Brad Pitt e il pastore tedesco Uber protagonisti del survival thriller più atteso

Brad Pitt torna sul grande schermo con un avvincente survival thriller al fianco del cane Uber, girato in scenari neozelandesi che imitano l’Alaska.

Il nome di Brad Pitt è tornato a brillare nei cinema con Heart of the Beast un survival thriller che unisce azione intensa e un legame profondo tra uomo e animale. Il film, diretto da David Ayer si preannuncia come una delle uscite più discusse dell’anno, grazie anche alla presenza di Uber un pastore tedesco addestrato a diventare il compagno di avventure dell’attore.

James Belmont e Odin: due veterani in lotta contro la natura

Nel ruolo di James Belmont un ex ufficiale delle Forze Speciali, Pitt interpreta un uomo segnato dalle esperienze di guerra e dal disturbo da stress post-traumatico. Al suo fianco c’è Odin il cane da combattimento interpretato da Uber, dotato di denti protesici d’argento e di una zampa artificiale, risultato di ferite riportate in missioni pericolose.

Il legame tra i due è stato forgiato sul campo, condividendo numerose operazioni estreme prima di ritirarsi in una tranquilla vita civile.

La tragedia in volo e la marcia verso la salvezza

Un improvviso malore durante un volo di ritorno costringe Belmont a schiantarsi con l’aereo in una zona remota definita “il cuore della bestia”.

Da lì inizia una marcia di più di 90 kilometri attraverso foreste impenetrabili, ghiacciai e fiumi impetuosi. Lungo il percorso dovranno affrontare intemperie, predatori come orsi e lupi, e gestire scorte limitate di acqua e cibo, affidandosi esclusivamente al reciproco coraggio.

Dalla sceneggiatura alla realtà: dove è stato girato il film

Pur ambientato nell’Alaska più selvaggia, le riprese sono state realizzate quasi interamente in Nuova Zelanda. Le regioni di Canterbury, Otago e Fiordland sono state trasformate in paesaggi analoghi a quelli dell’estremo nord americano. Queenstown è diventata la base operativa della troupe, mentre i set sono stati allestiti sul Lake Wakatipu nella zona di Glenorchy nel Mount Aspiring National Park e a Milford Sound. Queste location hanno già ospitato produzioni come Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, dimostrando la loro versatilità nel rappresentare ambienti diversi.

Logistica, permessi e collaborazione con le comunità Māori

Alcune sequenze sono state girate in aree glaciali quasi inaccessibili, raggiunte solo con elicotteri, il che ha limitato drasticamente il volume di attrezzature trasportabili. La produzione ha dovuto negoziare con le autorità neozelandesi e con la New Zealand Film Commission assicurando il rispetto dei protocolli ambientali e culturali. Sono stati coinvolti consulenti Māori e maestranze locali per garantire che le riprese non interferissero con le zone di significato culturale.

Accoglienza critica e prospettive di successo

Il film ha ottenuto un’impressionante valutazione del 96% su Rotten Tomatoes e un punteggio di 70 su Metacritic, superando le precedenti opere di Ayer come End of Watch e Fury. I critici hanno elogiato la sintonia tra Pitt e Uber, definendola “una delle più autentiche partnership cinematografiche degli ultimi anni”. La performance di Uber, realmente addestrato come cane da soccorso alpino, ha ricevuto riconoscimenti per la capacità di esprimere emozioni senza dialoghi.

Il pubblico avrà la possibilità di assistere a una storia di resistenza, amicizia e sacrificio, il cui cuore pulsa nel legame indissolubile tra un veterano e il suo cane combattente.

Scritto da Beatrice Beretta

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