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Immagina una costa dove non ci sono skyline né lungomari affollati, ma blocchi di granito spalmati di lichene arancione e acque che oscillano dall’azzurro al blu profondo. Questa è la Bay of Fires, una porzione di costa nord-orientale della Tasmania nota per l’aspetto quasi scenografico dei suoi massi e la sabbia chiarissima.
La prima impressione è di trovarsi al margine di un mondo diverso, un sentimento spesso descritto come edge of the world feeling dagli stessi viaggiatori che approdano qui.
La fama di questo tratto costiero è cresciuta negli anni e nel 2026 la BBC l’ha inserito tra le migliori fughe balneari del pianeta, sottolineando la qualità del paesaggio e l’integrità ambientale.
Il nome, invece, risale a un avvistamento del 1773: il navigatore Tobias Furneaux vide fuochi accesi sulla riva dagli abitanti locali, oggi conosciuti come Palawa, e battezzò la zona in ricordo di quei segnali di vita.
Perché Bay of Fires è così unica
La caratteristica visiva più immediata nasce dall’incontro di tre elementi: granito chiaro, lichene arancione e acque turchesi.
Le formazioni rocciose sono il risultato di processi geologici antichi, modellate da erosione marina, pioggia e variazioni termiche. La superficie levigata dei massi mostra strati di tempo mentre il lichene, di un arancio brillante, ricopre molte pietre conferendo all’insieme un contrasto quasi teatrale contro la sabbia chiara, ricca di quarzo.
Paesaggio marino e retroterra
La costa si estende per circa 50 chilometri e alterna tratti esposti al Tasman Sea, dove le onde sono più energetiche, a baie riparate con acque tranquille e trasparenti. Nell’entroterra si aprono le heathlands e zone boschive che ospitano una ricca avifauna: aquile di mare, delfini e wallaby sono avvistamenti frequenti. La parte settentrionale comprende il Mount William National Park, chiamato anche Wukalina, dove la natura appare ancora più selvaggia e i sentieri sono essenziali.
Attività consigliate e incontri naturalistici
Chi visita la Bay of Fires trova molteplici opportunità per esplorare: passeggiate sulla costa, snorkeling in acque limpide e immersioni leggere tra foreste di alghe e reef bassi. È possibile osservare stelle marine, abalone e talvolta il raro weedy sea dragon, un parente decorato del cavalluccio marino. Le spiagge hanno nomi diversi e caratteri distinti: da Binalong Bay a Swimcart Beach, ogni tratto è come un capitolo separato di uno stesso racconto costiero.
Esperienze culturali e trekking guidati
Un elemento fondamentale dell’offerta locale è la relazione con la comunità Palawa. La Wukalina Walk è un itinerario guidato condotto da operatori aborigeni che unisce camminate, racconti di memoria culturale e spiegazioni sull’uso tradizionale delle piante. Per chi cerca comfort, il Bay of Fires Lodge Walk propone trekking organizzati con pernottamenti in lodge panoramici, mentre i più indipendenti possono scegliere campeggi disseminati nella conservation area.
Come arrivare e dove alloggiare
Il centro servizi da cui organizzare la visita è St Helens, una cittadina marittima che offre rifornimenti, noleggi e alloggi. Da Hobart si raggiunge la zona in circa quattro ore di auto, mentre da Launceston il viaggio è più breve, sotto le tre ore. La strada panoramica conosciuta come Great Eastern Drive attraversa paesaggi vari tra baie, colline agricole e foreste; da St Helens a Binalong Bay il tragitto è breve e il percorso prosegue verso nord toccando accessi alle spiagge e punti panoramici.
Per dormire le opzioni spaziano da sistemazioni in città a piccoli beach shacks e campeggi ufficiali dentro la conservation area. Verso nord, Eddystone Point e il suo faro rappresentano un’attrazione storica, con paesaggi costieri intensi e un senso di isolamento che molti visitatori cercano. In qualsiasi scelta prevale il consiglio di verificare le condizioni meteorologiche e lo stato delle strade, soprattutto dopo piogge abbondanti.
In sintesi, la Bay of Fires combina impatto visivo e profondità storica: qui le rocce sembrano ardere di colore, il mare regala tinte incredibili e la presenza culturale dei Palawa aggiunge uno strato di significato che rende la visita non solo paesaggistica ma anche autentica. È un luogo dove il tempo tende a rallentare e l’ambiente mantiene una voce propria.



