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L’annuncio ufficiale conferma che L’Aquila sarà la scena di un’importante operazione di arte pubblica partecipata: oltre 2.000 cittadini del capoluogo e dei comuni del cratere saranno invitati a prendere parte a una grande installazione collettiva curata secondo il format di Inside Out, il progetto ideato dall’artista francese JR.
L’azione è coordinata da ArtsFor e si inserisce nel percorso di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, con l’obiettivo di mettere in luce il legame tra persone e territorio attraverso immagini e spazi urbani.
Il progetto, che adotterà il motto “Siamo comunità”, prevede una serie di incontri pubblici, conversazioni e momenti di scatto fotografico per raccogliere i volti dei partecipanti; quei ritratti verranno poi stampati come grandi poster in bianco e nero e distribuiti nello spazio urbano, trasformando strade e facciate in una galleria a cielo aperto.
L’iniziativa si collega al programma “L’Aquila città territorio” e al piano di sviluppo ReStart, puntando sul ruolo della cultura come strumento di coesione sociale e partecipazione civica.
Come si articola l’intervento
La metodologia scelta segue il consueto approccio di Inside Out: si parte dal coinvolgimento diretto delle persone per costruire un racconto collettivo.
Attraverso workshop, sessioni fotografiche e incontri di comunità, i partecipanti saranno invitati a condividere la propria immagine e, se lo desiderano, una breve dichiarazione che accompagni il ritratto. Le fotografie, elaborate in bianco e nero, diventeranno manifesti di grandi dimensioni che verranno affissi in punti strategici della città e del territorio circostante, con l’intento di restituire visibilità a storie individuali che, messe insieme, compongono un ritratto corale della città.
Produzione e installazione dei ritratti
La fase tecnica comprende sessioni fotografiche itineranti e punti fissi per gli scatti, seguite da elaborazione grafica e stampa dei poster su supporti resistenti. I manifesti saranno pensati per essere integrati negli spazi pubblici, sulle facciate, nei luoghi della vita quotidiana e in aree simboliche del cratere sismico, così da creare un percorso visivo diffuso. Questo allestimento intende favorire un incontro quotidiano tra cittadinanza e arte, generando dialogo e riconoscimento reciproco attraverso la forza espressiva dei volti.
Il valore simbolico per il territorio
Portare a L’Aquila il progetto di JR assume una forte risonanza simbolica: quasi due decenni dopo il sisma che ha segnato la storia recente della città, l’iniziativa vuole essere un atto collettivo di memoria e progettualità. Il sindaco Pierluigi Biondi ha sottolineato come l’operazione materializzi il principio di mettere al centro le persone e la comunità nell’anno da Capitale italiana della Cultura 2026. Attraverso i volti dei cittadini si intende raccontare non soltanto la sofferenza del passato, ma anche la capacità di resilienza e la volontà di costruire una nuova immagine pubblica e culturale del territorio.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia che utilizza la cultura come leva per valorizzare le aree interne e promuovere la partecipazione civica. Coinvolgere associazioni, scuole, enti locali e singoli cittadini significa attivare reti locali e internazionali, rafforzare il senso di appartenenza e offrire strumenti di narrazione alternativa rispetto agli stereotipi. L’installazione diffusa intende dunque ricomporre frammenti di territorio in un discorso visivo unitario che parla di identità, cura e futuro condiviso.
Radici internazionali e precedenti in Italia
Il format di Inside Out nasce nel 2011 quando JR lanciò la piattaforma dopo il TED Prize; da allora la pratica si è diffusa globalmente con oltre 2.600 azioni in circa 152 paesi e più di 500.000 ritratti raccolti. In Italia il lavoro di JR ha già dialogato con contesti diversi: dal progetto alla facciata di Palazzo Strozzi a Firenze alla presenza su Palazzo Farnese a Roma, fino alle iniziative in varie città come Milano e Napoli, dove installazioni collettive hanno costruito narrazioni urbane basate sulla fotografia partecipata.
Nel complesso, l’arrivo di Inside Out a L’Aquila promette di essere più di una mostra: vuole diventare un dispositivo di ascolto e rappresentazione della comunità, un’occasione per mettere in scena la pluralità delle identità locali e inserirle in una rete internazionale di pratiche artistiche partecipative. L’opera, nel suo farsi, potrà contribuire a consolidare un senso di appartenenza e a stimolare nuove forme di dialogo tra arti, cittadini e istituzioni.



