La musica alternativa degli anni Novanta torna a vivere grazie a una serie di concerti organizzati da Radio Onda d’Urto. Tra gli artisti in programma ci sono i 99 Posse gli Asian Dub Foundation i Casino Royale e i Marlene Kuntz gruppi che hanno segnato un’epoca con la loro musica e il loro impegno sociale.
Questi concerti rappresentano un ritorno alle radici della musica alternativa, nata nei circuiti dei centri sociali e diventata una delle espressioni più interessanti della cultura giovanile italiana. La Festa di Radio Onda d’Urto è l’occasione perfetta per riscoprire queste sonorità e il loro messaggio.
99 Posse e Asian Dub Foundation: un mix di rap e dub
L’8 agosto 2026, i 99 Posse e gli Asian Dub Foundation si esibiranno insieme in una serata che unisce il rap militante napoletano e il dub elettronico londinese. I 99 Posse, nati all’interno del centro sociale Officina 99 a Napoli, hanno portato il rap e il raggamuffin nei circuiti alternativi italiani, raccontando conflitti sociali, precarietà e trasformazioni urbane.
Il loro brano “Curre curre guagliò” è diventato un simbolo di quella stagione e ha contribuito a far conoscere il fenomeno delle posse a un pubblico più ampio.
Dall’altra parte della Manica, gli Asian Dub Foundation hanno fuso dub, punk, elettronica e rap con una forte matrice politica. La loro musica è legata alle periferie londinesi, all’antirazzismo e all’uso della musica come strumento di denuncia.
Casino Royale e Marlene Kuntz: la ricerca e l’indipendenza
Il 9 agosto 2026, i Casino Royale saliranno sul palco, seguiti l’10 agosto dai Marlene Kuntz. Entrambi i gruppi hanno attraversato gli anni Novanta con linguaggi diversi rispetto alla scena rap e dub, ma con la stessa voglia di ricerca e indipendenza. I Casino Royale hanno costruito un percorso tra reggae, soul, elettronica e influenze giamaicane, mentre i Marlene Kuntz hanno portato nel rock italiano una scrittura intensa e una forte ricerca sonora.
Questi concerti riportano alla memoria una stagione in cui i centri sociali non erano soltanto luoghi dove organizzare serate, ma spazi capaci di produrre cultura, creare reti e far circolare musica fuori dai circuiti tradizionali. In quegli anni sui palchi autogestiti passarono anche realtà internazionali come Chumbawamba e artisti come Manu Chao.
La mostra CarpegnArt: pittura, scultura e arti visive
Nel frattempo, a Carpegna, fino al 22 agosto 2026, è possibile visitare la mostra collettiva CarpegnArt dedicata a pittura, scultura e arti visive. La rassegna, giunta alla sesta edizione, si svolge presso uno spazio pubblico locale e presenta opere di vari artisti. L’esposizione è aperta tutti i giorni dalle 17 alle 19 e dalle 21 alle 23, con ingresso gratuito.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione di oltre 300 persone, che hanno potuto gustare il prosciutto di Carpegna Dop tagliato a mano, i vini delle Marche e la musica dei The Whims. Ben 70 gli artisti presenti, con 134 opere tutte nuove. Il sindaco Mirco Ruggeri, il vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Pasquini e il consigliere comunale con delega alla Cultura Francesco Mazzarini hanno espresso il loro entusiasmo per questa iniziativa culturale.
Spin Time: il Circolo degli artisti come nuova casa
Il Comune sta valutando la possibilità di utilizzare il Circolo degli Artisti in via Casilina Vecchia come nuova sede per i laboratori e le attività culturali di Spin Time. Questo spazio, abbandonato per oltre un decennio, potrebbe diventare un incubatore di sperimentazione, offrendo un’assistenza alloggiativa temporanea e un supporto alle attività culturali.
L’associazione di promozione sociale Barra Spaziatrice, che si è aggiudicata il bando per la gestione del Circolo degli artisti, ha espresso la sua disponibilità ad accogliere le attività di Spin Time. Tuttavia, gli occupanti non sembrano propensi a trasferirsi, citando la presenza di amianto come motivo principale. La situazione rimane incerta, con il Comune che sta lavorando per trovare una soluzione definitiva.
