Cremona sta vivendo un momento di grande fermento culturale. La città è impegnata in un percorso di co-progettazione che la porterà a presentare la sua candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029. Questo processo, che ha visto la partecipazione attiva di associazioni, operatori culturali e rappresentanti di diverse realtà cittadine, sta definendo una visione ampia e inclusiva per il futuro della città.
Un percorso di co-progettazione partecipativa
Il percorso di co-progettazione è iniziato a maggio a Palazzo Affaitati e si è concluso al Museo Diocesano dove sono stati coordinati i tavoli di lavoro da Itinerari Paralleli l’impresa sociale scelta per accompagnare Cremona nella preparazione della candidatura. Durante questi incontri, non si è lavorato solo alla definizione di singoli progetti, ma alla costruzione di una visione più ampia della città e delle sue potenzialità culturali.
Un contributo significativo è arrivato anche da Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, che ha condiviso la propria esperienza con i partecipanti. Questo scambio ha arricchito il percorso di Cremona, offrendo spunti preziosi per la definizione dei progetti.
Venti progetti per un futuro culturale
Sono stati sviluppati 20 progetti durante le giornate di lavoro, frutto del contributo di quasi cento persone che hanno rappresentato associazioni e realtà culturali del territorio.
Il confronto si è concentrato sui tre temi che stanno definendo l’identità della candidatura cremonese: Città di pianuraCittà aperta e Città contemporanea.
Questi temi sono stati pensati per raccontare il territorio, valorizzarne le caratteristiche e immaginare nuove prospettive di sviluppo. Nel primo incontro, i partecipanti hanno lavorato alla generazione di idee e proposte, mettendo in comune esperienze e competenze differenti.
Nella seconda giornata, ospitata al Museo Diocesano, il confronto è proseguito con l’obiettivo di approfondire e rendere più strutturate le proposte emerse.
Principi guida e obiettivi di sviluppo sostenibile
I progetti elaborati hanno seguito criteri specifici, a partire dai principi del New European Bauhaus iniziativa europea che promuove spazi e comunità più inclusivi e sostenibili. Le proposte hanno inoltre dovuto essere collegate agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, rispondere alle sfide attuali di Cremona e dimostrare capacità di innovazione.
Un elemento centrale è stata anche la possibilità di creare nuove collaborazioni tra soggetti diversi: realtà culturali, organizzazioni sociali, istituzioni, enti pubblici e privati. Una rete ampia pensata per rafforzare il sistema culturale cittadino e creare opportunità che possano durare anche oltre il percorso di candidatura.
La risposta del territorio e il futuro della candidatura
Al termine delle tre giornate di lavoro, svolte tra maggio e luglio, Ilaria Morganti, co-founder di Itinerari Paralleli, ha sottolineato il valore del percorso intrapreso: Co-progettare è molto complicato: richiede uno sforzo progettuale notevole, una disponibilità da parte degli operatori di mettersi in gioco e fiducia rispetto a un metodo di lavoro che per molti non è familiare.
Secondo Morganti, la risposta del territorio è stata significativa: La città ha risposto con una grande partecipazione e con grandissima generosità, dimostrando passione e una notevole capacità di collaborare per immaginare insieme il futuro della propria città.
Con il contributo raccolto in queste settimane, Cremona si prepara ora alla fase conclusiva della candidatura. Il dossier che sarà presentato entro settembre racconterà una città che vuole valorizzare il proprio patrimonio culturale e costruire nuove prospettive attraverso la collaborazione e l’innovazione.
