Lo spettacolo naturale delle grotte di San Giovanni a Cagliari

Tutte le informazioni e le curiosità sulle meravigliose grotte di San Giovanni, nella provincia di Domusnovas, vicino Cagliari.

La grotta di San Giovanni, nel territorio comunale di Domusnovas, vicino Cagliari è la cavità naturale transitabile su strada più grande del mondo. Un luogo incredibile da visitare durante un viaggio in Sardegna per ammirare la bellezza della natura.

Le grotte di San Giovanni, Cagliari

La grotta, situata nella Sardegna sud-occidentale nel comune di Domusnovas, è stata riconosciuta monumento naturale. Oggi chiusa al traffico, è stata l’unica in Italia, terza in tutto il mondo, ad essere percorribile in auto.

Per raggiungere la particolare cavità bisogna uscire dal paese di Domusnovas in direzione nord e percorrere la strada provinciale che costeggia il rio San Giovanni.

La grotta, negli anni è diventata meta di arrampicatori sportivi da tutta Europa per via delle spettacolari pareti rocciose site nel territorio comunale.

Meta molto amata dai turisti, la grotta è uno spettacolo naturale raro e meraviglioso, che dimostra quanto la natura possa sbalordire l’occhio umano. Ma scopriamo tutte le informazioni su questo splendido luogo da non perdere durante un viaggio in Sardegna.

Caratteristiche e curiosità della grotta

Una volta usciti dall’abitato, la strada asfaltata si inoltra ai piedi delle montagna conducendo fino all’ingresso sud. Questo ingresso si presenta agli occhi del visitatore all’improvviso, in tutta la sua imponenza.

La grotta è sovrastata ad est dal monte Acqua e ad ovest da punta San Michele. La grotta è una delle cavità carsiche naturali più lunghe d’Europa. Il fenomeno carsico che la generò è dovuto allo scorrere di un fiume sotterraneo che ne provocò il cedimento di una massa calcarea rocciosa.

Il ramo principale, lungo 850 metri, sbuca con un altro monumentale ingresso nella valle di Oridda ed è interamente attraversato dal rio che raccoglie le acque delle vallate a monte. La cavità è caratterizzata da ampie sale, da grandi concrezioni a vaschetta e da stalattiti e da stalagmiti.

Oltre al ramo principale, la grotta si sviluppa su altri due livelli accessibili solo agli esperti. I rami sono: quello superiore, o fossile, anche noto come “Ramo Bobore” e il ramo attivo, detto “Su stampu de Pireddu”. Il ramo attivo è il più interessante, in quanto costituito da una serie di gallerie e cunicoli per uno sviluppo totale di 2 chilometri, e con la presenza di laghi sotterranei e sifoni. Ancora oggi questo ramo è oggetto di studio.

Reperti storici

All’interno della grotta sono presenti reperti, principalmente cocci di vasellame. Questi ritrovamenti hanno dimostrato che la cavità veniva utilizzata come rifugio. A testimonianza di ciò sono anche i resti delle possenti mura preistoriche, che avevano lo scopo di chiudere fortificando gli ingressi nord e sud. Tali mura rimasero in piedi sino al XIX secolo, quando il conte Beltrami, si fece promotore della realizzazione di una strada carreggiabile, con lo scopo di facilitare il trasporto di materiale dalla vicina miniera di Sa Duchessa. Per la costruzione della strada si demolì anche la cappella di S.Giovanni, che si trovava all’interno della grotta in prossimità dell’ingresso nord. Questa fu poi ricostruita nella valle accanto all’ingresso sud. La strada carrabile rendeva il fenomeno carsico interamente percorribile in auto, ma fu chiusa al traffico per preservarne le condizioni ambientali.

Oggi, la strada e l’impianto di illuminazione rinnovato, rendono la grotta interamente percorribile a piedi.

Nella cappella di San Giovanni, molto interessante è il Quadro che raffigura il Battesimo di Gesù nel Giordano e la Madonnina situata all’esterno della Chiesa.

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