Tomba romana a Bahnasa con mummie, oggetti d’oro e papiro di Omero

Una tomba romana scoperta a Bahnasa mette insieme mummie, lingue d'oro e un papiro con passi del secondo libro dell'Iliade

Una missione archeologica spagnola ha identificato a Bahnasa, nella provincia di Minya, un complesso funerario che apre nuove piste sulla convivenza culturale greco-romana in Egitto. Lo scavo, condotto dall’Università di Barcellona insieme all’Istituto per il Vicino Oriente Antico, si trova a circa 250 chilometri a sud del Cairo e ha restituito materiali straordinari che confermano un elevato livello di pratiche funerarie e scambi culturali.

In particolare, gli archeologi hanno trovato mummie e numerosi oggetti metallici: elementi che richiederanno analisi approfondite per ricostruire rituali e significati simbolici.

Tra i reperti più insoliti c’è un papiro avvolto al corpo di una delle mummie con estratti del secondo libro dell’Iliade, noto come Indice delle Navi. La presenza di questo testo classico all’interno di una sepoltura romana in Egitto solleva domande sul grado di alfabetizzazione e i riferimenti culturali della popolazione locale.

Il ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha evidenziato come il rinvenimento si aggiunga ad altri scavi recenti nel governatorato di Minya, offrendo nuove prospettive sulla storia locale.

Il contesto degli scavi e le istituzioni coinvolte

La campagna archeologica è frutto della collaborazione tra istituzioni spagnole ed egiziane e si svolge in un’area ricca di stratificazioni storiche: Bahnasa è infatti sede di ritrovamenti che spaziano dall’antichità classica al periodo tardoantico.

Il direttore del Dipartimento delle Antichità egizie del Consiglio supremo, Mohamed Abdel-Badi, ha spiegato che gli scavi a est della Tomba Tolemaica n. 67, scoperta durante la campagna del 2026, hanno messo in luce una trincea con tre camere calcaree frammentarie. Questo contesto stratificato aiuta a collocare cronologicamente i reperti e a comprendere la sovrapposizione di pratiche funerarie nel tempo.

Mappatura del sito e metodologia

Il lavoro sul campo ha seguito protocolli stratigrafici e analisi sistematiche per registrare contesti e corredi. I ricercatori hanno documentato la posizione delle bare di legno, delle mummie e degli oggetti metallici, oltre a campionare materiali per studi di laboratorio. L’approccio integrato combina rilievo, fotografia, analisi dei tessuti funerari e indagini sul papiro: un insieme di tecniche che mira a restituire non solo i singoli reperti, ma la trama dei significati e delle relazioni culturali tra Grecia, Roma e l’Egitto locale.

I reperti principali: mummie, oggetti metallici e papiri

All’interno della tomba sono emerse diverse mummie di epoca romana, alcune avvolte in bende decorate con motivi geometrici e tracce di foglia d’oro applicata su parti dei corpi. Tra i corredi spiccano tre oggetti d’oro a forma di lingua e un analogo manufatto in rame, simboli il cui significato rituale è ancora da decifrare. Gli archeologi hanno inoltre recuperato resti di casse lignee e materiali organici che potrebbero fornire dati sulla tecnica di imbalsamazione e sui materiali impiegati.

Il papiro con l’Iliade

Il ritrovamento del papiro contenente estratti del secondo libro dell’Iliade è particolarmente significativo: il testo riporta l’Indice delle Navi, l’elenco dei contingenti che parteciparono alla spedizione contro Troia. Questo elemento suggerisce che alcuni defunti o le loro famiglie conoscessero e apprezzassero la letteratura omerica, oppure che il frammento avesse una funzione simbolica specifica nel contesto funerario. Saranno necessarie analisi paleografiche e materiali per datare e interpretare il documento.

Camere calcaree, offerte e statuette

Oltre alla tomba principale, una trincea contenente tre camere calcaree ha restituito frammenti di grande interesse: nella prima camera sono stati rinvenuti una lastra di pietra e un grande vaso con le ceneri di un adulto, ossa di un neonato e la testa di un gatto, il tutto avvolto in pezzi di stoffa. Nella seconda camera è stato trovato un vaso simile con le ceneri di due individui e ossa di felino, elementi che indicano pratiche votive o simboliche legate al mondo animale.

Piccole icone e sincretismi religiosi

A sud del sito gli archeologi hanno scoperto piccole statuette in terracotta e bronzo, tra cui una raffigurazione del dio Arpocrate a cavallo e una statuetta di Cupido. La presenza di divinità egizie reinterpretate in chiave romana e di figure mitologiche greco-romane evidenzia un sincretismo culturale che caratterizzava molte comunità dell’Egitto romano: forme di culto e simboli si mescolavano e convivevano nei rituali funerari.

Rilevanza storica e prospettive di ricerca

Il sito di Bahnasa è ricco di testimonianze storiche: segnato da vicende drammatiche, tra cui persecuzioni dei cristiani, e da eventi che ne hanno mutato il volto nel tempo, la località conserva stratificazioni che vanno interpretate con cautela. Fonti antiche riportano che la città fu distrutta nel 645 dopo Cristo per ordine di Diocleziano e che la zona sarebbe stata toccata da episodi legati alla fuga della Sacra Famiglia, tradizioni che arricchiscono la complessità storica del sito. Le future analisi scientifiche su materiali organici, papiri e metalli promettono di chiarire cronologie, pratiche funerarie e reti culturali che attraversarono il Medio Egitto.

Prossime fasi

Il lavoro proseguirà con indagini di laboratorio sui reperti metallici e sul papiro, analisi antropologiche delle ossa e datazioni che permetteranno di collocare con precisione i ritrovamenti. Solo così sarà possibile trasformare il ritorno in luce di questi oggetti in una narrazione storica condivisa che racconti la vita e le credenze di chi ha abitato Bahnasa secoli fa.

Scritto da Lucia Ferretti

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