Civita di Bagnoregio: candidata a Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Il borgo di Civita di Bagnoregio, candidata a Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

Uno dei borghi più belli del Lazio, Civita di Bagnoregio, è la candidata italiana a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2022. Un riconoscimento importante che ne conferma ancora una volta l’enorme valore culturale e paesaggistico.

Civita di Bagnoregio, Patrimonio UNESCO

Con appena dodici abitanti, l’antico borgo di Civita di Bagnoregio in provincia di Viterbo è uno dei borghi più affascinanti d’Italia.

Anche nota come la città che muore, tra le sue strade è scandita la lunga storia della cittadina fondata dagli Etruschi.

Facente già parte del club de I borghi più belli d’Italia, un nuovo importante riconoscimento potrebbe confermare l’importanza storica, culturale e paesaggistica del borgo.

Infatti, è diventato uno dei candidati a far parte della lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Immersa nella valle dei calanchi, tra il lago di Bolsena e la valle del Tevere, il borgo è diventato famoso in tutto il mondo per il suo paesaggio mozzafiato.

Un borgo caratterizzato dall’erosione, che lo fa sembrare sospeso a diversi metri dal suolo.

La candidatura del borgo laziale alla lista dei Patrimoni dell’Umanità arriva dopo anni di appelli, partiti dal 2015.

Grazie a questa candidatura, Civita di Bagnoregio potrà diventare un simbolo per lo sviluppo intelligente dei territori e di una battaglia politica e civile sulla bellezza.

Il progetto è stato promosso dalla Regione Lazio e dal Comune di Civita di Bagnoregio. Hanno, inoltre, collaborato il ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, attraverso il coordinamento dell’Ufficio Unesco del Segretariato Generale e grazie ai contributi della soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

L’esito della candidatura sarà riportato nei lavori del Comitato nel 2022.

La città che muore

L’antico borgo della Tuscia laziale, ormai quasi completamente disabitato, sorge in posizione isolata, arroccato su una collina di tufo, a circa 100 chilometri da Roma, ed è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato costruito nel 1965.

Il suo isolamento è dovuto proprio a fenomeni di erosione della collina e della vallata circostante. Fenomeno che continua ancora oggi, rischiando di far scomparire la frazione, per questo chiamata anche “la città che muore” o, più raramente, “il paese che muore”.

Da giugno 2013 l’accesso al Borgo di Civita è diventato a pagamento, e ogni anno è meta di numerosi turisti.

Il borgo è diventato, inoltre, famoso per essere stato utilizzato come set cinematografico proprio per il suo caratteristico impianto medievale.

Condividi