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Durante il weekend di Monumenti aperti (1-3 maggio 2026) la Sardegna offre più di spiagge e panorami: si aprono al pubblico luoghi storici e angoli poco accessibili che raccontano la lunga stratificazione culturale dell’isola. In molte località volontari, studenti e guide locali accompagneranno i visitatori con aneddoti, memorie e spiegazioni che arricchiscono la visita, trasformando una semplice passeggiata in una scoperta profondamente locale.
L’iniziativa è ideale per chi desidera esplorare tanto i centri urbani quanto i paesaggi rurali e archeologici.
Tra le tappe di punta per l’edizione 2026 spiccano Sassari, con aperture nel centro storico e proposte tecnologiche, e la zona della Marmilla, dove Lunamatrona e Sanluri mettono in mostra siti archeologici e un castello medievale.
A Sassari l’evento si intreccia con un progetto digitale sui Candelieri, mentre in Marmilla si potranno visitare tombe di giganti e complessi nuragici: un mix che racconta continuità e innovazione nel patrimonio sardo.
Sassari: patrimonio storico e innovazione digitale
Nel cuore del Nord-Ovest la città di Sassari apre molte delle sue attrazioni: la Cattedrale di San Nicola, esempio di architettura barocca, il Palazzo di Città con il suo Teatro Civico e la celebre Fontana del Rosello, simbolo cittadino.
Oltre le mura, il quartiere dei Cappuccini apre le sue ville liberty, spesso chiuse al pubblico, offrendo uno spaccato di architettura e vita urbana della fine dell’Ottocento e del primo Novecento. Le visite guidate permetteranno di collegare luoghi e storie per chi vuole comprendere le trasformazioni sociali della città.
Candelieri: tradizione riconosciuta e versione XR
Una delle novità principali riguarda i Candelieri, patrimonio culturale immateriale UNESCO: grazie a un finanziamento della Regione Sardegna è stata realizzata un’app in Realtà Estesa (XR) per rendere accessibile la Discesa dei Candelieri anche in forma digitale. Sviluppata dalla startup XRIT, l’app debutterà sabato 2 e domenica 3 maggio 2026 presso l’Archivio storico comunale Enrico Costa e il Palazzo di Città. I visitatori potranno usare visori Meta Quest 3 per interagire con modelli tridimensionali, consultare sezioni di storia e media e vivere una componente di gamification progettata per coinvolgere tutte le età.
Museo e nuove sale: racconti di antiche civiltà
Un’altra apertura rilevante a Sassari riguarda il Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico Sanna, che presenta il nuovo Padiglione Marcialis. Questo spazio ospita tre sale dedicate rispettivamente all’età nuragica, alla fase fenicio-punica e al periodo romano, con reperti provenienti anche dal santuario di Monte d’Accoddi, unica ziqqurat documentata nel Mediterraneo. La disposizione delle sale è pensata per accompagnare il visitatore in un viaggio cronologico e tematico, offrendo chiavi di lettura coerenti per comprendere le molte influenze che hanno attraversato la Sardegna.
Marmilla: Lunamatrona e Sanluri tra archeologia e medioevo
Nella zona collinare della Marmilla si concentrano esperienze legate all’archeologia e al medioevo. A Lunamatrona, domenica 3 maggio 2026, saranno visitabili siti come la tomba dei giganti Su Cuaddu ‘e Nixias, un raro esempio con stele centinata nel centro-sud dell’isola, probabilmente legata alle comunità dei protonuraghi vicini. Sempre in zona si può esplorare il complesso nuragico di Pitzu Cummu, costruito con filari di basalto e risalente all’età del Bronzo, che restituisce una forte impressione di potenza costruttiva e legami rituali.
Sanluri: il castello e i luoghi sacri
A Sanluri, visitabile anch’essa domenica 3 maggio 2026, il vero protagonista è il castello, definito l’unico maniero medievale ancora abitabile in Sardegna: la documentazione d’archivio indica lavori effettuati dal 10 al 27 luglio 1355 per volontà di Pietro IV. Accanto al castello si potranno esplorare chiese con visite guidate, tra cui quelle di San Francesco, San Sebastiano e San Rocco, che completano il quadro della storia religiosa e civile della comunità.
Informazioni pratiche e accessibilità
L’esperienza digitale dei Candelieri è pensata per essere inclusiva e fruibile anche da persone con disabilità sensoriali, motorie e cognitive; dopo il debutto i visori resteranno a disposizione gratuitamente all’Archivio storico (tel. 079279590, mail [email protected]) e a InfoSassari in Palazzo di Città (tel. 079279977, mail [email protected]). Il progetto è stato realizzato con il contributo della Regione Sardegna nell’ambito della L.R. 12/2026 (Tabella O) e con un finanziamento di novantamila euro, proponendo così un modello di valorizzazione che unisce conservazione, innovazione e promozione turistica.



