

Il nuovo assetto logistico e culturale disegnato dalla Fondazione mira a rendere sostenibile nel tempo la conservazione e la fruizione del patrimonio Alinari, con un equilibrio tra spazi pubblici per la visita e strutture tecniche per la tutela. La strategia conferma la volontà di trasformare l’eredità fotografica in un motore di ricerca, formazione e programmazione espositiva, capace di dialogare con istituzioni straniere e con il pubblico locale.

Scritto da Dr. Luca Ferretti

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