Crema si appresta a ridare splendore a uno dei suoi monumenti più rappresentativi. È iniziato infatti il restauro di Porta Ombriano un intervento che segna l’inizio di un progetto più ampio di valorizzazione del patrimonio storico della città lombarda. Dopo oltre trent’anni dall’ultimo restauro, la città torna a prendersi cura di uno dei suoi simboli più riconoscibili, unendo conservazione del patrimonio e miglioramento dello spazio urbano.
Un progetto di conservazione e valorizzazione
L’intervento, partito l’8 settembre, è stato presentato in una conferenza stampa alla presenza delle principali autorità cittadine, tra cui il sindaco Fabio Bergamaschi l’assessore ai Lavori Pubblici Giorgio Pagliari e il presidente dell’Associazione Popolare Crema per il TerritorioGiorgio Olmo. Il progetto, che prevede anche il restauro di Porta Serio e la riqualificazione della piazza antistante Porta Ombriano, ha un budget complessivo di 650mila euro, di cui 200mila provenienti dall’associazione.
La storia di Porta Ombriano
Porta Ombriano, progettata all’inizio dell’Ottocento dall’architetto cremonese Faustino Rodi ha perso la sua funzione daziaria nel 1806 con la demolizione dei caselli che la collegavano alla cinta muraria. Da allora, ha assunto il ruolo di monumento che racconta la stratificazione storica e artistica di Crema.
L’ultimo restauro risale al 1992, quando si intervenne sulla copertura, sul sistema di smaltimento delle acque meteoriche, sugli intonaci, sugli elementi lapidei e scultorei e sulle opere in ferro, recuperando anche la bicromia storica del monumento.
Un restauro rispettoso della storia
Il nuovo intervento, curato dall’architetto Christian Campanella è improntato a un principio preciso: conservare il più possibile la materia esistente, evitando sostituzioni e rifacimenti non necessari.
Le operazioni previste includono la rimozione dei materiali non idonei, la pulitura, il consolidamento e la protezione degli elementi conservabili, e l’integrazione esclusivamente dove necessaria, attraverso materiali compatibili con quelli storici.
“È un intervento di restauro nel significato più rigoroso del termine”, sottolinea l’assessore Pagliari. “Non vogliamo rifare Porta Ombriano, ma conservare il più possibile ciò che è arrivato fino a noi, intervenendo sulle cause che ne stanno determinando il deterioramento. Si lavorerà dalla copertura fino alla parte basamentale, sugli intonaci, sugli elementi lapidei e scultorei, con tecniche e materiali compatibili con un edificio storico.”
Verso una riqualificazione più ampia
Il restauro di Porta Ombriano rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio. L’amministrazione comunale guarda infatti a una riqualificazione complessiva della piazza, con l’obiettivo di creare uno spazio più verde e più fruibile, sia pedonale che ciclabile. “Si può immaginare uno spazio più bello e più verde, con alberi e pavimentazione in pietra, capaci di aumentare la qualità dello spazio pubblico”, afferma il sindaco Bergamaschi.
Non è ancora il momento di decidere sulla pedonalizzazione della piazza, ma questa prima azione sulla Porta può aprire ad ipotesi di limitazioni al traffico in alcune fasce orarie, ad esempio la sera del fine settimana. “Lo stesso commercio di vicinato, che va sostenuto come elemento di valore di una comunità, ne gioverebbe”, conclude il sindaco.
Il progetto è sostenuto anche dall’Associazione Popolare Crema per il Territorio che ha contribuito con 200mila euro. “Crema è una città bella e merita cura. Per questo abbiamo investito convintamente in questo progetto, contribuendo a un intervento che restituisce valore a un patrimonio identitario e rafforza la qualità complessiva dello spazio urbano”, dichiara il presidente Olmo.
