Argomenti trattati
Venezia custodisce un patrimonio verde spesso invisibile allo sguardo del turista: oltre 500 giardini si nascondono tra calli, campi e isole, offrendo angoli di tranquillità e tracce di una storia botanica e sociale complessa. Questo testo propone un viaggio che mette in luce orti monastici, cortili privati di pregio e spazi pubblici recuperati, con l’intento di far comprendere come il paesaggio urbano veneziano sia anche un patrimonio di piante e colture.
Accanto alla dimensione estetica, molti giardini raccontano le relazioni di Venezia con il Mediterraneo e con l’Oriente, le pratiche agricole in ambiente lagunare e i recenti progetti di restauro. In questa sintesi troverete descrizioni, nomi di progettisti e fondazioni coinvolte e alcune indicazioni per riconoscere specie e caratteristiche che rendono unici questi spazi, valorizzando il legame tra cultura e natura.
Orti storici e recuperi religiosi
Tra gli esempi più emblematici spicca l’orto legato alla chiesa del Redentore, ripensato come Hortus Redemptoris nell’ambito di un restauro che ha privilegiato sia la funzione produttiva che quella didattica. Il progetto botanico è stato affidato a Paolo Pejrone, noto per l’architettura dei giardini, che ha combinato aiuole di alberi da frutto con piante orticole tipiche della tradizione veneziana.
L’intervento ha recuperato la vocazione agricola del luogo, riportando in primo piano coltivazioni come fichi, pomodori e carciofi e valorizzando il terreno sabbioso che rende i prodotti locali particolarmente apprezzati.
Elementi caratteristici e riapertura al pubblico
L’area comprende pergolati in castagno coperti da viti, rose e glicini, un piccolo uliveto vicino alla primitiva chiesa di Santa Maria dell’Angelo e bancali dedicati alle erbe officinali, elementi che evidenziano il ruolo multifunzionale dell’orto.
È interessante notare la ripresa dell’apicoltura tradizionale con arnie a favo naturale, ispirata al recupero storico promosso dal Jardin de Luxembourg. Per la prima volta nella sua lunga storia, l’Hortus Redemptoris è stato reso accessibile al pubblico a partire dall’ottobre 2026, segnando una nuova tappa nel rapporto tra comunità e patrimonio verde.
Cortili d’autore e giardini di palazzo
I giardini privati e i cortili museali offrono esperienze di visita molto diverse: alcuni si rivelano progressivamente, altri sono veri e propri progetti d’autore. La Fondazione Querini Stampalia, nel sestiere di Castello, conserva un giardino disegnato da Carlo Scarpa negli anni Cinquanta, caratterizzato da scorci calibrati, giochi d’acqua e una composizione di piante selezionate che privilegiano forma e fioritura. La lettura del giardino avviene in piccoli quadri, attraverso aperture e tagli architettonici che modulano la percezione dello spazio verde all’interno dell’antico edificio.
Palazzo Soranzo Cappello e il Brolo
Il giardino di Palazzo Soranzo Cappello rispetta lo schema tradizionale veneziano: corte, giardino e brolo produttivo con accesso all’acqua. La corte seicentesca, ornata da statue e nicchie con i Dodici Cesari, si apre su prati e aiuole che fioriscono tra marzo e aprile con scille, narcisi e crochi, mentre nel giardino vero crescono due esemplari di Diospyros kaki. Il luogo ha inoltre un forte valore letterario: è stato sfondo per opere di Henry James e di Gabriele D’Annunzio, che lo hanno utilizzato come set narrativo nelle loro opere.
Spazi pubblici, restauro e progetti tematici
I grandi giardini aperti alla città raccontano invece episodi di trasformazione urbana. I Giardini Reali, nati come spazio del palazzo reale dopo la demolizione degli antichi granai per volontà di Eugenio Beauharnais e del governo napoleonico, hanno mantenuto una pergola in ghisa e una collezione di piante in vaso fino alla recente rinascita. Restaurati e riaperti nel 2019 grazie all’impegno della Venice Gardens Foundation, fondata nel 2014 e presieduta da Adele Re Rebaudengo, oggi ospitano un assortimento che va dalla Sophora ai tigli, passando per noci alati e coperture di agapanti e rusco.
Il labirinto e gli spazi commemorativi
Sull’isola di San Giorgio, accanto a un teatro verde progettato nel secondo dopoguerra da Luigi Vietti e Angelo Scattolin, si sviluppa il cosiddetto Labirinto Borges, una struttura vegetale composta da migliaia di Buxus sempervirens disegnata da Randoll Coate e oggi gestita dalla Fondazione Giorgio Cini. Il giardino, pensato come omaggio a Jorge Luis Borges, celebra simbolicamente la memoria dello scrittore e la tensione tra letteratura e paesaggio, inserendosi nel più ampio mosaico dei giardini veneziani aperti al pubblico.
Per chi desidera approfondire, il volume della collana dedicata ai Piaceri del Viaggio propone oltre trecento giardini italiani, dalla scala monumentale alle oasi segrete in città: sono presentate 52 proposte, una per ogni settimana dell’anno, per esplorare stagioni e temi diversi. Il libro, intitolato L’Italia dei Giardini, conta 320 pagine ed è disponibile in libreria a € 25, oltre che sullo store online e nei Punti Touring.



