Ramadan, regole da rispettare

Ramadan, non solo digiuno, un modo per rendere migliori le persone.

I musulmani di tutto il mondo, anche coloro meno religiosi, seguono regole e tradizioni di questo periodo sacro, il Ramadan. Ma cerchiamo di capire quali sono tutti i sacrifici richiesti ai fedeli durante questo mese.

Ramadan: regole

Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico.

Il mese sacro dedicato alla preghiera, al digiuno e alla meditazione. È un mese della durata di trenta giorni, che celebra la prima rivelazione del Corano a Maometto.

Inutile dire quanto sia sentita questa festività tra i fedeli islamici, che seguono le sue regole con una disciplina ammirabile.

L’elemento caratterizzante, di cui tutti avete sentito parlare, è il digiuno. Il quarto pilastro dell’Islam.

I pilastri della religione islamica sono in totale cinque. Sono gli obblighi fondamentali che ogni credente deve seguire. In ordine abbiamo:

  • la professione alla fede;
  • la preghiera;
  • l’elemosina legale;
  • il digiuno nel mese del Ramadan;
  • il pellegrinaggio alla Mecca.

Il Ramadan obbliga tutti i musulmani che hanno raggiunto l’età della pubertà e non abbiano problemi di salute, a non mangiare e bere dall’alba al tramonto.

Una volta calato il sole, possono recuperare le forze. Il mese in questione non è associato al nostro calendario gregoriano, bensì a quello islamico, un calendario lunare. Più corto rispetto al nostro di circa undici giorni. Di conseguenza il periodo in cui cade il Ramadan varia di anno in anno.

L’inizio del Ramadan viene anticipato, ogni anno, di undici giorni. È così che solo dopo trent’anni, si avrà la stessa coincidenza di date con il Ramadan in corso attuale. Non vi è dunque un’unica stagione in cui si digiuna, si avranno Ramadan invernali, e altri più impegnativi da un punto di vista fisico in estate. Non solo per il caldo, ma anche per la lunghezza del digiuno.

In inverno l’alba e il tramonto sono chiaramente più vicini tra loro. Nonostante il grande sforzo fisico dei fedeli, non viene considerata una fatica, ma bensì una vera e propria festa. Al termine della giornata, i pasti sono un’occasione per mangiare e pregare insieme ai propri fratelli credenti.

Simbolicamente il termine della giornata coincide con l’interruzione del digiuno con un dattero o un bicchiere d’acqua. Seguirà poi il pasto serale. Il digiuno viene evitato da bambini e persone malate, e proprio per questo motivo, nessun fedele deve rischiare la salute. In casi di pericolo fisico, la religione invita infatti a interrompere il proprio digiuno.

Ramadan, come funziona

Quando venne rivelato il Corano a Maometto, in un versetto vi era prescritto il digiuno, per divenire timorati di Dio. Una simbolica rinuncia ad ogni bene o desiderio fisico, in favore della controparte spirituale.

Questo mese di autodisciplina insegna i veri valori di pace e fratellanza. Rende importanti le piccole cose, come appunto il cibo o il semplice bere un po’ di acqua. Ma il Ramadan ha altre ferree regole, non solo l’elemento principale del digiuno.

Tutti musulmani praticanti devono astenersi nell’avere rapporti sessuali, dall’alba al tramonto. La preghiera è un altro elemento fondamentale di questo mese sacro. Tutti sono invitati alla recita di preghiere e praticare la beneficenza in ogni sua forma. Ovviamente oltre all’astensione del bere e del mangiare, è fatto divieto assoluto al fumo.

Nel privato il rispetto o meno delle regole imposte dal Ramadan è del tutto rivolto alla personale morale dei credenti. Ma se queste regole vengono infrante in luoghi pubblici, nei paesi islamici, si rischia di incorrere in pesanti sanzioni penali. È comunque un mancato rispetto nei confronti della morale collettiva.

Il Ramadan si conclude con una festa. In arabo “id al-fitr“, la Festa della Rottura o di interruzione del digiuno. I fedeli musulmani potranno tornare alla vita di tutti i giorni, con la speranza che questo periodo sacro sia stato utile per rendersi delle persone migliori.

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