Serpenti di De Paolis: il ruolo di Golino, i tarocchi e la burocrazia grottesca

Valeria Golino svela il suo passato frammentato, il legame col tarocco e la satira di Serpenti contro una burocrazia che sembra un labirinto senza uscita

Durante la 83ª Mostra del Cinema di Venezia, Valeria Golino ha risposto a una serie di domande che hanno messo in luce sia il suo percorso personale sia la sua interpretazione di Stella, la cartomante di Serpenti. L’incontro si è svolto tra i corridoi affollati del festival, tra un piatto di purè dimenticato e i numerosi fan che la hanno salutata, creando un’atmosfera intima ma al tempo stesso vibrante di energia.

Il film, diretto da Roberto De Paolis Maino e scritto dai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo si presenta come una black comedy che parte da un dramma attuale – il femminicidio – per poi addentrarsi negli spazi surreali della burocrazia italiana. Il protagonista, Paolo Marra (interpretato da Leonardo Lidi), confessa l’omicidio della moglie e, nonostante il desiderio di essere giudicato, si scontra con un sistema giudiziario che si dimostra più confuso dei suoi stessi pensieri.

In questo contesto, la figura di Golino, una cartomante capace di leggere gli “arcani maggiori”, diventa la chiave per accedere a un mondo dove le parole hanno una musicalità quasi ipnotica.

Serpenti: trama, cast e critica alla burocrazia

Il film si apre con la celebre frase di Ennio Flaiano: “La situazione politica in Italia è grave, ma non è seria”.

Da qui nasce una satira che ricorda le opere di Kafka e Bulgakov, dove la burocrazia si trasforma in un labirinto di scartoffie, obblighi e autorità inattive. Alessandro borghi interpreta un poliziotto indolente, Pietro Castellitto un avvocato elegantemente disincantato, mentre Leonardo Lidi dà vita a un assassino che vuole, quasi paradoxalmente, essere incarcerato.

La sceneggiatura, intrisa di riferimenti letterari, utilizza un ritmo teatrale suddiviso in atti, con dialoghi che si susseguono come una partita a scacchi tra realtà e assurdità.

Il ruolo di Stella, la cartomante

Nel film, Golino incarna Stella, una donna che legge i tarocchi a Marra nella speranza di guidarlo verso la redenzione. Inizialmente la sceneggiatura prevedeva il personaggio come maschile, ma De Paolis ha deciso di trasformarlo in una donna, conferendo al ruolo una dimensione più empatica e misteriosa. Golino ha dichiarato che, sebbene non pratichi i tarocchi per abitudine, le letture ricevute in passato le hanno lasciato un’impressione di coerenza sorprendente con scenari ricorrenti che, pur non avverandosi, rimangono impressi nella memoria.

Valeria Golino: un’adolescenza a brandelli e la rinascita artistica

Quando Golino ripensa ai suoi anni di formazione, descrive un periodo di estrema fragilità: all’età di 13 anni era costretta a letto per una grave scoliosi che richiedeva lunghe operazioni e ingessamenti. “Mi sentivo come una crisalide”, racconta, “e quando sono uscita dal bozzolo ho dovuto catapultarmi subito nel mondo degli adulti”. Parallelamente al percorso scolastico, iniziò a lavorare come modella, dimostrando una precocissima capacità di conciliare studio e lavoro. A 17 anni ottenne il suo primo ruolo cinematografico con Lina Wertmüller, un’opportunità che le permise di abbandonare definitivamente la percezione di un’adolescenza “a brandelli” e di affermarsi come attrice professionista.

Golino sottolinea che non ha mai intrapreso un percorso di psicanalisi preferendo “mettere i propri fantasmi a bagnomaria” e lasciarli a cuocere finché non è il momento di prenderli in mano e riflettere su di essi. Per lei, l’arte non è un esercizio di catarsi costante, ma un cammino di scoperta che deve rimanere flessibile e misterioso, evitando di trasformarsi in una routine predefinita.

Tarocchi, psicologia e il messaggio di Serpenti

Nel rispondere alla domanda se creda nei tarocchi, Golino ha evidenziato il legame tra cartomanzia e psicologia“I bravi cartomanti hanno doti psicanalitiche, capiscono chi hanno davanti e sanno dove portarli”. Il suo personaggio, Stella, percepisce immediatamente il bisogno disperato di redenzione di Marra, intervistandolo su ricordi adolescenziali, considerati da molti psicoanalisti come il territorio fertile dei traumi adulti. Golino rileva che “cercare di dare un senso a tutti i fantasmi può essere pericoloso”, poiché può trasformarsi in una forma di demagogia personale, costringendo l’individuo a fornire spiegazioni continue per ogni proprio comportamento.

Il film, oltre a criticare la lentezza e l’assurdità della burocrazia, propone una riflessione più ampia sulla società contemporanea l’assuefazione all’oscurità, la ricerca di sensi in un mondo che sembra privo di essi, e la necessità di guardare oltre le apparenze per comprendere le vere dinamiche che muovono le persone. In questo scenario, la figura di Stella appare come un ponte tra il destino e la volontà un elemento che, pur restando avvolto nel mistero, suggerisce che a volte è il silenzio a dare la risposta più sincera.

Scritto da Beatrice Beretta

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