Lovere: cosa c’è da vedere, la guida

Cosa c'è da vedere a Lovere, il piccolo borgo bagnato dalle acque del lago d'Iseo, in Lombardia.

Il romantico borgo di Lovere è ricco di monumenti storici da scoprire durante una gita fuori porta, perciò è importante conoscre cosa c’è da vedere in poco tempo. Tanti luoghi incredibili ed un paesaggio da sogno attendono i viaggiatori sulle sponde del lago d’Iseo.

Vediamo, quindi, quali sono le attrazioni più importanti da non perdere.

Lovere: cosa c’è da vedere

Lovere è un meraviglioso borgo affacciato sulle acque del Sebino, anche noto come lago d’Iseo, e vanta una storia interessante e antica che ancora riecheggia tra le sue stradine e i suoi monumenti.

Il comune di Lovere, capoluogo della Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, fa parte della Val Seriana in provincia di Bergamo, in Lombardia, e rappresenta la meta ideale per una breve fuga romantica.

Non stupisce, infatti, sapere che fa parte del club de I borghi più belli d’Italia.

Influenzato dalle numerose civiltà che di secolo in secolo abitarono il territorio, Lovere mantiene il fascino di tutte le popolazione che hanno trascorso la vita sulle sponde del lago. Tanti sono, infatti, i monumenti che appartengoo alle diverse epoche storiche.

Vediamo, quindi, quali sono i luoghi più importanti da visitare a Lovere.

Cosa vedere a Lovere

Tra i luoghi più interessanti troviamo la Galleria dell’Accademia Tadini, ospitata in un edificio neoclassico, situato nei pressi di piazza Garibaldi. Questo è uno dei musei più antichi della Lombardia, essendo stato fondato ufficialmente nel 1829. Il nucleo è rappresentato da un gruppo di opere di Antonio Canova, tra le quali il bozzetto per la Religione e la Stele Tadini, ultima opera del grande scultore.

Altro luogo splendido è la Basilica di Santa Maria di Valvendra, rimasta per lungo tempo la più grande chiesa della diocesi di Brescia, cui Lovere fa storicamente capo.

Tra i luoghi di culto più interessanti, poi, troviamo la chiesa di San Giorgio, le cui origini risalgono a prima del 1263. Si tratta, infatti, di uno degli edifici religiosi più antichi della zona. Tuttavia, della struttura è rimasto ben poco, viste le numerose modifiche apportate nel corso dei secoli. La principale di queste risale alla seconda metà del XV secolo, quando la chiesa venne rialzata ed ampliata, andando ad inglobare nella propria struttura la casa-torre denominata Torre Soca, risalente al XIII secolo e di proprietà della famiglia Celeri. All’interno si possono ammirare opere di grande spessore artistico come il Mosè che fa scaturire l’acqua dalla rupe di Jan de Herdt, l’Ultima cena di Gian Paolo Cavagna e la Trinità con la vergine e S. Giorgio di Antonio Gandino.

Ma il cuore pulsante del borgo è Piazza Vittorio Emanuele II, originariamente chiamata piazza degli uffizi. Qui, infatti, avevano sede gran parte delle istituzioni.

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