Giorni della merla: perchè sono i più freddi dell’anno?

I giorni della merla sono considerati i più freddi dell'anno: leggende e miti girano intorno a questo nome.

Sono appena iniziati i giorni della merla, cioè gli ultimi tre di gennaio che, secondo la tradizione, sono i più freddi di tutto l’anno. Ma è soltanto un mito o è la realtà?

I giorni della merla

Temperature pungenti, a volte neve, forti venti e precipitazioni: sono questi gli ingredienti che accompagnano queste cupe giornate invernali per le quali, ogni anno, ci prepariamo con calde giacche e coperte ma che poi ci colgono sempre di sorpresa.

Ormai è tradizione considerare gli ultimi tre giorni di gennaio, i più gelidi in assoluto. Di sicuro, è molto difficile stabilire con certezza l’intervallo più freddo dell’inverno; abbiamo assistito, specialmente nel recente periodo, a dei cambiamenti climatici davvero significativi, come il riscaldamento globale e l’effetto serra che oltre a causare dei danni irreversibili al pianeta, hanno un po’ smentito questa credenza.

È stata condotta una ricerca, analizzando le medie climatiche del lasso di tempo che va dal 1971 al 2000. I risultati che sono stati ottenuti hanno rilevato delle differenze climatiche a seconda della zona della Penisola in cui ci troviamo: nelle regioni del Nord, il periodo più freddo coincide con la prima decade del mese di gennaio, ritardando man a mano che scendiamo verso il Sud Italia. Al centro, i giorni della merla si sovrappongono con la seconda/terza decade e nel Mezzogiorno il periodo più freddo corrisponde con i primi dieci giorni di febbraio.

Il Sud, infatti, risente dell’azione termica del mare, che posticipa e allevia l’arrivo del freddo, mentre il clima continentale della Val Padana, causato dalla minor radiazione solare, rende il clima più rigido e gelido. Quindi, in Italia, la tradizione viene rispettata soltanto in alcune zone, quali le regioni del centro.

Le Leggende

Come abbiamo potuto constatare, questa credenza deriva più che altro dalla tradizione, che da dati meteorologici oggettivi. Infatti, quelli degli ultimi decenni, smentiscono la credenza popolare; è interessante, però, scoprire l’origine e il nome di queste giornate. Sono tante le leggende che ruotano intorno a questo periodo dell’anno, nate dalla tradizione folkloristica.

Abbiamo quella di Sebastiano Pauli, che nel 1740 scrive di un cannone, dal nome, appunto, Merla, che doveva essere portato al di là del fiume Po. L’impresa risultava impossibile a causa della grandezza e del peso dell’arma, ma grazie alle temperature bassissime degli ultimi giorni di gennaio, il fiume diventò una lastra di ghiaccio e ciò permise al cannone di farlo attraversare, arrivando con successo all’altra sponda.

L’altra leggenda è molto simile, ma narra di una nobildonna, che di cognome faceva De Merli e che voleva attraversare il fiume Po per incontrare il marito.

Un ulteriore mito popolare, vede come protagonista una merla con i suoi pulcini neri che, per ripararsi dal gelo pungente, si rifugiò dentro ad un comignolo e restò lì fino al primo febbraio: il loro piumaggio non era più nero, bensì grigio, a causa della fuliggine. Ecco perché i merli femmina e i piccolini sono grigi.

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