Alla scoperta di Syros: Ermopoli, Ano Syros e il rebetiko

Scopri come una piccola isola delle Cicladi è diventata porto di lavoro, crogiuolo musicale e culla del rebetiko

Camminando dai pascoli di Alithini verso la cattedrale di San Giorgio ad Ano Syros si percepisce subito la natura duplice dell’isola: paesaggi rurali e memoria industriale si sovrappongono. In circa venti minuti di cammino si attraversano prati, vicoli pensati per i muli e terrazze dove gli abitanti raccontano episodi di vita quotidiana; all’orizzonte il porto ricorda che Syros fu, a suo modo, un motore economico per la Grecia.

Questa isola non è una cartolina estiva: è un luogo dove Ermopoli vive tutto l’anno, dove la cultura e l’economia si sono intrecciate nella storia. Passeggiando tra i teatri, i palazzi neoclassici e i quartieri arroccati si intuisce il peso degli avvenimenti che l’hanno resa speciale: arrivi di popolazioni, cantieri navali e una tradizione musicale entrata poi nel patrimonio collettivo.

Ermopoli: un porto che nacque dal rifugio

La vocazione di Ermopoli nasce dal suo ruolo di porto sicuro e di punto d’approdo per i profughi delle isole vicine e dell’Asia Minore durante la Rivoluzione contro l’Impero ottomano. Protetta in passato dall’influenza francese, l’isola accolse mercanti e artigiani che portarono competenze tecniche e senso d’impresa: in poche generazioni Ermopoli divenne un centro amministrativo e commerciale con istituzioni pionieristiche come la prima banca nazionale, il primo ospedale e la prima tipografia del territorio.

Architettura e istituzioni

L’ambizione cittadina si legge nei monumenti: il municipio, opera dell’architetto tedesco Ernst Ziller (realizzato tra il 1876 e il 1898), e il Teatro Apollo, completato nel 1864 su progetto dell’italiano Pietro Sampo, mostrano influenze italiane e francesi. Questi edifici non sono solo bellezza: testimoniano una fase in cui Ermopoli contendeva il primato portuale con città molto più grandi e ospitava industrie capaci di rendere l’isola un centro produttivo rilevante.

Il porto, i cantieri e la memoria industriale

Nel XIX secolo si parla di circa 120 fabbriche presenti sull’isola: un dato che ricuce l’immagine idilliaca dei prati con la realtà di una Syros produttiva e laboriosa. I cantieri navali, spesso citati nelle storie locali, costruivano decine di imbarcazioni ogni anno e alimentavano connessioni commerciali che andarono ben oltre le coste cicladiche. Tutto questo ha lasciato tracce materiali e immateriali che oggi le mostre e i musei cercano di conservare e interpretare.

Musica e tradizione: il rebetiko e Markos Vamvakaris

La vita musicale dell’isola è il filo che unisce Ano Syros e Ermopoli. Quando arrivarono lavoratori e musicisti da Smirne, Costantinopoli e Cappadocia, nelle taverne si fusevano melodie orientali e orchestra occidentale; da quel crocevia nacque il rebetiko, ora riconosciuto come patrimonio UNESCO. Tra i protagonisti spicca Markos Vamvakaris, nato ad Ano Syros nel 1905: la sua vicenda — dall’infanzia a vendere giornali e a lavorare nelle fabbriche fino al trasferimento al Pireo — racconta l’anima popolare di quel genere.

Luoghi di memoria e vita contemporanea

Il Museo Vamvakaris ad Ano Syros conserva strumenti, fotografie e oggetti personali in uno spazio intimo che sembra casa. Nella stessa area si trova la Taverna di Lily, dove Markos tornò a suonare nel 1955: l’atmosfera semplice, i tavoli consumati e aneddoti come l’uomo che vendette l’asino per ascoltarlo sono parte della leggenda locale. Oggi la musica continua nelle scuole come En Chordais, dove si insegna il bouzouki e si trasmettono valori comunitari sotto la presidenza onoraria del compositore Stavros Xarhakos.

Cibo, identità e iniziative locali

Il rapporto con il territorio si esprime anche nel cibo: la Camera di Commercio delle Cicladi coordina una rete di 190 ristoranti certificati e cataloga 506 prodotti provenienti da 101 produttori distribuiti su 24 isole. Formaggi, salumi e dolci portano il segno delle tecniche importate dall’Asia Minore e oggi sono al centro di progetti per ottenere riconoscimenti internazionali, come il tentativo di includere la tradizione casearia cicladica nel patrimonio immateriale.

Come arrivare, dove andare e cosa sapere

Il collegamento più pratico da Atene è il traghetto Blue Star Ferries, che impiega circa quattro ore. Per il soggiorno l’ Hermes Hotel a Ermopoli è una scelta comoda; chi può dovrebbe chiedere la stanza con vista mare. Il Museo Vamvakaris non ha sito ufficiale: è meglio telefonare per gli orari, soprattutto in bassa stagione. Per vivere la musica dal vivo provate il Bakalokafenes To Mantzouni, dove spesso si incontrano musicisti locali come Antonis Marangos, direttore creativo del festival del Rebetiko che saluta la fine dell’estate.

Scritto da Mariano Comotto

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