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La stagione del Parco di Pinocchio a Collodi apre sotto una nuova direzione: la gestione passa dall’ente storico alla società privata che opererà in sinergia con la Fondazione. Al centro del progetto resta l’universo creato da Carlo Lorenzini, noto come il Collodi, e la volontà di valorizzare le opere e gli spazi che raccontano le avventure del celebre burattino.
Il nuovo presidente, Giordano Bruno Guerri, porta con sé l’esperienza accumulata nella gestione del Vittoriale e una strategia ambiziosa: consolidare la sostenibilità economica e nel contempo mantenere un’offerta culturale di qualità. Oggi il parco registra circa 65.000 visitatori l’anno; l’obiettivo dichiarato è di raddoppiare questa cifra entro il 2028, puntando su un mix di innovazione e tutela del patrimonio.
Assetto societario e interventi economici
La gestione operativa passa a Collodi Edutainment, società riconducibile a un gruppo privato che anticiperà dieci anni di canone per fronteggiare le criticità finanziarie pregresse. Il perimetro dell’accordo comprende anche il Giardino storico Garzoni e la Casa delle Farfalle, con l’obiettivo di creare sinergie tra attrazioni diverse e razionalizzare i costi di gestione.
Risanamento e continuità occupazionale
Secondo la nuova governance la situazione debitoria, in passato pesante, è stata riorganizzata: sono state concordate rateizzazioni con il Comune di Pescia e non emergono più passività sui livelli precedenti. La direzione sottolinea che non è prevista la perdita di posti di lavoro e che la priorità è garantire stabilità al personale coinvolto nelle attività del parco.
Un modello che coniuga gioco e cultura
Guerri dice chiaramente che il parco non diventerà un luna park; la visione è quella di un luogo dove i visitatori possano giocare ma anche confrontarsi con opere d’arte e proposte educative. La Fondazione si concentrerà sulle attività culturali, curando eventi, mostre e iniziative editoriali, mentre la parte imprenditoriale si occuperà della fruizione e dell’accoglienza.
Il bicentenario e la programmazione culturale
Tra le prime iniziative figura il calendario dedicato al bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, appuntamento centrale del 2026. La programmazione vuole mettere al centro studi, spettacoli e momenti pubblici che approfondiscano l’eredità dello scrittore e la sua importanza nel panorama letterario per l’infanzia.
Strategia internazionale e immagine pubblica
Per ampliare il bacino di utenza, la direzione ha avviato contatti istituzionali: oltre al dialogo con il ministero della Cultura, che vede un rapporto privilegiato con il ministro Alessandro Giuli, sono in corso interazioni con il ministero degli Esteri per sostenere l’internazionalizzazione delle visite. L’intento è attrarre flussi esteri e valorizzare Collodi come tappa culturale internazionale.
La scelta di non banalizzare l’offerta è rafforzata dall’esperienza al Vittoriale, dove la gestione precedente ha saputo invertire tendenze negative e incrementare le presenze a oltre 300.000 visitatori annui. Qui l’approccio sarà analogo: rinnovare l’immagine senza snaturare l’identità, con proposte che possano anche generare ricavi sostenibili.
Impatto sul territorio e prospettive
La Regione e le istituzioni locali guardano con favore al progetto; il presidente della Toscana ha evidenziato il valore simbolico di Pinocchio per il territorio. Il rilancio del parco, se accompagnato da politiche di promozione turistica integrate, può contribuire a un indotto significativo per l’area di Collodi e per i centri vicini.
In conclusione, il piano di Giordano Bruno Guerri combina il recupero economico con una chiara vocazione culturale: l’intento è costruire un’offerta che sia attrattiva, sostenibile e rispettosa delle radici letterarie, trasformando il Parco di Pinocchio in un riferimento per chi cerca esperienze culturali e di intrattenimento di qualità.



