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Nel centro storico di Vienna, nel seminterrato dello Steffl Department Store, è nato un progetto che reinterpreta il lascito di Wolfgang Amadeus Mozart con strumenti contemporanei. Mythos Mozart non è un museo tradizionale, ma un percorso esperienziale che miscela musica, immagini e performance digitali: cinque ambienti sensoriali pensati per condurre il visitatore dentro la biografia e il processo creativo del compositore.
Il percorso sfrutta tecnologie immersive e installazioni site-specific realizzate da studio internazionali: luci sincronizzate, animazioni panoramiche e visual data generati con algoritmi di intelligenza artificiale. L’intento è rendere accessibile e attuale l’opera di Mozart, invitando il pubblico non solo a osservare ma a interagire con la musica, con spazi che richiamano tanto la Vienna tardo-settecentesca quanto le possibili letture contemporanee del suo immaginario.
Chi ha creato l’installazione e come suona
L’allestimento è frutto del lavoro congiunto di designer e artisti internazionali: tra i nomi coinvolti ci sono il light designer Moritz Waldemeyer, il regista Arash T. Riahi e l’artista dei new media Refik Anadol. A completare la squadra, compositori e arrangiatori hanno ripensato le partiture per una resa sonora che dialoga con le immagini.
Il contributo sonoro, descritto come Made in Vienna, si fonda su riarrangiamenti di Walter Werzowa e registrazioni realizzate dagli studenti dell’Università di Musica e Arti Performative di Vienna, unendo tradizione accademica e sguardo contemporaneo.
Voce e testimonial
Il progetto ha raccolto anche il sostegno di musicisti di fama internazionale che ne hanno promosso la visione.
Nomi come il tenore Rolando Villazón e il compositore e violinista Aleksey Igudesman figurano tra i testimonial: la loro adesione sottolinea l’intenzione di rivolgersi tanto agli appassionati di musica classica quanto a un pubblico più ampio, curioso di sperimentare nuove modalità di fruizione culturale.
Le cinque sale: dal Requiem al Flauto magico
Il percorso si articola in cinque spazi tematici che alternano ricostruzione storica e sperimentazione multimediale. Ogni sala interpreta un aspetto differente dell’opera e della vita di Mozart: dal momento finale della sua produzione al volo immaginario sopra la Vienna del 1791, fino a installazioni che visualizzano il processo creativo come una rete di intuizioni e connessioni.
Requiem e Vienna 1791
La prima sala, dedicata al Requiem, è concepita come una sorta di chiesa high-tech: migliaia di candele LED si animano al ritmo della musica, traducendo il confine tra morte e memoria in un’esperienza emozionale. Subito dopo, la sezione Vienna 1791 offre una panoramica a 360 gradi lunga 45 metri che ricostruisce la città ai tempi di Mozart; una mongolfiera virtuale conduce il visitatore sopra tetti e vicoli, restituendo il contesto urbano in cui il compositore visse gli ultimi anni.
Musica del mondo, genio e il Flauto magico
La sala chiamata Musica del mondo rende partecipativo il percorso: i visitatori sono invitati a reinterpretare la Piccola serenata notturna con strumenti provenienti da diverse tradizioni, creando un dialogo sonoro che supera confini temporali e geografici. In Genio – Mozart Compose luci e suoni visualizzano pensieri e intuizioni, mentre l’ultima installazione, Mozart Forever, firmata da Refik Anadol, reinterpreta Il flauto magico con algoritmi che trasformano milioni di dati in immagini digitali in continua evoluzione.
Pratiche e consigli per il visitatore
L’esperienza dura circa un’ora e prevede una fruizione autonoma accompagnata da un’audioguida gratuita disponibile in diverse lingue. I biglietti sono gestiti per fasce orarie ravvicinate, con ingressi ogni dieci minuti e un numero massimo di partecipanti per slot, così da preservare la qualità immersiva della visita. La collocazione è al civico Kärntner Straße 19, nel cuore della città, nello stesso edificio dove Mozart trascorse i suoi ultimi giorni e compose opere come Don Giovanni, Le nozze di Figaro e il Requiem.
Dopo il percorso interattivo, chi desidera prolungare l’esperienza può salire allo Sky Bar & Restaurant all’ultimo piano dello Steffl per una vista sui tetti di Vienna, oppure esplorare le boutique del department store. Mythos Mozart si propone così come un momento culturale che collega storia, paesaggio urbano e nuove tecnologie, offrendo una lettura contemporanea del patrimonio mozartiano e suggerendo modalità alternative per avvicinare nuovi pubblici alla musica classica.



