Cultura e archeologia industriale: i siti in Germania riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità

Il Patrimonio Mondiale dell’Umanità attrae e affascina: in tutto il mondo si pubblicano migliaia di articoli su di esso ogni anno e i paesi investono una grande quantità di lavoro e di denaro per far sì che nuovi siti del loro territorio vengano iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Eppure, non si sa abbastanza circa gli straordinari sforzi di conservazione e di gestione che gli stati compiono per la protezione del valore universale eccezionale dei più di mille siti che sono attualmente sulla World Heritage List.

Anche in Germania sono presenti siti di grande interesse, ad esempio in campo archeologico:

  • Frontiere dell’Impero Romano
    Il cosiddetto ‘Roman Limes’ rappresenta la linea di confine dell’Impero Romano alla sua massima estensione nel 2° secolo d.C.

    Si estendeva oltre 5.000 km dalla costa atlantica del nord della Gran Bretagna, attraverso l’Europa fino al Mar Nero, e da lì fino al Mar Rosso e in tutto il Nord Africa, fino alla costa atlantica. I resti del Limes oggi sono costituiti da resti di mura costruite, fossi, fortezze, rocche, torri di guardia e insediamenti civili. Alcuni elementi della linea sono stati scavati, alcuni ricostruiti e qualcuno distrutto. Le due sezioni del Limes in Germania coprono una lunghezza di 550 km da nord-ovest del paese al Danubio nel sud-est. La parete di 118 km di lunghezza, chiamata il vallo di Adriano (UK), è stata costruita per ordine dell’imperatore Adriano ai limiti settentrionali della provincia romana della Britannia. Si tratta di un esempio lampante dell’organizzazione di una zona militare e illustra le tecniche di difesa e le strategie geopolitiche della Roma antica.

  • Monumenti romani, Cattedrale di San Pietro e la Chiesa di Nostra Signora a Trier
    Trier, che sorge sul fiume Mosella, fu colonia romana del 1 ° secolo d.C. e poi un grande centro commerciale a partire dal secolo successivo. La città è diventata una delle capitali della Tetrarchia alla fine del 3° secolo, quando era conosciuta come la “seconda Roma”. Il numero e la qualità dei monumenti superstiti sono una testimonianza eccezionale per la civiltà romana.
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