È stato formalizzato l’accordo che rinnova il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) per i dirigenti delle aziende dell’industria alberghiera aderenti ad Aica sottoscritto con Manageritalia. Il contratto ha decorrenza dal 1° gennaio 2026 e rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2028.
Questo rinnovo intende rafforzare la tutela contrattuale della managerialità nel settore, con interventi sia sul versante economico sia su welfare e formazione.
Le Parti hanno ribadito l’importanza di contrastare il dumping contrattuale e di promuovere la piena applicazione del CCNL valorizzando la bilateralità come strumento di partecipazione tra imprese e dirigenti.
Tra gli attori coinvolti compare anche il CFMT chiamato a gestire risorse e percorsi formativi previsti dall’intesa.
Incrementi retributivi e indennità di vitto e alloggio
Sul fronte salariale il rinnovo prevede un incremento complessivo della retribuzione di fatto pari a 700 euro mensili a regime, subordinato a eventuali assorbimenti per anticipi concessi dopo il 1° luglio 2026.
L’aumento viene distribuito in tre tranche: 250 euro dal 1° luglio 2026240 euro dal 1° gennaio 2027 e 210 euro dal 1° gennaio 2028. Queste cifre rappresentano l’adeguamento strutturale della retribuzione di fatto dei dirigenti interessati.
È stato inoltre aggiornato il trattamento sostitutivo di vitto e alloggio, elemento significativo per l’attività alberghiera: a decorrere dal 1° luglio 2026 l’importo mensile lordo sale a 245 euro con un incremento di 100 euro rispetto al valore precedente.
La composizione è specificata con 148 euro relativi al vitto e 97 euro relativi all’alloggio. In assenza del servizio sarà riconosciuta un’indennità mensile di pari valore.
Welfare contrattuale, formazione e ruolo del CFMT
Per il triennio 2026-2028 le aziende riconosceranno un credito welfare minimo complessivo pari a 5.600 euro erogato tramite la piattaforma CFMT. La ripartizione prevista è di 2.600 euro per il 2026, 1.500 euro per il 2027 e 1.500 euro per il 2028. Le Parti hanno concordato di implementare progressivamente l’offerta della piattaforma, con attenzione a strumenti quali previdenza complementare, tutela sanitaria, istruzione e assistenza personale e familiare.
Contributi alla formazione e risorse per il supporto alle transizioni
Il rinnovo conferma il ruolo del CFMT anche come infrastruttura per la formazione: è fissato un contributo di 2.000 euro destinato a percorsi di supporto nei casi previsti dal contratto. Tali risorse sono pensate per sostenere la crescita professionale dei dirigenti e la competitività delle imprese, nonché per accompagnare le trasformazioni organizzative del settore.
Previdenza, assicurazioni e misure per il ricambio generazionale
In ambito previdenziale il rinnovo interviene sul Fondo Mario Negri prevedendo un progressivo aumento del contributo integrativo a carico del datore di lavoro. Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2026 il contributo ordinario a carico del dirigente viene elevato dall’1% al 2% calcolato sulla retribuzione convenzionale annua.
Per la componente assicurativa è stato confermato l’adeguamento della Garanzia Infortuni Pastore il premio annuo per assicurato passa da 410 euro a 560 euro a decorrere dal 1° gennaio 2026 a tutela della continuità e del rafforzamento delle coperture previste dal contratto.
Tra le novità operative figurano la rimodulazione delle agevolazioni contributive per nuove assunzioni dirigenziali, strumenti per favorire l’inserimento dei dirigenti nelle PMI, la disciplina del dirigente temporaneo e iniziative di mentoring e tutoraggio per i dirigenti senior in avvicinamento alla pensione. L’intesa interviene inoltre su temi quali genitorialità, gravi patologie, pari opportunità, diversità, inclusione e trasparenza retributiva, prevedendo anche l’istituzione di un Osservatorio nazionale dedicato.
Elisabetta Fabri, Presidente di Confindustria Alberghi ha sottolineato che «Il rinnovo di questo Ccnl testimonia la volontà di dotare il settore alberghiero di uno strumento contrattuale moderno, equilibrato e capace di accompagnare le imprese in una fase di profonda evoluzione del mercato. L’accordo rappresenta un punto di equilibrio tra le esigenze delle aziende e la valorizzazione della funzione manageriale». Ha aggiunto poi che «È un risultato importante, frutto di un confronto responsabile e costruttivo tra le Parti», esprimendo soddisfazione per gli interventi su welfare, formazione e tutele.
