Nove isole raggiungibili a piedi grazie alla bassa marea

Nove itinerari sorprendenti dove la bassa marea apre sentieri temporanei verso abbazie, villaggi e luoghi sacri; preparatevi a camminare con attenzione

Quando il mare si ritira alcune coste rivelano corridoi naturali che rendono possibile esplorare isole senza barca. In questo articolo trovi nove esempi in cui il passaggio a piedi diventa l’esperienza principale: dall’imponente Mont Saint-Michel alle antiche dimore vichinghe delle Orcadi, fino ai sentieri stagionali dell’Asia e del Nord America.

Ogni luogo offre scenari diversi — castelli, santuari, saline e case-sala — e richiede attenzione alla marea e al tempo.

Prima di partire vale la pena ricordare cosa si intende per isola di marea: un lembo di terra collegato alla terraferma solo quando la bassa marea scopre il fondale. Pianificare è fondamentale: consultate sempre le tabelle delle maree, informatevi sui tempi di comparsa e scomparsa del sentiero e seguite le segnalazioni locali.

Con il giusto rispetto per l’ambiente e per la sicurezza, questi attraversamenti diventano passeggiate indimenticabili.

Isole europee da non perdere

Il Mont Saint-Michel in Normandia è probabilmente l’esempio più famoso: la sua abbazia, arroccata sulla sommità, domina la baia e conserva una lunga storia religiosa; la leggenda ricorda la visione dell’arcangelo Michele che ispirò la costruzione di una cappella fin dal 708.

La strada principale sale tra botteghe e ristoranti fino al complesso monastico, oggi patrimonio dell’UNESCO. Allo stesso modo, la Holy Island di Lindisfarne nel Northumberland si raggiunge attraverso il cosiddetto Cammino dei Pellegrini, un tracciato di sabbia segnato da pali; qui si trovano rovine abbaziali e un castello che testimoniano secoli di storia cristiana e difensiva.

Le isole settentrionali offrono atmosfere remote e resti antichi: la Brough of Birsay nelle Orcadi custodisce tracce dei Pitti e successivamente dei Norvegesi, con case-sala vichinghe intorno al X secolo e una chiesa del XII secolo; le scogliere, i fari e le pulcinelle di mare aggiungono fascino al luogo. Nelle acque del Mare del Wadden, Mandø in Danimarca è un piccolo villaggio dove la natura domina: il collegamento con la terra, quando emerge, è spesso attraversato con un autobus trainato da trattore a causa del fango, offrendo un’esperienza più agreste che turistica.

Sulla costa atlantica francese l’isola di Noirmoutier è famosa per il suo Passage du Gois, un percorso di 4,5 km che affiora soltanto qualche ora al giorno; le case imbiancate, le persiane azzurre e le saline creano un paesaggio pittoresco, e dietro il borgo si erge un castello medievale con ristorazione di alto livello. Più a ovest, nel Maine, Bar Island emerge di fronte a Bar Harbor: il sentiero di ghiaia conduce a boschi e a una cima panoramica che fa parte dell’Acadia National Park, offrendo viste sul mare e sulle montagne circostanti.

Itinerari fuori dall’Europa

In Corea del Sud la Ganjuyuk Gyedo, nota come strada miracolosa di Jindo, appare per alcuni giorni primaverili: un corridoio lungo 2,8 km e largo circa 40 m collega Jindo a Modo e richiama eventi e celebrazioni, tra cui un festival che può attrarre centinaia di migliaia di persone. In India, a Mumbai, il Haji Ali Dargah è un santuario su un isolotto di marmo costruito attorno alla tomba del santo Pir Haji Ali Shah Bukhari, il cui sudario narrano i devoti sia tornato misteriosamente su quelle rocce; quando la marea cala la passerella permette ai fedeli di raggiungere il dargah.

Nel Nord America la Minister’s Island in New Brunswick si collega alla terraferma attraverso un tratto di fondale di circa 1 km scoperto alla bassa marea; l’isola racconta la storia del reverendo Samuel Andrews, che l’acquistò nel 1790, e dell’opulento proprietario delle ferrovie William C. Van Horne, che trasformò la residenza in un grande «cottage» edoardiano con 50 stanze, mulino a vento e tanti dettagli di charme. Camminare qui significa attraversare memorie storiche e giardini impolverati dal tempo.

Consigli pratici per attraversare in sicurezza

Controllare le maree e prepararsi

Prima di affrontare un passaggio di marea consultate il bollettino locale e calcolate i tempi di ritorno dell’acqua; portate con voi scarpe impermeabili o stivali, una giacca antivento e acqua. Imparate a riconoscere i segnali di pericolo: correnti crescenti, nebbia improvvisa o onde che arrivano più rapide. Se il percorso è segnato da pali di riferimento seguiteli e non avventuratevi da soli in condizioni avverse. In alcune isole servono mezzi speciali (come l’autobus trainato da trattore per Mandø) o l’uso dei pali di sicurezza lungo il Passage du Gois: rispettate le indicazioni e i tempi per un’esperienza indimenticabile, ma responsabile.

Scritto da Marco Pellegrini

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