Inclusione educativa: il bilancio del progetto NICE tra Nairobi e Milano

Un racconto di educazione inclusiva, empowerment familiare e cooperazione internazionale che unisce Milano e Nairobi

Il legame tra comunità lontane può farsi concreto attraverso azioni mirate e partecipate: è questa l’idea che anima il percorso del progetto NICE. Nato per favorire l’accesso all’istruzione nelle aree suburbane di Nairobi, NICE ha lavorato in questi anni con famiglie, scuole e realtà locali per promuovere una visione di inclusione scolastica che non si limiti a portare bambini in aula, ma che costruisca attorno a loro una rete di sostegno.

Sabato 18 aprile a Milano sarà restituito pubblicamente il frutto di tre anni di interventi, un momento pensato per mettere in dialogo storie, risultati e riflessioni sul futuro.

L’incontro milanese è anche l’occasione per ascoltare le voci di chi ha operato sul campo: partner locali, associazioni italiane e famiglie coinvolte.

Tra i materiali presentati ci sarà il video-documentario “NON PIÙ SOLI: NICE – Need for Inclusive Children Education”, che racconta per immagini i volti e le pratiche che hanno reso possibile il cambiamento. In questa fase finale si cerca non solo di rendicontare l’impegno svolto, ma di interrogarsi su come rendere sostenibili e replicabili gli interventi, affinché la inclusione non resti un momento episodico ma diventi prassi consolidata.

Un’alleanza transnazionale per l’inclusione

Il progetto NICE è stato coordinato dall’Associazione Amani ETS insieme a partner fondamentali: la storica realtà locale Koinonia Community e le organizzazioni italiane Cittadinanza ed EducAid, con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Questa alleanza ha permesso di combinare competenze educative, conoscenza del territorio e interventi di lavoro sociale, mettendo al centro il concetto di empowerment familiare come leva per la permanenza scolastica dei bambini più vulnerabili.

Il modello adottato non ha puntato solo su servizi per la scuola, ma ha coinvolto le famiglie come protagoniste del cambiamento.

Dal dialogo locale alla pratica educativa

Nei quartieri periferici di Nairobi le sfide sono molteplici: povertà, stigma legato alla disabilità e la presenza di minori che vivono in strada. NICE ha scelto di affrontare questi ostacoli con interventi integrati, che includono formazione per insegnanti, sostegno psicologico e programmi di accompagnamento per le famiglie. La formazione ha mirato a rendere gli ambienti scolastici più accoglienti e a diffondere pratiche inclusive che possano diventare parte della quotidianità educativa. L’obiettivo è sempre stato chiaro: non si tratta solo di inserire studenti in classe, ma di garantire la loro continuità e benessere.

Risultati concreti e pratiche riproducibili

Nel corso del triennio 2026-2026 il progetto ha raccolto dati qualitativi e numerici che permettono di valutare i progressi: aumentata frequenza scolastica, maggiore coinvolgimento familiare e miglioramento delle competenze degli operatori educativi. Questi esiti non sono frutto di interventi isolati, ma della costruzione di una rete territoriale che ha coinvolto istituzioni, scuole e organizzazioni civiche. La sfida ora è trasformare queste esperienze in linee guida trasferibili, in modo che il modello di NICE possa essere adottato in contesti simili e continuare a produrre impatto anche dopo la conclusione formale del progetto.

Sostenibilità e futuro

Durante l’evento a Milano si discuterà anche di sostenibilità delle azioni intraprese: come mantenere nel tempo i servizi, quali risorse locali possono essere attivate e quale ruolo possono avere istituzioni e associazioni nel lungo periodo. Il confronto tra partner internazionali mira a identificare strumenti di monitoraggio e pratiche amministrative capaci di consolidare i risultati. In questa prospettiva, la condivisione pubblica delle esperienze diventa una leva fondamentale per stimolare ulteriori collaborazioni e per sensibilizzare nuove comunità sul valore dell’educazione inclusiva.

Restituire per continuare

L’appuntamento nello spazio EVENT di Comunità Nuova vuole essere un momento conviviale e riflessivo: proiezione, testimonianze e dialogo con il pubblico precederanno un rinfresco finale che simbolicamente rafforza il concetto di comunità costruita insieme. Il percorso di NICE dimostra che la cooperazione internazionale, quando è guidata dall’ascolto e dal rispetto delle realtà locali, può produrre risultati duraturi. Restituire il lavoro svolto significa anche aprire la strada a nuove idee, affinché chi ha beneficiato del progetto non sia più “solo” ma parte attiva di una rete di cura e opportunità.

Scritto da Viral Vicky

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