La chiesa più antica di Napoli: guida a una delle opzioni imperdibili

Sono diverse le opzioni da considerare, quindi vi faremo una breve panoramica delle chiese più iconiche.

In questo articolo scopriremo la chiesa più antica di Napoli. Ebbene, in realtà sono diverse le opzioni da considerare, quindi vi faremo una breve panoramica, oltre a concentrarci sulla protagonista assoluta.

La chiesa più antica di Napoli: guida a una delle opzioni imperdibili

Il complesso medievale di Santa Chiara è stato eretto per l’ordine francescano nel XIV secolo. La vasta chiesa, trasformata internamente nel XVIII secolo e ora restaurata (dopo il tragico bombardamento del 1943) nella sua forma gotica originale, ospita uno splendore danneggiato di tombe reali e affreschi giovanili.

Sul retro, il grande chiostro decorato con maioliche del XVIII secolo è uno dei più belli di Napoli.

Da questa piazza la linea di Spaccanápoli corre verso est. La profusione di monumenti importanti, la mescolanza di epoche e l’esuberanza dell’ambiente umano sono di inesauribile fascino. Vicino al Gesù Nuovo, Palazzo Filomarino ospita l’Istituto Italiano per gli Studi Storici, fondato dal filosofo Benedetto Croce. (Un altro celebre filosofo napoletano, Giambattista Vico, era nato, due secoli prima di Croce, in una casa anch’essa conservata in questa strada).

Fiancheggiata da grandi palazzi, la basilica di San Domenico Maggiore, le cui forme gotiche si fondono con le strutture dei secoli successivi, è un tesoro di pittura e scultura. Nel 1272-74, San Tommaso d’Aquino insegnò nell’adiacente monastero. Dove l’incrocio con via Mezzocannone volge a sud verso l’Università di Napoli, la chiesa di Sant’Angelo a Nilo contiene un’alta tomba scolpita da Donatello e Michelozzo. Il vicino Palazzo Santangelo, di epoca rinascimentale, era una roccaforte della famiglia Carafa, un tempo potente.

Altre chiese

Nella traversa ascendente di via San Gregorio Armeno, l’omonima chiesa esemplifica il rococò napoletano. In questa strada, in botteghe simili a slot, si realizzano le figure per gli innumerevoli presepi delle famiglie napoletane, che culminano ogni Natale in una scena di indescrivibile vivacità e fascino. Via San Gregorio Armeno termina, all’incrocio con via Tribunali, nella piccola piazza San Gaetano, che si affaccia sul sito dell’agorà greca e del foro romano.

Delimitato dalle due grandi chiese di San Lorenzo Maggiore e di San Paolo Maggiore, e nelle immediate vicinanze di una terza – il Gerolomini – questo spazio frequentato rimane il fulcro della continuità napoletana.

La splendida chiesa gotica di San Lorenzo Maggiore poggia su strati di antichità. Sotto il suo chiostro, che contiene resti esposti di epoca romana, un grande scavo di epoca greca e romana di Napoli costituisce – con le antichità scoperte sotto il vicino Duomo – un segmento considerevole del centro antico della città.

A San Lorenzo Maggiore, nel 1334, Boccaccio affermò di aver visto per la prima volta Fiammetta; e lì, nel novembre 1345, Petrarca, che alloggiava nell’adiacente monastero, pregò – come racconta in una memorabile lettera – perché la città fosse liberata da una tempesta catastrofica.

San Paolo Maggiore, sul sito di un tempio romano, presenta antichità incorporate nel suo bell’esterno e nel chiostro adiacente. Il grande complesso dei Gerolomini comprende una magnifica biblioteca e una piccola galleria di quadri napoletani. Il suo ingresso su via del Duomo si affaccia sulla cattedrale di Napoli.

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