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19 Ottobre 2026

La commissione nomina presunti coinvolti nella morte di David Rossi

La commissione parlamentare ha indicato due persone come possibili responsabili della vicenda che ha portato alla morte di David Rossi; i nominati negano e la documentazione verrà trasmessa alla Procura.

La commissione nomina presunti coinvolti nella morte di David Rossi

La Commissione parlamentare d’inchiesta che sta riesaminando la morte di David Rossi ha reso note indicazioni che individuano due persone coinvolte, con ruoli diversi, nelle circostanze che hanno preceduto il decesso del manager di Monte dei Paschi di Siena. Secondo quanto riferito dal presidente dell’organo investigativo, le informazioni raccolte includono dichiarazioni rese da detenuti e risultanze tecniche che hanno spinto la Commissione a trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria competente.

Gli elementi emersi non configurano indagini formali nei confronti dei nominati, ma aprono un nuovo capitolo nella lunga vicenda che risale al 6 marzo 2013, quando Rossi precipitò dalla finestra del suo ufficio. La Commissione ha previsto inoltre un meccanismo di audizione per consentire ai due indicati di fornire chiarimenti con l’assistenza di un difensore e con la facoltà di non rispondere.

Le persone indicate e i ruoli ipotizzati

Secondo la ricostruzione presentata dall’organo parlamentare, Giuseppe Mussari sarebbe stato il presunto mandante di un’azione intimidatoria che inizialmente non avrebbe dovuto causare la morte di Rossi. Per lo stesso quadro ricostruttivo, Gabriele Ceccherelli sarebbe stato il presunto organizzatore dell’intervento, occupandosi della selezione delle persone chiamate ad eseguire la fase attuativa, pur non essendo presente all’interno di Palazzo Salimbeni al momento dell’evento. La Commissione ha specificato che le persone materialmente coinvolte non sono state ancora identificate.

Elementi a sostegno dell’ipotesi

Tra gli elementi citati figurano dichiarazioni raccolte da consulenti della Commissione durante colloqui con detenuti e l’analisi di riprese che riguardano il vicolo sottostante l’ufficio di Rossi. In particolare, gli esperti avrebbero notato la permanenza di ombre compatibili con la presenza di almeno una persona nell’imbocco del vicolo per un periodo successivo alla caduta, circostanza che, nella lettura della Commissione, potrebbe far ipotizzare che qualcuno sia rimasto sul posto fino all’aggravarsi delle condizioni di Rossi, ostacolando eventuali soccorsi.

Reazioni dei nominati e difese legali

I due soggetti indicati hanno respinto le accuse. Ceccherelli ha dichiarato di non conoscere i fatti e di non avere alcun legame con la vicenda, aggiungendo che l’unica sua presenza a Siena sarebbe stata per motivi privati. Il suo legale ha reso nota la disponibilità ad incontrare la Commissione per ogni chiarimento. Mussari ha parlato di affermazioni infondate e ha annunciato azioni legali per calunnia, sostenendo di non essere stato convocato né ascoltato prima della divulgazione dei nomi.

Il presidente della Commissione ha sottolineato che le testimonianze raccolte risultano concordi con la ricostruzione interna e che, se dovessero emergere elementi di menzogna su nomi fatti alla Commissione, gli autori risponderebbero del reato di calunnia. La volontà espressa è quella di mettere a disposizione dell’autorità giudiziaria tutta la documentazione utile per le verifiche del caso.

Posizione della famiglia Rossi e richieste proceduralmente fondate

I familiari di David Rossi — rappresentati dal loro avvocato — hanno ribadito fiducia nel processo penale come unico luogo idoneo a stabilire responsabilità e a decretare eventuali condanne. La vedova e la figlia hanno apprezzato il lavoro della Commissione nella parte che sostiene l’ipotesi di omicidio, ma hanno anche ricordato che l’attendibilità dei singoli elementi deve essere valutata dall’autorità giudiziaria e non dai media.

Il legale dei familiari ha inoltre evidenziato che la magistratura, partendo dall’ipotesi di omicidio acquisita in vari accertamenti, ha il compito di approfondire tutte le piste e di integrare i nuovi elementi nel complesso delle risultanze già esaminate negli anni, garantendo il diritto al contraddittorio e il rispetto dell’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo.

La Commissione ha infine ribadito la disponibilità a ricevere ulteriori informazioni da chiunque possa contribuire alla ricostruzione dei fatti, mentre la documentazione già acquisita è stata inviata alla Procura affinché siano svolti tutti gli accertamenti giudiziari necessari.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.