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Il 16 marzo 2026 il Senato ha ospitato una cerimonia dedicata alla valorizzazione delle feste locali: l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (meglio nota come UNPLI) ha consegnato 44 distintivi “Sagra di Qualità” e 21 riconoscimenti “Evento di Qualità”, oltre a tre menzioni speciali.
Questo appuntamento, promosso su iniziativa del senatore questore Antonio De Poli, ha voluto mettere in luce l’importanza delle manifestazioni popolari come strumenti di promozione territoriale, culturale ed economica.
Si è trattato di un momento che ha mescolato celebrazione e riflessione: i premi sottolineano l’autenticità delle tradizioni gastronomiche, la forza del volontariato che le sostiene e la centralità delle Pro Loco nell’organizzazione.
Nella stessa occasione è stata ricordata la lunga storia di questi marchi, che — dal 2018 al 2026 — hanno portato all’assegnazione complessiva di 194 riconoscimenti Sagra di Qualità e 36 Evento di Qualità.
Numeri e valore economico delle manifestazioni
Le sagre e gli eventi certificati non sono solo momenti di festa: rappresentano un motore turistico e sociale.
Secondo i dati presentati, le iniziative collegate alle Pro Loco attraggono circa 48 milioni di visitatori all’anno e generano un valore economico e sociale stimato in oltre 2,1 miliardi di euro, con un impatto su circa 10.500 posti di lavoro. Queste cifre spiegano perché istituzioni e associazioni spingano per riconoscimenti che garantiscano qualità e tutela delle tradizioni.
Che cosa certificano i marchi
I due distintivi — Sagra di Qualità e Evento di Qualità — costituiscono un bollino identitario: premiano chi riesce a rappresentare fedelmente l’identità di un territorio, dal piatto tipico all’allestimento, passando per l’accoglienza e la gestione. Il criterio non è puramente estetico: si valuta la bontà del progetto, la partecipazione delle comunità locali e il lavoro dei volontari che rendono possibile ogni edizione.
Volontariato, politica e prospettive normative
Durante la cerimonia il senatore Antonio De Poli ha ribadito come il riconoscimento sia un tributo al mondo del volontariato e alla sua capacità di creare legami. De Poli ha inoltre annunciato una proposta di legge sulle Pro Loco, già firmata da tutti i gruppi parlamentari, con l’obiettivo di snellire le procedure burocratiche e di ridurre gli oneri amministrativi per chi organizza manifestazioni locali.
Impatto pratico della proposta
L’auspicio è che la normativa in preparazione consenta ad amministratori e presidenti delle Pro Loco di lavorare con maggiore semplicità, limitando responsabilità non necessarie e facilitando così la ripartenza delle feste, soprattutto nei territori che hanno subito eventi avversi. Il percorso legislativo, secondo quanto dichiarato, dovrebbe avanzare nei prossimi mesi.
Riconoscimenti e storie dal territorio
Tra i casi celebrati al Senato ci sono manifestazioni che raccontano sapori e memorie locali: dall’Sagra delle Pappardelle al Sugo di Papera di Montegualtieri alla Sagra del Carciofo Violetto di Niscemi, quest’ultima indicata come simbolo di resilienza dopo la frana che ha colpito il territorio. Per Niscemi è intervenuto il sindaco Massimiliano Valentino Conti, che ha definito il premio una spinta morale per ripartire e ha ricevuto una lunga ovazione.
Esempi regionali significativi
La lista dei premi copre l’intero Paese: in Abruzzo sono state celebrate la Pro Loco di Villa San Nicola e la sagra di Montegualtieri; la Basilicata ha visto il riconoscimento del Premio La Perla di Maratea; in Campania figurano manifestazioni come la Festa dello Struppolo di San Salvatore Telesino e la Sagra degli Gnocchi di Rocca d’Evandro. Anche Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sicilia e le altre regioni hanno ricevuto attestati per sagre e festival che rappresentano il patrimonio gastronomico e culturale locale.
Conclusione: identità, economia e futuro
Il premio assegnato il 16 marzo 2026 al Senato mette in scena un modello di sviluppo che parte dalla tradizione: le sagre e gli eventi riconosciuti sono strumenti concreti di promozione del territorio, capaci di trasformare usi e sapori locali in attrattori turistici. L’attenzione alla qualità, unita a una possibile semplificazione normativa, può favorire il consolidamento di queste manifestazioni come risorse sostenibili per le comunità.
In definitiva, la cerimonia ha evidenziato come, dietro ogni festa, ci sia una rete di volontari, associazioni e amministrazioni che lavora per preservare memoria, accogliere visitatori e generare valore economico: un equilibrio tra passato e futuro che le Pro Loco intendono coltivare.



