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L’annuncio ufficiale ha confermato ciò che molti attendevano: Ancona capitale italiana della cultura 2028 è la scelta della giuria, comunicata dal ministro Alessandro Giuli nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura alla presenza delle delegazioni delle città finaliste. Il dossier selezionato all’unanimità, intitolato “Ancona.
Questo adesso”, prende ispirazione dalle parole del poeta locale Francesco Scarabicchi e propone una lettura della città che mette in dialogo il suo passato con le sfide contemporanee.
Il riconoscimento riguarda non solo il capoluogo delle Marche ma l’intero territorio regionale, che torna al centro del dibattito culturale italiano dopo l’esperienza di Pesaro.
La proposta di Ancona comprende oltre 80 progetti, quattro dirette culturali e una visione articolata su dimensioni diverse: mare, trama urbana, parco e innovazione culturale.
Le quattro direttrici del progetto
Il cuore della candidatura è organizzato in quattro macroaree denominate Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale. Ciascuna direttrice nasce dalla morfologia e dalla storia della città e mette in campo interventi site-specific pensati per attivare spazi, contenuti e relazioni con partner nazionali e internazionali.
L’idea è trasformare elementi urbani e naturali in poli di fruizione culturale continuativa.
Questo Mare e la Mole Vanvitelliana
La macroarea Questo Mare punta sul porto e sulle risorse del litorale: progetto cinematografico dedicato all’ Arco di Traiano affidato al regista Abel Ferrara, la creazione di un archivio visivo e sonoro sul mare e collaborazioni con città adriatiche come Dubrovnik, Spalato e Zara. La Mole Vanvitelliana sarà il fulcro di molte attività e ospiterà il progetto museale più ambizioso, il Museo della Civiltà del Mare Adriatico, diretto dallo scenografo premio Oscar Dante Ferretti.
Centro storico e rete museale: la Via Maestra
La direttrice chiamata Via Maestra segue l’asse che attraversa il centro storico fino all’ Acropoli, richiamando l’eredità dell’archeologo Ciriaco Pizzecolli. L’obiettivo è valorizzare la rete museale cittadina, dal Museo Archeologico Nazionale delle Marche fino alla Pinacoteca Civica, con mostre e percorsi che approfondiscono il Rinascimento adriatico e figure come Lorenzo Lotto. L’azione mira a rendere i musei motori di rigenerazione urbana e attrazione culturale.
Adesso Parco: natura, memoria e cammini
La terza direttrice, Adesso Parco, mette in relazione ambiente e pratiche culturali, prendendo spunto dalla figura di Stamira. Il protagonista è il Parco del Cardeto, uno dei principali polmoni verdi urbani con affaccio sull’Adriatico e connessione ideale al Parco del Conero. Il progetto prevede percorsi immersivi, giardini poetici dedicati a Francesco Scarabicchi e Franco Scataglini, e l’integrazione con cammini culturali europei e itinerari storici regionali.
Arte contemporanea, spettacolo e tecnologie
La sezione Mare Culturale concentra l’attenzione sulle pratiche contemporanee: arti digitali, performance e produzioni musicali che trasformano il mare in piattaforma creativa. Tra gli artisti coinvolti figurano Dardust, Quiet Ensemble e i Subsonica, mentre istituzioni come Marche Teatro e la Fondazione Teatro delle Muse partecipano alla programmazione. Il piano include interventi di videomapping e installazioni audiovisive per luoghi simbolo come l’Arco di Traiano e il Passetto.
Finaliste e valore territoriale
La vittoria è arrivata dopo una competizione che vedeva in lizza altre nove città: Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. L’esito, deciso all’unanimità dalla giuria, assegna ad Ancona il testimone da Pordenone, Capitale della Cultura 2027, e rappresenta un’occasione per consolidare reti istituzionali e collaborazioni internazionali.
Nel complesso, il progetto mira a trasformare Ancona in un laboratorio permanente dove storia, paesaggio e innovazione si incontrano, alimentando economie culturali locali e nuove forme di partecipazione. Nei prossimi mesi si attendono sviluppi operativi e il dettaglio dei singoli interventi, ma la cornice strategica definita dal dossier offre già una chiara mappa di intenti per il 2028.



