Spese mediche all’estero: le destinazioni dove un imprevisto può costare caro

Non succede, ma se succede?

Dovrebbe essere questo il motto del viaggiatore, almeno per quanto riguarda la tutela da imprevisti concreti e che possono avere un impatto importante tanto sull’organizzazione quanto sul budget.

È questo il caso delle cure mediche. Se in Italia è possibile contare sul supporto della sanità pubblica, non così è all’estero, in particolare in alcuni Stati dove i costi salgono facilmente, anche per situazioni da noi reputate “banali”.

Eventualità da cui è meglio tutelarsi prima della partenza sottoscrivendo una polizza ad hoc e dunque un’assicurazione sanitaria viaggio in grado di rimborsare spese mediche, ospedaliere e farmaceutiche, coadiuvando nell’attivazione dell’assistenza medica da remoto, tramite i moderni strumenti digitali. Considerando che potrebbero subentrare difficoltà di natura linguistica, oltre che puramente logistica, si tratta di un servizio che permette di stare più tranquilli.

Vediamo dunque quali sono le destinazioni dove le cure mediche risultano più care e in cui sottoscrivere una polizza sanitaria diventa fondamentale. Una soluzione, stando al Corriere della Sera, raccomandata dallo stesso Ministero della Salute.

I Paesi fuori dall’UE dove i costi per le cure sanitarie sono più alti

Nei Paesi dell’UE gli italiani, in quanto cittadini comunitari, godono della copertura base. Ciò non accade fuori dai confini dell’Unione, dove i costi variano caso per caso. Vediamo dunque quali sono gli Stati dove le spese sono più alte. Anche in questo caso abbiamo preso spunto da un’analisi condotta dal Corriere della Sera.

USA: lo storico problema delle spese sanitarie

Ebbene sì. Non è una sorpresa, ma gli Stati Uniti vantano il triste primato di cure mediche elevate, anzi le più elevate su scala planetaria, oscillando da circa 95 euro di una visita dal medico di base fino ai 950 euro qualora ci si recasse al pronto soccorso – questo sempre per la sola prestazione di base.

Serve fare una radiografia? Si superano i 350 euro, mentre il ricovero, in assenza di interventi supplementari, oscilla dai 1800 euro ai 2800 euro giornalieri. Numeri importanti e che mostrano quanto sia importante tutelarsi prima della partenza, anche per una semplice influenza.

Giappone: i costi sanitari spesso sottovalutati

Il caso del Paese del Sol Levante è forse più inaspettato quando si parla di spese sanitarie. Si va da oltre 160 euro per una visita da un medico di base fino a oltre 425 euro per una specialistica, mentre in caso di ricovero le strutture migliori non scendono sotto i 100mila euro, toccando, in caso di lunga degenza, persino 1 milione di euro. Costi difficili da sostenere, salvo assicurazione sanitaria naturalmente.

Regno Unito: il peso della Brexit

Con la Brexit – e dunque l’uscita del Regno Unito dall’UE – accedere alle cure mediche è più costoso. La cifra di partenza è superiore ai 230 euro per una visita basilare, il resto è tutto in salita.

Cina: nessun accesso alla sanità pubblica per i turisti stranieri

La sanità pubblica cinese è un servizio generalmente negato ai turisti stranieri persino tramite sottoscrizione di un’assicurazione sanitaria ad hoc. Curarsi, fino a pochi anni fa, era difficilissimo anche alla luce della scarsa presenza di istituti privati (5% circa), a oggi invece in crescita.

Tutto questo fa lievitare i costi in maniera esponenziale: da poco più di 60 euro per una visita generica a oltre 380 euro per una visita con uno specialista. Anche in questo caso, l’assicurazione sanitaria di viaggio si rivela indispensabile.

Scritto da Redazione Viaggiamo

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