Dal 6 settembre 2026, il sistema europeo di ingresso/uscita (EES) tornerà alla sua operatività completa, segnando la fine delle misure di flessibilità introdotte durante l’estate. Questo cambiamento potrebbe avere un impatto significativo sui tempi di attesa alle frontiere per i viaggiatori provenienti da Paesi extra-UE.
Il sistema EES, che registra elettronicamente le entrate e le uscite dei cittadini di Paesi terzi, è diventato pienamente operativo in tutti i valichi europei aderenti il 10 aprile 2026. Durante l’estate, tuttavia, agli Stati membri è stato concesso di sospendere temporaneamente la raccolta dei dati biometrici per alleggerire le code in circostanze eccezionali.
Le nuove sfide per i viaggiatori
Con la fine delle misure di flessibilità, aeroporti e autorità di frontiera avranno meno margini per alleggerire gli obblighi biometrici. Questo potrebbe portare a tempi di attesa più lunghi, soprattutto nei periodi di punta. Jurgen Himmelmann, cofondatore e amministratore delegato di Global Work & Travel, consiglia ai viaggiatori di prevedere molto più tempo per i controlli alle frontiere.
“L’arrivare in aeroporto in anticipo è una scelta sensata, ma c’è un limite a quanto controllo questo ti dà”, afferma Himmelmann. “Evita di pianificare un viaggio sul tempo minimo di coincidenza nelle prossime settimane. Una coincidenza che sulla carta sembra del tutto ragionevole può diventare rapidamente problematica se si perde un’ora o più alla frontiera.”
I dati preoccupanti
Secondo l’Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA), i controlli standard dei passaporti che prima richiedevano circa 20-25 secondi ora ne richiedono circa 90 con l’introduzione dell’EES. I dati mostrano che i tempi di attesa si sono raddoppiati nei principali hub, con attese che hanno raggiunto i 120 minuti a Francoforte e ad Amsterdam.
L’IATA ha sollecitato l’Unione europea a prorogare questa “valvola di sicurezza” almeno fino alla fine della stagione invernale. “Estendere la possibilità di una sospensione parziale oltre il 6 settembre è assolutamente necessario”, ha dichiarato Thomas Reynaert, Senior Vice President, External Affairs di IATA.
Le richieste delle associazioni di settore
Le associazioni di settore, tra cui ABTA e IATA, chiedono che queste misure di flessibilità vengano prorogate oltre settembre, per timore di un ritorno dei rallentamenti alle frontiere. “Continuiamo a sollecitare la Commissione europea perché consenta di utilizzare queste misure oltre settembre”, ha dichiarato Luke Petherbridge, direttore degli affari pubblici di ABTA.
Le criticità riguardano soprattutto i viaggiatori che devono effettuare la prima registrazione biometrica, procedura inevitabilmente più lunga rispetto a un normale controllo del passaporto. IATA ha segnalato problemi in diversi Paesi, tra cui Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Belgio.
Le conseguenze non riguardano soltanto chi viaggia. Per le compagnie aeree, una coincidenza persa può significare la necessità di riproteggere il passeggero su un altro volo, gestire bagagli, assistenza e possibili pernottamenti, mentre per gli aeroporti l’accumulo di persone nelle aree di controllo può generare problemi di capacità e sicurezza.
Le associazioni del trasporto aereo individuano tre punti particolarmente critici: carenza di personale ai controlli di frontiera, malfunzionamenti o insufficiente disponibilità delle apparecchiature automatiche e diffusione ancora limitata degli strumenti di preregistrazione.
“Sistemi affidabili, chioschi self-service pienamente operativi e controlli di frontiera automatizzati, insieme a un adeguato numero di addetti, restano essenziali perché l’EES funzioni in modo efficace nei periodi di punta senza creare disagi inutili per passeggeri, autorità di frontiera e operatori di trasporto”, ha aggiunto Reynaert.
