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Per il 40° anniversario del Musée d’Orsay la capitale francese accoglie un’importante rilettura dell’opera di Auguste Renoir (1841-1919). Dal 17 marzo il museo, ricavato dall’ex stazione progettata da Gae Aulenti, propone due esposizioni affiancate: Renoir et l’amour.
La modernité heureuse (1865-1885), visitabile fino al 19 luglio, e Renoir dessinateur, aperta fino al 5 luglio. Entrambe le mostre intendono mostrare non solo i grandi dipinti ma anche la pratica grafica che ha accompagnato tutta la carriera dell’artista.
Le rassegne, curate da Anne Distel e Paul Perrin con il sostegno di istituzioni come la National Gallery di Londra, il Museum of Fine Arts di Boston e la Morgan Library di New York, offrono un percorso che alterna capolavori riconoscibili e opere raramente esposte.
L’intenzione è mostrare come il tema dell’amore e la pratica del disegno siano stati motori costanti nella ricerca estetica di Renoir, consentendo al pubblico di cogliere il rapporto tra bozza e tela finale.
Due mostre a confronto: temi e capolavori
Renoir et l’amour mette al centro due decenni cruciali (1865-1885) in cui l’artista costruisce l’immagine della vita moderna.
Nelle sale si incontrano scene di convivialità urbana, dalla vita nei caffè alle piste da ballo, passando per le guinguette e le terrazze affacciate sulla Senna. Tra i prestiti più significativi rientrano La colazione dei canottieri (proveniente da The Phillips Collection di Washington D.C.) e La Danse à Bougival dal Museum of Fine Arts di Boston, opere che incarnano la luce e la leggerezza della pittura rousseauista ma reinterpretata dall’occhio impressionista di Renoir.
Il soggetto e l’idea di modernità
Nel periodo considerato, Renoir osserva le nuove forme di socialità: teatri, ristoranti e sale da ballo diventano palcoscenici per incontri e corteggiamenti. Il pittore non ricerca il dramma sociale ma una rappresentazione dell’esistenza come momento di piacere e incontro; per questo la sua tavolozza calda e la pennellata fluida restituiscono una modernità felice. Gli organizzatori sottolineano come l’amore nelle sue opere non sia ingenuo, ma una forza che anima le relazioni e la rappresentazione stessa.
Renoir disegnatore: il lato meno noto
Accanto alle tele, la mostra Renoir dessinateur esplora la dimensione grafica dell’artista con oltre un centinaio di opere in arrivo da musei e collezioni private, tra cui circa 55 disegni. Questo nucleo mette in luce l’importanza delle tecniche su carta — acquerelli, pastelli, sanguigne — e mostra come il processo di costruzione della figura sia alla base dell’evoluzione stilistica dell’artista, specialmente dopo il 1880 quando Renoir inizia a distaccarsi dall’estetica impressionista per cercare nuove soluzioni formali.
Tecnica e processo creativo
I fogli e gli studi esposti raccontano una pratica continuativa, sostenuta per quasi sessant’anni, che dimostra una padronanza delle tecniche grafiche spesso sottovalutata. Le tracce del disegno si leggono come una rete invisibile che sostiene la pittura: schizzi di movimenti, studi di postura e prove di luce che anticipano le soluzioni cromatiche adottate nelle tele. Il progetto curatoriale propone così un vero e proprio viaggio nel laboratorio di Renoir.
Perché vale la pena andare
Le due mostre offrono una cornice unica per riconsiderare la figura di Renoir: da un lato il ruolo di narratore della vita collettiva, dall’altro la disciplina del disegno che rivela il mestiere dietro la gioia apparente. In occasione del 40° anniversario del Musée d’Orsay, questo doppio appuntamento invita a vedere con occhi nuovi opere iconiche e lavori più intimi, suggerendo una lettura più completa dell’artista. Per chi desidera approfondire, la rassegna principale proseguirà poi all’estero: la tappa alla National Gallery è prevista dal 3 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, seguita da un arrivo al Museum of Fine Arts di Boston nel 2027.
Visitare entrambe le mostre nello stesso itinerario permette di comprendere il dialogo tra tela e carta e di apprezzare come il tema dell’amore e della gioia di vivere sia centrale nella poetica di Renoir. L’esperienza al Musée d’Orsay diventa così non solo una celebrazione dei capolavori, ma anche un’occasione per scoprire la ricchezza tecnica e affettiva che ha reso l’artista uno dei pilastri dell’Impressionismo.



