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Blackout in Ucraina dopo raid russi e risposta di Zelensky

Russi colpiscono le centrali ucraine, scatenando blackout e una dura risposta di Zelensky contro la presunta tregua di Trump.

Negli ultimi giorni la notte è stata teatro di una serie di incursioni russe mirate alle infrastrutture energetiche ucraine. Droni e artiglieria hanno preso di mira più di una dozzina di punti critici, provocando interruzioni di corrente in diverse zone del Paese.

L’effetto più evidente è stato il blackout che ha interessato la capitale Kiev, la contea di Kharkiv e le regioni di Dnipropetrovsk, Izyum e Zhytomyr, lasciando milioni di civili senza elettricità e limitando l’accesso all’acqua potabile.

Le autorità regionali hanno confermato che gli attacchi sono avvenuti in più di dieci occasioni nella sola zona di Dnipropetrovsk, dove il capo dell’amministrazione militare, Oleksandr Hanzha, ha denunciato l’uso intensivo di artiglieria e droni Shahed. A Izyum, nella parte sud-est di Kharkiv, le linee di distribuzione sono state gravemente danneggiate, mentre nella regione di Zhytomyr sono stati segnalati anche raid su infrastrutture ferroviarie, compromettendo ulteriormente la logistica nazionale.

Raid notturni su impianti energetici: i fatti sul campo

Secondo le testimonianze raccolte sul territorio, le forze russe hanno concentrato gli attacchi su tre distretti della regione di Dnipropetrovsk, colpendo le stazioni di trasformazione e le sottostazioni di trasmissione più importanti. Il risultato è stato un hard stop della fornitura elettrica in numerosi comuni, con conseguenti interruzioni prolungate di servizi essenziali.

Le autorità locali hanno dovuto attivare piani di emergenza, distribuendo generatori temporanei e segnalando riserve di carburante per gli ospedali.

Impatto sulla vita quotidiana

Le famiglie colpite hanno riferito difficoltà nell’utilizzo di elettrodomestici, nella refrigerazione degli alimenti e nell’uso di apparecchi medici domestici. Anche le scuole hanno dovuto sospendere le lezioni online, poiché la connessione internet dipende in larga parte dall’alimentazione elettrica. La carenza di energia ha inoltre rallentato le operazioni dei centri di raccolta dati, rendendo più difficile il monitoraggio dei danni e la coordinazione degli aiuti umanitari.

Reazioni di Kiev: Zelensky e la denuncia della tregua

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto con tono ironico l’annuncio di una “tregua energetica” fatto dal presidente americano Donald Trump. Zelensky ha pubblicato sui propri canali social un messaggio in cui chiedeva chiarimenti su quando sarebbe iniziato il cessate-il-fuoco, sottolineando che la dichiarazione di Trump era una sorpresa per lui.

Poco dopo, il leader di Kiev ha denunciato che, nonostante la presunta tregua, la Russia aveva appena colpito una centrale elettrica di Kiev con un drone Shahed, seguito da ulteriori attacchi nella regione di Kharkiv.

Il presidente ha inoltre ribadito la volontà di interrompere gli attacchi ucraini alle raffinerie russe solo se la Russia accettasse di fermare le proprie incursioni contro le infrastrutture energetiche ucraine. Zelensky ha quindi chiesto un vero scambio di favori, accusando il presidente russo Vladimir Putin di non essere disposto a negoziare seriamente. La risposta di Kyiv è stata accompagnata da un appello a Washington per un sostegno più concreto, soprattutto in termini di finanziamenti per droni e missili anti-drone.

Dimensione internazionale: risposta di Trump, UE e altri attori

L’annuncio di Trump, pubblicato sui social con il claim “Con effetto immediato, è in vigore una tregua energetica”, è stato riportato anche dall’agenzia russa Tass, ma non ha ricevuto alcun commento ufficiale da parte di Mosca. Nelle ore successive, la stampa russa è rimasta silenziosa, mentre a Washington l’annuncio è stato accolto con scetticismo sia tra i repubblicani che fra i democratici. Sondaggi del Financial Times mostrano che l’accordo sul diesel non ha convinto nemmeno i più stretti collaboratori di Trump.

Allo stesso tempo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato che l’Unione fornirà ulteriori risorse per la difesa aerea ucraina, inclusi droni e missili, e che l’Ue sta valutando nuovi provvedimenti sanzionatori contro la Russia. Anche il Regno Unito, la Francia, la Germania e la Polonia hanno espresso solidarietà a Kiev, mentre Canada e Finlandia hanno avuto colloqui diretti con il presidente ucraino. Nel frattempo, le forze ucraine hanno continuato a colpire target russi, tra cui i data-center di Yandex, nell’intento di compromettere le comunicazioni a Mosca.

Scritto da Beatrice Beretta

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