La costa di Ostuni, in Puglia, è al centro di una vivace controversia che oppone ambientalisti, istituzioni e investitori. Al centro della disputa c’è il progetto del Four seasons Costa Merlata un resort di lusso da circa 100 milioni di euro che promette di rivoluzionare l’offerta turistica della zona.
Il progetto, ribattezzato dai media italiani il Bill Gates Resort per il coinvolgimento indiretto del fondatore di Microsoft, ha acceso un dibattito acceso sulle conseguenze ambientali e paesaggistiche.
Il resort, promosso dal gruppo israeliano Omnam Investment Group insieme alla società proprietaria dell’area, dovrebbe sorgere nella contrada Mogale su un’area di circa 9 ettari.
Il piano prevede 150 camere e suite, ristoranti, bar, piscine, beach club, spa e spazi per eventi, destinati a posizionare Ostuni tra le destinazioni di lusso più ambite del Mezzogiorno.
Le preoccupazioni ambientali e paesaggistiche
La localizzazione del progetto ha sollevato numerose critiche da parte di comitati locali e ambientalisti.
L’area è caratterizzata da grotte, doline, sistemi dunali e habitat frequentati da uccelli migratori. Tra le principali preoccupazioni ci sono il possibile aumento del consumo idrico, l’inquinamento luminoso e gli effetti sulla flora e sulla fauna locali.
L’assessorato regionale ai Beni culturali e al Paesaggio ha espresso un parere critico, parlando del rischio di una alterazione irreversibile del paesaggio costiero.
Angelo Bonelli, deputato e leader di Europa Verde, ha dichiarato che la realizzazione di questo progetto determinerebbe una modifica irreversibile del carattere morfologico e funzionale del sistema rurale costiero dell’agro di Ostuni, con una grave compromissione del contesto paesaggistico e ambientale della costa.
Il nodo delle Zone economiche speciali
Nonostante le critiche, l’iter amministrativo è proseguito attraverso il regime delle Zone economiche speciali (Zes) uno strumento nato per favorire gli investimenti produttivi. I comitati locali sostengono che questo strumento non dovrebbe essere utilizzato per operazioni immobiliari di carattere turistico.
Diverse associazioni, tra cui il Libero Comitato per la salvaguardia dell’habitat costiero di Ostuni hanno presentato ricorso al Tar. Nel frattempo, nella zona continuano le manifestazioni con lo slogan Giù le mani dalla costa.
La decisione finale
Il progetto non ha ancora ottenuto il via libera definitivo. I lavori non sono iniziati e la decisione finale dipenderà dalla Valutazione di impatto ambientale avviata nelle scorse settimane. Fonti governative precisano che nessuna decisione conclusiva è stata ancora assunta e che l’autorizzazione potrà arrivare solo dopo un parere favorevole della Regione Puglia.
La battaglia per la costa di Ostuni continua, con un equilibrio delicato tra sviluppo turistico e preservazione ambientale. La decisione finale avrà un impatto significativo non solo sul paesaggio, ma anche sul futuro turistico della regione.
