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Vaticano: il Papa accoglie per la prima volta le associazioni dei lavoratori

Leone XIV annuncia una nuova era di confronto con i dipendenti vaticani, ponendo il dialogo al centro della gestione del personale.

Negli ultimi decenni la gestione del personale nella Santa Sede è stata spesso percepita come un ambito chiuso, privo di un vero spazio di confronto. Le richieste di recupero dei contributi persi durante la crisi sanitaria e di strumenti di protezione sociale hanno avuto scarso riscontro, alimentando un clima di insoddisfazione tra i dipendenti laici.

In questo scenario, il nuovo Pontefice ha scelto di rompere la tradizione, aprendo un canale ufficiale di dialogo con le organizzazioni sindacali presenti in Vaticano.

Questa mattina il Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i rappresentanti dell’Associazione Dipendenti Laici Vaticani (ADLV) e dell’Associazione Donne in Vaticano segnando il primo incontro diretto di questo tipo. Fino ad ora, i dipendenti venivano ascoltati solo in assemblee collettive, senza la possibilità di parlare direttamente con il Santo Padre. L’invito personale del Pontefice rappresenta una svolta storico-politica, richiamando le prime aperture avviate da Giovanni Paolo II negli anni ’80.

Incontro storico con le associazioni ADLV e Donne in Vaticano

L’udienza ha avuto luogo nella Sala degli Uffici del Papa, dove i rappresentanti hanno potuto esporre le proprie istanze. Leone XIV ha sottolineato che la centralità della persona deve guidare ogni decisione amministrativa, ricordando che il lavoro non è solo uno strumento produttivo ma un mezzo per affermare la dignità umana.

Ha inoltre ribadito che la missione della Sede Apostolica si fonda su fede, unità e collaborazione elementi che costituiscono il telaio di una vera comunità ecclesiale.

ADLV: ruolo e richieste concrete

L’ADLV, nata alla fine degli anni Settanta, è oggi la più antica delle due realtà e conta più di 800 iscritti, inclusi dipendenti in servizio e pensionati. Il suo statuto, approvato nel 1993, è legato al Quadro normativo del 1994 che la definisce “una struttura di dialogo” con l’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica (ULSA). Durante l’incontro, i rappresentanti hanno chiesto il riconoscimento giuridico dell’associazione, la revisione del nuovo statuto e, soprattutto, misure concrete per il recupero del biennio contributivo perduto durante l’emergenza Covid, oltre a possibili ammortizzatori sociali per i dipendenti.

Donne in Vaticano: contributi e prospettive

Fondata nel 2016, l’Associazione Donne in Vaticano riunisce laiche, religiose e consorziate che operano nella Curia e negli enti vaticani. Le fondatrici hanno evidenziato l’importanza di valorizzare la presenza femminile, sottolineando che le donne portano competenza, discernimento e creatività all’interno degli uffici.

Il Papa ha accolto questo appello ricordando la figura mariana come modello di sensibilità verso le relazioni umane, e ha invitato le colleghe a contribuire a creare ambienti di lavoro più attenti all’ascolto reciproco e al benessere delle persone.

Le parole del Papa: dialogo, fede, unità e collaborazione

Leone XIV ha dichiarato che “la via del dialogo rimane la strada maestra” per affrontare le sfide odierne, dall’intelligenza artificiale alla gestione dei contratti. Ha citato la sua prima enciclica, Magnifica humanitas dove il dialogo è presentato come il metodo ordinario per risolvere i conflitti. Il Pontefice ha inoltre richiesto ai dipendenti di esercitare la loro professione con “scrupolosa fedeltà”, “zelo” e “professionalità”, sottolineando che tutti, dal dirigente all’operaio, partecipano “con pari dignità” alla missione della Chiesa.

Infine, il Papa ha tracciato le prossime tappe: l’ADLV dovrà ottenere il riconoscimento giuridico, il nuovo statuto dovrà essere approvato, e si aprirà un tavolo permanente con l’ULSA per discutere questioni come le pensioni, i contributi e gli eventuali ammortizzatori sociali. L’obiettivo dichiarato è costruire una “comunità di lavoro” in cui nessuno sia “usato o scavalcato”, evitando così l’accumulo di “insoddisfazioni e rancori”.

Scritto da Beatrice Beretta

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