Viaggio ad Antofagasta de la Sierra: salares, vulcani e campi di pomice

Un itinerario tra salares, vulcani e sorgenti termali nella remota Antofagasta de la Sierra, con indicazioni pratiche per affrontare l'altitudine

Partire per Antofagasta de la Sierra significa prepararsi a un incontro ravvicinato con una puna che alterna silenzi immensi a scene naturali di straordinaria bellezza. Situata a oltre 3.300 metri di quota nella provincia di Catamarca, questa zona è punteggiata da vette vulcaniche, lagune turchesi e distese saline che cambiano colore con la luce.

Il viaggio da Cafayate, spesso a bordo di un pick-up su piste polverose, è già di per sé un’esperienza: la guida offre foglie di coca per alleviare i primi effetti dell’altitudine e il paesaggio si apre a tappe mozzafiato mentre ci si avvicina al cuore della puna.

La regione è segnata da un’origine vulcanica intensa: oltre duecento coni emergono nel territorio, di cui circa una ventina sono considerati ancora attivi.

Questo passato geologico ha creato ambienti tanto eterogenei quanto fragili, come il Campo de Piedra Pomez e la Laguna Carachi Pampa. Pur estendendosi su una superficie paragonabile a quella di un piccolo stato europeo, nella zona vivono solo poche migliaia di persone, che hanno imparato a convivere con un clima estremo e con la lontananza dai grandi centri urbani.

Perché vale la pena arrivare fin qui

Le motivazioni sono molteplici: la vista sui vulcani, la presenza di fauna unica e la sensazione di trovarsi in un paesaggio quasi lunare. La Laguna Carachi Pampa, ad esempio, posta attorno ai 3.400 metri, offre riflessi nitidi e colonie di fenicotteri andini che punteggiano la superficie d’acqua; la sua conformazione salina e la vicinanza alle colate di roccia basaltica creano contrasti cromatici estremi e suggestivi. Visitare questi luoghi richiede mezzi adeguati — preferibilmente un 4×4 — e spesso l’accompagnamento di guide locali che conoscono le piste, le fonti d’acqua e i punti migliori per osservare la natura in sicurezza.

Vulcani, paesaggi e adattamento umano

La convivenza tra uomo e ambiente in questa parte di Catamarca è un esempio di adattamento: poche comunità disperse coltivano allevamento di lama e pecore, mentre l’estrazione mineraria — specie legata al litio — integra l’economia locale. Gli abitanti piantano filari di pioppi per schermare il vento e costruiscono case dalle tonalità ocra che si mimetizzano con il territorio. In queste vallate alcuni residenti scelgono l’eremitaggio volontario, vivendo in case isolate che custodiscono tradizioni e usi antichi.

Luoghi imperdibili

Tra i punti più spettacolari c’è il Campo de Piedra Pomez, un’area di oltre 80 chilometri quadrati situata attorno ai 4.000 metri, dove colate di cenere e pomice hanno creato sculture naturali che ricordano una gigantesca torta minerale. Il sito è protetto a livello provinciale e la gestione coinvolge anche la comunità indigena di Carachi Pampa. Altre mete essenziali sono il Salar de Antofalla, che si estende per circa 100 chilometri e mostra specchi d’acqua salmastra di colori intensi, e la vega solitaria di Vega de la Botijuela, dove è possibile trovare sorgenti termali calde gestite da residenti locali.

Specchi d’acqua e comunità isolate

Il piccolo villaggio di Antofalla, con una trentina di abitanti, è l’esempio di insediamento che punteggia le sponde del salar: allevatori che vivono isolati per buona parte dell’anno e che occasionalmente accolgono viaggiatori. Un caso emblematico è quello del señor Simon Moralez, che vive in una vega remota a circa 4.000 metri e offre l’accesso a una pozza termale dove immergersi guardando un panorama straordinario. Queste esperienze permettono di comprendere il rapporto tra comunità e ambiente in un contesto estremo.

Consigli pratici per il viaggio

Gli aeroporti più comodi per raggiungere la zona sono quelli di Salta e San Miguel de Tucuman, rispettivamente a circa 8 e 7 ore di strada. Non esistono collegamenti pubblici affidabili verso Antofagasta de la Sierra, perciò è consigliabile noleggiare un veicolo 4×4 o prenotare transfer privati e tour con operatori locali. Tenete conto dell’altitudine e dei suoi effetti: idratazione, acclimatamento graduale e, se necessario, l’uso di foglie di coca possono essere utili per ridurre i sintomi del mal di montagna. Infine, rispettate le aree protette e le indicazioni delle comunità indigene che gestiscono gli accessi.

Scritto da Staff

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