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Dal 21 maggio al 28 settembre 2026 i giardini dell’Accademia di Francia a Villa Medici si trasformano nuovamente in un luogo di sperimentazione architettonica: il Festival des Cabanes ritorna con la sua quinta edizione, offrendo al pubblico sei installazioni inedite che dialogano con il paesaggio storico.
L’evento mette al centro questioni di sostenibilità, convivenza con l’ambiente e ricerca di forme poco invasive, invitando visitatori e professionisti a ripensare lo spazio costruito come parte del contesto naturale.
La formula del festival unisce progettazione, educazione e attività pubbliche: oltre alle capanne, è presente una libreria effimera realizzata in collaborazione con la Librairie 7L, mentre la programmazione estiva culmina nella Nuit des Cabanes – Habiter Demain prevista per il 25 giugno.
Questo insieme crea un percorso dove architetti, designer, artisti e pubblico possono confrontarsi su pratiche e tecnologie per un habitat sostenibile e condiviso.
Un’idea declinata in sei progetti
Il nucleo della manifestazione è costituito da sei capanne progettate da team internazionali e scuole di design. Ogni installazione sperimenta approcci diversi: dal recupero di materiali all’uso di elementi biologici, passando per soluzioni tecniche per il comfort climatico.
In questo contesto il termine capanna non indica solo un rifugio rustico, ma diventa un laboratorio per immaginare nuove relazioni tra costruzione e paesaggio storico.
Esempi e significato delle installazioni
Tra i progetti in mostra spicca il “Duomo Invertito” di Bento Architecture, che rovescia l’archetipo della cupola con una struttura filiforme in legno e micelio: un esperimento che unisce materia organica e ombreggiamento. ECAL insieme a Mutina presenta “Facciata”, un intervento in cui il concetto di trompe-l’œil si traduce in superfici e texture che giocano con la percezione dello spazio. Queste soluzioni invitano a riflettere sulla persistenza delle forme tradizionali quando sono reinterpretate con materiali contemporanei.
Materiali, tecniche e sostenibilità
Il festival esplora una palette di materiali che va dal legno e il metallo agli elementi di recupero. La Fondation Huttopia propone Creetopia, un prototipo ispirato ai saperi indigeni dei Cree del Grande Nord canadese; invece NABA presenta Reassembled Views, un progetto focalizzato sul riuso dei materiali raccolti durante l’edizione 2026. Questa attenzione al riciclo mostra come il patrimonio materiale di un festival possa diventare risorsa per nuove soluzioni progettuali.
Soluzioni passive per il comfort
Un approccio distintivo è quello di PRÌA e VELIA con Aquifère, che utilizza travertino e vasi di terracotta per creare un sistema di raffrescamento naturale basato sull’evaporazione. Tale scelta mette in luce tecniche passive tradizionali adattate alle sfide climatiche contemporanee: l’acqua diventa elemento progettuale e metodo di gestione condivisa dello spazio all’aperto.
Programma, iniziative collaterali e opportunità
Oltre alle visite alle capanne e alla libreria, il calendario comprende proiezioni, performance, incontri e laboratori che animano i giardini per tutta la durata del festival. La Nuit des Cabanes del 25 giugno rappresenta il punto focale della rassegna, con contributi di artisti, architetti e scienziati e la curatela di partner come BNP Paribas per la sezione “Habiter Demain”. L’evento è pensato come una festa di condivisione e confronto sul futuro dell’abitare.
Parallelamente, Villa Medici ha aperto il bando per l’edizione 2027: la selezione è rivolta ad architetti, designer e artisti internazionali, senza limiti di età, con un supporto economico di 20.000 euro per la produzione del progetto vincitore. Le candidature sono aperte fino al 12 maggio 2026. Per maggiori dettagli sul programma e le modalità di partecipazione è possibile consultare il sito ufficiale dell’Accademia di Francia a Villa Medici.
Il Festival des Cabanes conferma così un modello di lavoro che unisce sperimentazione e fruizione pubblica: passeggiare tra le capanne significa osservare diverse strategie per abitare il paesaggio, dove la conservazione del patrimonio incontra pratiche progettuali orientate alla sostenibilità e all’innovazione.



