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Altare della Patria, storia e museo

altare della patria

Altare della Patria, un simbolo fondamentale dell'Italia.

Un maestoso simbolo dell’ Italia unita, a monito e ricordo del sacrificio di molti, parliamo dell’Altare della Patria.

Altare della Patria storia

Il Vittoriano, di cui l’Altare della Patria rappresenta il pezzo in cima alla scalinata, fu costruito sul colle del Campidoglio ad opera, tra gli altri, dell’architetto Giuseppe Sacconi, a partire dal 1885 e fino al 1935.

Esso si compone di una serie di bassorilievi in marmo bianco bresciano, come tutta la struttura, raffiguranti: l’industria, l’agricoltura, l’eroe e l’amor patrio.

Nel suo centro sono collocati due simboli fondamentali: la statua della dea Roma e la tomba del Milite Ignoto, con le spoglie di un soldato caduto durante la prima guerra mondiale, e sorvegliate perennemente da guardie d’onore, che si danno il cambio ad orari prestabiliti.

Il maestoso monumento è attraversato da un portico a colonnato, anch’esso sovrastato da due quadrighe in bronzo che rappresentano la libertà e l’unità della Patria.

In realtà, fu inaugurato nel 1911, in occasione dell’esposizione internazionale di Torino e del cinquantenario dell’unità d’Italia.

Il Vittoriano, edificio di alto valore simbolico per la nazione e la capitale, fu fatto erigere per ricordare a tutti la stagione risorgimentale, l’unità d’Italia finalmente raggiunta e chi l’aveva realizzata.

Quindi il monumento venne dedicato al primo re dell’Italia unita, Vittorio Emanuele II di Savoia che, con Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Garibaldi, furono gli artefici della storica impresa.

Ai giorni nostri esso è diventato, a livello nazionale e non solo, una realtà culturale molto importante, anche e soprattutto per le mostre d’arte di ogni epoca e stile, che periodicamente vi sono ospitate: da Warhol, a Picasso, a Monet, ai grandi geni italiani.

La sua ambizione è sempre stata quella di essere identificato come un luogo da vivere e non solo da guardare: possiamo dire che la missione è andata a buon fine.

I musei

Al primo piano del monumento vi sono ben 700 mq espositivi: il Salone Grandi Mostre; al piano terra 400 mq: il Salone Centrale e la sala del Giubileo, che ne conta 150 circa.

Tali spazi, altamente fruibili dai numerosi visitatori, sono dotati degli strutture necessarie per l’accoglienza delle persone disabili, e questo è molto importante.

In questa location d’eccezione, i turisti e gli stessi abitanti di Roma possono godere di eventi culturali a tutto tondo, che fanno rivivere uno dei luoghi simbolo d’Italia con: arte, musica, convegni, cinema, letteratura, incontri a tema e tanto altro ancora.

Del resto anche l’area museale, seppur con qualche imperfezione, vale la pena d’essere visitata, perchè conserva cimeli molto interessanti.

Il Museo del Risorgimento, riaperto dopo alterne vicende, nel 2000, dal Presidente Ciampi, conserva cimeli della nostra storia passata, che ci raccontano ancora oggi della prigionia di Silvio Pellico, di Piero Maroncelli, della passione politica e amorosa di Anita e Giuseppe Garibaldi, della vita avventurosa e sfortunata dei fratelli Bandiera.

Anche il Museo, o meglio il Sacrario delle bandiere, ha la sua storia e la sua bellezza.
Dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale, dal 1860 in avanti, sono qui esposti e ben conservati tutti i vessilli di guerra, gli stemmi, le bandiere dei corpi militari di Stato e gli artistici cofani che contenevano i più vecchi e preziosi.

Per ultimo, ma non meno ricco e importante, abbiamo il MEI, Museo nazionale dell’emigrazione italiana; sconosciuto a molti, è invece una chicca da non lasciarsi sfuggire, soprattutto perchè ai nostri giorni può illuminarci sul problema dei flussi delle persone verso altre nazioni: dando alla questione una chiave di lettura, che spesso ci sorprenderà.

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