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In occasione del Dantedì apre, mercoledì 25 marzo 2026, una mostra che mette in dialogo la tradizione libraria e la sperimentazione contemporanea: Dante nei libri d’artista prende posto nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana. Curata da Stefania Severi e promossa dalla FUIS sotto il patrocinio del Comitato Nazionale Dante 2026, l’inaugurazione è prevista alle ore 16.30 e sarà introdotta dalla direttrice Livia Marcelli.
Questo progetto espone trenta lavori realizzati da artisti contemporanei che attingono alla figura, ai luoghi e all’opera di Dante Alighieri.
Il percorso espositivo fonde arti visive e patrimonio librario: accanto ai nuovi pezzi si trovano manoscritti e riproduzioni digitali dei testi antichi custoditi nella collezione della biblioteca. L’accesso alla mostra è gratuito ma regolamentato, con obbligo di prenotazione in alcuni orari; alcune giornate ed eventi speciali, tuttavia, si svolgeranno senza prenotazione.
Tra gli appuntamenti in programma figura l’incontro “Il mio Dante” con il prof. Francesco Corona il 1° aprile e il finissage fissato per il 22 aprile 2026.
Il concept della mostra e le opere in esposizione
La proposta curatoriale mette al centro il concetto di libro d’artista come oggetto capace di trasformare il testo in esperienza visiva e tattile.
I trenta lavori presenti esplorano temi danteschi — dal ritratto alle figure femminili, dai luoghi alle grandi opere come la Divina Commedia, la Vita Nova, il Convivio e il De Vulgari Eloquentia. Le opere includono libri-oggetto, leporelli, rotoli e fogli in cartella, realizzati con tecniche e materiali differenti per sottolineare la molteplicità di letture possibili dell’eredità dantesca.
Forme, materiali e sperimentazione
Il percorso valorizza la varietà formale: dal tradizionale volume riletto in chiave artistica al leporello come sequenza narrativa, fino al libro in scatola che svela contenuti nascosti. Gli autori impiegano acquerello, incisione, pittura, elaborazione digitale e fibre tessili, combinando carta, tessuto e inserti polimaterici. Questa pluralità dimostra come il libro d’artista possa essere contemporaneamente oggetto da esporre e testo da leggere, invitando il visitatore a un’esperienza sensoriale e intellettuale.
Il patrimonio della Biblioteca Vallicelliana integrato nell’allestimento
La mostra non è solo una rassegna contemporanea: accanto ai lavori moderni trovano spazio testimonianze storiche della tradizione dantesca custodite nella Biblioteca Vallicelliana. Questi testimoni del passato offrono un contrasto e un dialogo con le opere degli artisti, mostrando come il patrimonio librario possa alimentare nuove interpretazioni estetiche e critiche.
Manoscritti e incunabolo digitale
Tra i tesori esposti figurano il manoscritto Ms C 92, appartenuto a San Filippo Neri e contenente l’ultimo canto del Paradiso, e il celebre incunabolo Z 79A, il cosiddetto “Dante Vallicelliano”, proposto in versione digitale per consentire di apprezzarne l’apparato illustrativo senza compromettere l’originale. Questi elementi arricchiscono l’allestimento, offrendo contesti testuali che completano la lettura delle opere contemporanee.
Visite, eventi e modalità di accesso
La mostra è visitabile fino al 22 aprile 2026 con orari differenziati: lunedì, martedì e venerdì dalle 10.00 alle 13.00; mercoledì e giovedì dalle 15.00 alle 18.00. L’ingresso è gratuito ma in alcuni turni è richiesta la prenotazione via mail con almeno 24 ore di anticipo (indirizzo: [email protected]). Gli eventi speciali — tra cui l’inaugurazione del 25 marzo, l’incontro del 1° aprile e il finissage del 22 aprile — non prevedono prenotazione.
Programma di incontri e approfondimenti
Oltre all’apertura ufficiale, la rassegna propone momenti di confronto con studiosi e artisti; spicca l’appuntamento “Il mio Dante” del 1° aprile alle ore 16.30 con il prof. Francesco Corona, pensato per mettere a fuoco i legami tra esperienza personale, ricezione critica e pratica artistica. Il calendario intende favorire sia il pubblico specializzato sia i visitatori curiosi che desiderano avvicinarsi all’opera di Dante attraverso linguaggi contemporanei.
La collettiva rappresenta dunque un’occasione per esplorare il rapporto tra patrimonio scritto e sperimentazione visiva: un invito a leggere Dante non solo come testo, ma come stimolo per la creazione artistica. Tra gli autori coinvolti figurano nomi della scena contemporanea italiana che spaziano dall’incisione alla scultura, offrendo una mappatura eterogenea di approcci creativi.



